lunedì 14 ottobre 2013

Xera, la ragazza con la spada (pag.19)

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Passarono diverse ore ma dinanzi a loro ancora si paravano alberi e foglie, cespugli e fiori, rami e di nuovo … alberi. Il morale del gruppo era basso e nessuno osava parlare, a eccezione di Norwen che di tanto in tanto, dopo essersi arrampicato su qualche alto faggio, indicava loro la strada da seguire, lamentandosi di non poter utilizzare la sua tecnica preferita, di salto del ramo, per spostarsi più velocemente. 

<<Se dipendesse da me, sarei già al lago>> disse per l’ennesima volta, sbuffando, <<Questo lo abbiamo capito, ma torno a ripeterti che saltare da un albero all'altro, con una ragazza sulle spalle, potrebbe essere complicato, per non dire suicida>> replicò Reilhan cercando di fargli capire che lagnarsi non sarebbe servito a nulla, <<piuttosto perché non abbozziamo un piano, almeno arriveremo preparati!>> suggerì e tutti furono d’accordo.

<<Penso che la cosa migliore da fare>> disse l’arciere <<sia quella di colpire frontalmente l’Hulfùr mentre io mi tufferò nel lago per prendere le lacrime: sono il più veloce del gruppo e certamente il nuotatore migliore>>, <<Nonché il più modesto!>> aggiunse Xera un po’ irritata, <<Attaccare un simile mostro frontalmente, anche per pochi minuti, sarebbe impossibile, non abbiamo nemmeno uno straccio d’armatura, come potremo difenderci dai suoi colpi?>><<Ovviamente non ci ha pensato>> rispose Reilhan <<Non a caso la sua miglior virtù non è la strategia, al tuo posto resterei quantomeno in silenzio!>> aggiunse cercando di elaborare un piano migliore.

<<Perché non usiamo il Napello? Se Norwen lo trafiggesse con le sue frecce avvelenate, non si sveglierebbe per ore>> suggerì timidamente Elesya ma l’arciere scosse il capo <<Non funzionerebbe, quel mostro è immune ai veleni della foresta, essendone il Re!>> e la ragazza s’intristì poiché non era stata d’aiuto, <<Era comunque un buon piano, non potevi sapere di questa sua caratteristica>> disse Reilhan ricambiando la cortesia all'amica che in precedenza aveva preso le sue difese. 

<<Sarò io la vostra esca!>> affermò risoluto Keldas, <<Non permetterei mai alle ragazze di correre dei rischi, per quanto coraggiose esse siano!>> aggiunse, <<fingerò di voler rubare l’elisir e quando proverà ad attaccarmi, scapperò verso la foresta: voi Novizi, nel frattempo vi tufferete nel lago e recupererete le lacrime!>> e terminò. Nessuno però approvò perché sapevano che per quanto avesse potuto correre, Keldas avrebbe fatto una brutta fine e subito dopo, la medesima sorte, sarebbe toccata anche a loro, <<Gli basterebbe un solo salto per raggiungerti, non farti illusioni! Persino io non posso competere in quanto a velocità, con quella bestia>> spiegò Norwen, <<Adesso basta! Ogni volta che proviamo a formulare una strategia, questa risulta fallimentare; possibile che non ci sia un modo per raggiungere quelle lacrime?>> urlò Xera frustrata per il suo essere debole e inutile in quella circostanza. 

<<Cosa c’è ancora da sapere riguardo a questo Re? Ogni due minuti spuntano nuove informazioni, smettila di farci perdere tempo e dicci tutto quello che sai>>, <<Benvenuta nel mio mondo>> aggiunse Reilhan comprendendo la rabbia della sua amica, il cui malcontento cominciò a influenzare tutti, <<Come ho già spiegato diverse volte, è un ostacolo che va al di là delle nostre forze: se ha l’appellativo di re, ci sarà un motivo! Non può essere avvelenato, è immune alle maledizioni, ha una velocità e forza fuori dal comune e soprattutto … dicono che sia l’incarnazione di una divinità … ma forse questo non lo avevo ancora detto!>>, <<Ovviamente! Come potevi non trascurare l’attributo più importante di questo mostro?>> chiese esasperato Reilhan ormai sicuro di andare in contro a morte certa. I ragazzi non smisero di camminare ma diminuirono la velocità del loro andamento, come se si muovessero per inerzia; non vi era più alcuna speranza per la povera Shùly né tanto meno per loro.

Proseguirono in silenzio per diversi minuti sino a quando Elesya non pose una domanda, <<Precisamente di quale divinità stiamo parlando?>>, Norwen la guardò, per un attimo, stupito <<Sapere il suo nome ti potrebbe essere di conforto, mia dolce fanciulla?>> chiese ironico, <<Perché non ti limiti a rispondere? Qualsiasi informazione è importante!>> aggiunse il Novizio, ormai seccato dal modo di fare dell’arciere, << Mi scuso se vi ho arrecato offesa, mia dolce donzella; purtroppo non conosco il suo nome, le leggende sono spesso vaghe, la cosa che ricordo con certezza è il suo collegamento con i soli e la luna, non so altro!>>.

Elesya improvvisamente si fermò, colta da un lampo di genio <<Nella mia Payanir ci tramandiamo questo mito da secoli: Nurya il primo sole, Suhanna il secondo sole e Chundra divinità della luna, sono questi i loro nomi>> anche il resto del gruppo si fermò, <<Ricordo che accennasti qualcosa, quando sbarcammo su Horsia>> disse Xera, <<Si, è così! Mi ripromisi di raccontarvi questa storia, alla fine e a quanto pare è giunto il momento!>>.

<<Prima di iniziare però, fermiamoci, sono certo che Keldas abbia bisogno di riposare>> suggerì Reilhan e tutti acconsentirono. Una volta accomodati si preparano ad ascoltare il “Mito del Sole e della Luna”.

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