venerdì 31 gennaio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.39)

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Sotto i vigili occhi del Saggio, Reilhan praticò la sua magia curativa senza commettere errori. <<Hai fatto grandi progressi, figlio mio!>> gli disse orgoglioso e poi aggiunse << Dovresti coprire la tua amica; certe cose, è bene rivelarle, solo ai più fidati>>. In un primo momento il Novizio non comprese le parole di Murdar, noto per il suo parlare enigmatico e a volte strambo, tuttavia, osservando con più attenzione, notò che il sigillo di Xera non era più nascosto dalla camicetta, ormai dilaniata. Senza perdere altro tempo allora, si privò della sua, cedendola alla guerriera che però non riprese ancora conoscenza. Anche Mihrrina non si risvegliò, nonostante le sue ferite fossero sparite. 

<<Non temere figliolo, niente ritempra un combattente, come una buona notte di sonno; portatele da Aldaria, si occuperà volentieri di questi due piccoli diavoletti>> poi ridendo buffamente, si avviò verso la locanda, anticipando il gruppo.

Come aveva predetto il Saggio, la buona locandiera si prese cura delle ragazze assopite, senza chiedere in cambio alcuna moneta. Inoltre regalò alla guerriera, dei nuovi abiti, poiché la sua vecchia uniforme, era ormai logora. Aldaria però fece molto di più. Si occupò perfino di Reilhan ed Elesya, avendo visto i due ragazzi stanchi e debilitati, così anche per loro ci furono nuovi abiti. 

martedì 28 gennaio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.38)

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<<Xera!>> le urlò Reilhan, <<Xera, fermati subito!>>. Anche Elesya, imitò il suo Novizio, dopo aver accantonato il dispiacere, ormai sostituito dal terrore. <<Dovete dire a Mihrrina di fermarsi, avete capito?>> intimò loro, la maga.
<<Mi dispiace, ma nessuno può dirle cosa fare a duello avviato, neanche il suo fidanzato>> rispose Faiha. <<Voi non capite! Se non libera la nostra amica, tra pochi istanti muterà! Distruggi la tua barriera e fammi passare>> replicò Elesya determinata. Nessuno riuscì a comprendere le parole della giovane leva e pensando a questo, come all'ennesimo tentativo d’intromissione, Faiha preferì non cancellare la sua magia. Reilhan ripose il Maglio e con non poca concentrazione, pronunciò il rito di purificazione di Chundra, tuttavia inutile, poiché lo scudo interferiva con la preghiera. 

Xera si alzò in piedi, tenendo ancora ben salda la frusta, poi con tutta la forza che aveva in corpo, strattonò l’arma, provocando la caduta di Mihrrina, che inerme, non poté sostenere la spinta ricevuta. <<Che cosa sta succedendo>> disse sorpresa, << Ah capisco! È la solita fortuna del principiante>> sostenne. Xera però non rispose e questo spaventò ancora di più i suoi due amici. Mentre loro tentavano di far breccia nello scudo, Xera rientrò in possesso della spada e lentamente avanzò verso la Novizia, che intanto, era tornata in piedi, pronta a difendersi. Senza dire una parola, la guerriera avanzò lentamente in direzione di Mihrrina che incapace di comprendere le intenzioni della sua avversaria, si limitò a restare immobile, pronta ad attaccare. 

<<Rei, pensi che stia mutando?>> domandò preoccupata, Elesya <<Non lo so, vorrei solo poter distruggere questo stupido scudo e far ricorso alla preghiera; questa magia difensiva, annulla i miei poteri>> rispose. Elesya tentò ancora una volta, di convincere la nuova arrivata, ad annullare la sua barriera, ma questa, temendo la reazione del suo capogruppo, preferì agire come le era stato imposto, in simili circostanze. <<Mi dispiace, ma Mihrrina ha delle rigide regole in merito ai duelli, soprattutto quando è provocata>> rispose la ragazza affranta .

venerdì 24 gennaio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.37)

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Non vide né la lama né la mano che la impugnava, sentì solo il freddo metallo incidere la sua pelle. Prima di avvertire dolore però, sentì il calore del sangue ricoprirle la gamba sinistra. Passarono pochi secondi e quella sensazione di bagnato, fu sostituita da una fitta lancinante e un bruciore indescrivibile, fino a quando non iniziò, gradualmente, a perdere sensibilità nell’arto ferito. A fatica restò in piedi, tornando in posizione di difesa, tuttavia, inutile contro un’avversaria invisibile. 

Improvvisamente, con la coda dell’occhio, le sembrò di scorgere qualcosa che si muoveva alla sua destra, ma il braccio non fu altrettanto veloce. Fu così che giunse il secondo attacco di Mihrrina. Ancora una volta, il freddo metallo le tagliò la pelle con estrema precisione, quasi fosse fatta di burro. Questa volta toccò alla gamba destra. La guerriera cadde in ginocchio, retta solo dalla spada, poiché le gambe diventarono man mano insensibili, nonostante il dolore fosse insopportabile. 

<<Per colpa tua, sono stata costretta a sfoderare questa daga così preziosa>> disse Mihrrina infastidita. <<Come avrai ormai capito, la sua lama può paralizzare la parte del corpo con la quale entra in contatto, uno spreco, nel tuo caso. Reputati fortunata, tuttavia, poiché se avessi avuto tra le mani, i miei fidati Sai gemelli, la paralisi sarebbe stata l’ultimo dei tuoi pensieri>>.
<<Di che cosa sta parlando?>> domandò sconvolta Elesya, dall’altro lato della piazza. <<Si riferisce ai due coltelli legati alle gambe>> rispose Norwen, <<Se avesse ferito Xera con quelle lame …>> impallidì << forse è meglio non pensarci>> aggiunse.

Elesya, stanca di tutte quelle terribili informazioni e temendo per la sua amica, sfoderò il bastone, decisa a porre fine al duello. Recitò l’incanto appreso in passato e come da manuale, si materializzarono le corde nere, con il chiaro intento di bloccare Mihrrina. Obbedendo alla volontà di Elesya, iniziarono a cercare l’avversaria nascosta e una volta individuata, si gettarono su di lei per immobilizzarla. Fu però, del tutto inutile, perché senza alcun motivo apparente, le corde bruciarono, colpite da uno spaventoso fuoco violaceo. Elesya, presa dal panico, si guardò attorno, cercando di scorgere l’artefice di quella magia, quando vide dall’altro lato della piazza, una ragazza dalla lunga chioma scura, innalzare un bastone, dal quale erano sgorgate le livide fiamme.

<<Ti pregherei di non interferire in questo duello, con la tua magia>> disse la fanciulla sorridendo, <<Non sarebbe corretto da parte tua, te ne prego quindi, resta in disparte>> asserì. La maga era accompagnata da un’altra persona, un guerriero, poiché anch’egli aveva una spada, certamente migliore di quella maneggiata dalla sua amica. <<Zabora, vieni qua!>> disse Shùly a gran voce, per farsi sentire. La coppia allora, decise di accettare l’invito e si aggregò al resto della compagnia. <<Lui è mio fratello Zabora e lei è Faiha, sua compagna di squadra>> spiegò Shùly, presentando i due. 

<<Felice di fare la vostra conoscenza>> replicò la giovane maga, sorridendo e allo stesso modo il guerriero. <<Mi dispiace per le tue corde, ma non potevo permettere che la mia Novizia fosse colpita alle spalle, lo capisci vero?>> affermò rammaricata Faiha, <<La tua Novizia? Siete quindi le giovani leve di Mihrrina>> disse sorpreso Reilhan. <<Esatto amico, siamo proprio noi>> rispose Zabora. 

mercoledì 22 gennaio 2014

martedì 21 gennaio 2014

Elesya Fan-art

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Secondo graditissimo omaggio per Lo Scrittoio Segreto. Mi sento come nel giorno di Natale : D
Nuova Fanart ad opera della stupenda e dotata Claudia Bi , che ancora una volta ha messo a nostra disposizione il suo grande talento, lasciandomi senza parole.
Ecco la meravigliosa Elesya:

"Non bisogna sottovalutare né i pizzi né i merletti, amico mio, soprattutto se questi possono salvarti da situazioni spiacevoli" - Elesya


Xera, la ragazza con la spada (pag.36)

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Quando la bella Novizia raggiunse il gruppo, Reilhan cambiò espressione, cosa che non sfuggì agli occhi attenti di Xera. <<Sembra che tu abbia appena visto un fantasma>> gli bisbigliò, ma il ragazzo sembrò non averla sentita. <<Mi presento, il mio nome è Mihrrina, futuro capo dei prestigiosi Hem, nonché la Novizia più forte dell’isola>>, e dopo aver strizzato l’occhio a Reilhan aggiunse << Norwen mi ha raccontato delle vostre avventure al lago Biru, sono contenta di sapere che finalmente hai sbloccato i tuoi poteri di cura; come ti dissi tempo fa: “devi solo crederci”>>.

Tutti iniziarono a guardare Reilhan, cercando di capire a cosa stesse alludendo la ragazza, <<Chi ti dà la certezza di essere la più forte di Horsia>> domandò Xera, risvegliando il suo lato competitivo.
<<Che dolce! Un’altra Leva colma di ambizione ma che ancora puzza di dilettante>> rispose Mihrrina infastidita. <<Ragazze perché non vi calmate? Tesoro, sei una Novizia ora, dovresti avere più autocontrollo>> disse Norwen frapponendosi tra le due. <<Non quando una pivella mette in dubbio il mio valore>> replicò la ragazza, <<Io non sarei così sicura, fossi in te!>> aggiunse Xera rincarando la dose. L’idea di sfidarla, incendiò la guerriera. Era consapevole del divario che c’era tra loro, tuttavia, il suo corpo non vedeva l’ora di mettersi alla prova contro un avversario così forte. 

<<Che cosa stai facendo Testa Calda!>> domandò Reilhan preoccupato, << Finalmente sei tornato tra noi, per un attimo ho pensato che fossi stato maledetto; eri talmente pallido da far spavento>> rispose Xera. Il Novizio era ancora sconvolto, ma l’idea che la sua inesperta amica, sfidasse la temibile Mihrrina, lasciò spazio solo al timore. <<Non devi sfidarla, non la conosci! Come ti è saltato in mente di provocarla? Hai ancora la spada base, perché, invece, non dai un’occhiata alle sue armi?>>

Xera si rese conto solo allora che la futura Hem, non indossava l’uniforme, ma degli abiti particolari in pelle scura, leggeri e all'apparenza comuni. Ai lati delle agili gambe, vi erano due pugnali in bella mostra, legati da cinte anch'esse di pelle. Non erano comuni coltelli. Le sole lame avevano delle incisioni particolari, simili alle rune ma allo stesso tempo diverse; era la prima volta che Xera vedeva quei simboli. Legata in vita, c’era la frusta che poco prima, aveva scoccato, minacciando Norwen. Infine tra le mani, stringeva il dono appena ricevuto dal suo amato: una daga con l’elsa nera come la notte, che richiamava il colore degli abiti della Novizia.

<<Oh! Solo ora le hai notate? Che tenera fanciulla! Non temere però, per batterti non avrò bisogno di nessuna di queste stupende lame, sarebbe un sacrilegio sporcarle con il sangue di una pivella>>. Alzò la manica della sua giacca e scoprì un bracciale che brillava di luce propria. <<Lo vedi questo gingillo? È un regalo di Faiha, la mia protetta. Voglio darti un consiglio, piccola principessa: Un guerriero che si affida solo alla sua forza fisica, è destinato a perdere>>.

Xera era stanca di tutti quei discorsi, per lei ancora incomprensibili, l’unica cosa che le premeva, era dare una lezione a Mihrrina, nonostante la sua netta superiorità. <<Perché invece di parlare, non combattiamo?>> disse ansiosa di sfoderare la sua umile spada. Reilhan non sapeva più come far ragione la sua amica, <<Smettila te ne prego! Non capisci che se perdi il controllo, potresti far del male a qualcuno?>> le suggerì bisbigliando, ma Xera non volle sentir ragioni <<Perché non torni a sedere, immobile, sulle scale e mi lasci combattere? Voglio sfidare la tua vecchia amica e capire cosa la rende tanto speciale>>. 

La guerriera raggiunse il centro della piazza e sfoderò la sua lama. Mihrrina non se lo fece ripetere due volte, nonostante le suppliche del suo amato; anche lei non vedeva l’ora di duellare, soprattutto contro chi aveva messo in dubbio le sue capacità. Presto raggiunse Xera e al contrario della giovane Leva, si limitò a incrociare le braccia, sfoggiando grande sicurezza. <<Vieni avanti principessa>> le disse, dopo aver lanciato lontano la nuova daga, che andò a conficcarsi nella mattonata della piazza centrale, senza generare neanche la più piccola crepa. <<Riprendi la tua lama, non posso attaccare un avversario indifeso>> intimò la guerriera ma Mihrrina iniziò a ridere <<Se impugnassi anche solo un bastone, sarei comunque più forte di te!>> rispose <<Attaccami pure, se ci riesci, e temi per te stessa piuttosto>> aggiunse.


Con riluttanza, Xera iniziò a correre verso la ragazza, che per nulla intimorita, continuò a fissarla, sorridendo soddisfatta, accrescendo così il desiderio di rivalsa della guerriera. A pochi passi da Mihrrina, Xera convogliò la sua forza nel braccio destro, per sferrare un pericoloso fendente, tuttavia, non riuscì nemmeno a sfiorarla, perché poco prima di colpirla, una barriera dura come la pietra, comparve all'improvviso, respingendo l’attacco della giovane Leva che fu scaraventata lontano, travolta dal contraccolpo. Ancora stordita, non riuscì a capire da dove fosse saltato fuori quello scudo di roccia <<Pensavo che fossi un Qualdur e non una maga>> disse tenendosi la testa dolorante. <<Shùly è un Qualdur, io sono una Hem. L’ho detto quando mi sono presentata, ma forse quello che dicono dei guerrieri è vero: tutto muscoli e niente cervello>>  e continuò a ridere divertita. 

Elesya preoccupata per l’amica, volle saperne di più e così allontanandosi dalla sede del duello, domandò a Shùly che cosa fosse un Qualdur. << I Qualdur sono guerrieri che si occupano, perlopiù, di missioni che richiedono segretezza e velocità. Non sono forti quanto i paladini o i soldati, ma la loro agilità non teme rivali; non per vantarmi ma è quello che intendo diventare>> spiegò la ragazza. <<Gli Hem invece?>>, <<Loro sono una classe speciale, l’elite. È come il concilio per voi maghi. Compiono le missioni più rischiose e sono forti quanto i maestri di spada. Lavorano esclusivamente per la famiglia reale, anche se alcuni dicono, che basti pagare profumatamente per avere i loro servigi>>. 

Elesya impallidì, <<Quindi sono dei mercenari! È terribile, questo vuol dire che Xera è in pericolo!>>. Le due ragazze si guardarono preoccupate, <<Mihrrina ha un carattere difficile e una volta sfidata, non ha pace fino a quando non riesce a umiliare il suo avversario>> disse intimorita Shùly. <<Mia cara, puoi anche smettere di combattere adesso!>> insistette Norwen << Hai dato prova delle tue capacità, è inutile continuare questo duello>> aggiunse, temendo per l’incolumità della giovane leva. Mihrrina allora, decisa a seguire il consiglio del suo amato e totalmente appagata dal risultato del duello, abbandonò Xera che ancora giaceva seduta a terra. 

<<Far ricorso a dei poteri magici, è stato scorretto da parte tua>> le intimò la guerriera rialzandosi. Mihrrina si arrabbiò. Quando qualcuno metteva in dubbio il suo valore o la sua lealtà in combattimento, perdeva il controllo. <<Come osi giudicare il mio modo di combattere, tu sciocca principiante!>> disse fuori di se. Norwen tentò di calmare la ragazza, ma ormai era troppo tardi, il danno era fatto. << Reilhan, se non fermi la tua protetta, farà una brutta fine! Sei o no la sua guida>> urlò l’arciere preoccupato, <<Pensi che non lo sappia? Xera è più testarda di un mulo>> rispose il Novizio, raggiungendo in fretta l’amica. 

<<Togliti di mezzo Reilhan!>> gridò Mihrrina infuriata, <<Non è la tua battaglia!>> aggiunse. <<Vai via Rei>> disse Xera ancora un po’ frastornata, <<Andrò via quando smetterete questo stupido e inutile duello! Che cosa vuoi dimostrare, non ti rendi conto che lei non è un comune avversario?>> le domandò. <<Non voglio dimostrare niente a nessuno, voglio solo duellare con la più forte dell’isola>> rispose la ragazza. Il Novizio era incredulo, non aveva mai visto tanta ostinazione nella sua amica, era come in preda a qualche strana forza che la spingeva solo e soltanto a combattere. Fu allora che capì le parole di Chundra, riguardo all’influenza che il sigillo avrebbe esercitato sulla sua amica e al pericolo che correva, intraprendendo la via del guerriero. 

<<Adesso basta!>> insistette Reilhan, <<Se perdi il controllo, potresti far del male a qualcuno>> aggiunse e sganciando il primo bottone della camicia, le rivelò la cicatrice, sperando che questo potesse distoglierla dal combattimento. Xera abbassò immediatamente la lama, la vista di quella vecchia ferita, ancora la sconvolgeva, ma era troppo tardi per tirarsi indietro. <<Ti avverto Curatore, se non ti togli dai piedi, anche tu farai una brutta fine>> ripeté Mihrrina. Con un movimento impercettibile, la veloce Novizia tornò in possesso della sua daga <<è mio dovere darti una lezione, piccola principessa e farò in modo che tu possa ricordarla a lungo>>, <<Sei la più forte, non hai nulla da dimostrare; ora basta!>> affermò ancora una volta Reilhan, sperando di poterla convincere. 

<<Lo hai voluto tu!>> rispose la ragazza. Mihrrina scoccò velocemente la frusta, costringendo il Novizio ad allontanarsi da Xera: i suoi movimenti furono talmente rapidi, che il ragazzo non poté evitarli, ferendosi così le braccia usate per ripararsi. Una volta isolata la guerriera, rinfoderò l’arma e afferrò la daga con entrambe le mani. Xera intanto, si preparò a subire la furia dell’avversaria, mettendosi in posizione di difesa e questo divertì notevolmente la ragazza. <<Non riuscirai nemmeno a vederli, i colpi che io t’infiggerò!>> disse poco prima di sparire nel nulla. La guerriera incredula, abbassò la guardia e fu allora che arrivò il primo violento attacco.

Prima Fan-art

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Grazie alla cara Claudia, Lo Scrittoio ha la sua prima fan-art. Inutile spiegarvi chi sono i protagonisti di questo disegno ;) 

Grazie di Cuore.

mercoledì 15 gennaio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.35)

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Il Saggio

Bastò soltanto bussare all'imponente portone di legno scuro, che questo si aprì facendo un gran baccano: Quando una Giovane Leva bussa alle porte di Kodur, l’accesso non gli sarà mai negato!” Elesya lesse ad alta voce, le parole incise accanto all'ingresso. Reilhan spiegò alle sue amiche che si trattava di una formula magica, creata apposta dal saggio Murdar e nessun altro, che non fosse una giovane leva, era mai riuscito a varcare le mura del villaggio. << Fatta eccezione per i commercianti e gli abitanti del luogo, che hanno speciali permessi, sia chiaro!>> tenne a precisare, <<La dimora di Murdar è in cima alla scogliera, per arrivarci dovremo attraversare Kodur, ma non sarà un male per voi. Prima ne memorizzerete le strade e più facile saranno le nostre future missioni>> consigliò loro.

Xera non se lo fece ripetere due volte, pur sapendo che a causa del suo scarso senso dell’orientamento, non sarebbe stato affatto semplice. Ogni edificio era piccolo e compatto, di semplice fattura, non dissimile da quelli che avevano potuto già scorgere, presso il porto di Horsia. Soltanto due di questi si distinguevano per altezza: La taverna di Aldaria e l’armeria di Kowal, non a caso, le strutture più frequentate del villaggio. Al centro di Kodur vi era un monumento, attorno al quale era stata costruita la piazza centrale, sede di duelli tra Leve, pronte a dar mostra della propria forza. 

<<Che cosa rappresenta questa statua?>> domandò Elesya incuriosita. <<Al centro c’è il vecchio Murdar, fondatore del villaggio, mentre tutti gli altri esseri che lo circondano, sono Pillim>> rispose il Novizio. <<Pillim? Ho sempre pensato che fossero esseri leggendari!>> obiettò Xera, ricordando i racconti narrati da Annabell, quando era soltanto una bambina. <<I Pillim sono entità spirituali che popolano le terre di Raifaelia: assumono una forma corporea soltanto dopo essere stati evocati, almeno è quello che mi disse Murdar; lui saprà rispondere alle vostre domande, molto meglio di quanto possa fare io in questo momento>>, detto questo Reilhan proseguì il cammino, cercando di passare inosservato. 

<<Non guardate nessuno, non parlate con nessuno ma soprattutto camminate in fretta senza fermarvi, anche se dovessero sbarrarvi la strada>> disse preoccupato il Novizio. Le ragazze preferirono non fare altre domande, avendo notato la preoccupazione del loro compagno, seppur la tentazione di osservare le altre Leve, era irresistibile.

<< Hei tu! Principessa dal fiocco rosso, perché non ti fermi qui con noi, invece di scappare via senza nemmeno salutarci!>> urlò un ragazzo poco distante da Xera. Elesya strinse il polso della sua amica per ricordarle di non perdere il controllo, così fingendo di non aver sentito, la guerriera continuò a camminare. <<Incredibile! Vi è bastato solo un mese per dimenticare i vostri amici?>> una ragazza minuta dai capelli color rame, guardava il trio con aria contrariata. <<Delle occhiatacce simili sono difficili da dimenticare, anche dopo un’intera vita!>> rispose Reilhan, << Non temere Shùly, non potrei mai ignorare la ragazza più simpatica di Horsia>> disse sarcastico, raggiungendo i vecchi amici nella piazza centrale.

<<Sono contento di avervi ritrovato!>> disse Keldas stringendo loro la mano, << dopo che Chundra ci ha costretti a riprendere il viaggio, non c’è stato giorno in cui non abbiamo pensato a voi; ora però, vedendovi qui insieme, non posso che esserne lieto>> spiegò sollevato, poi rivolgendosi solo a Xera disse << Non ho mai potuto ringraziarti per tutto quello che hai fatto per noi, ti sarò debitore per il resto della mia vita>>. La guerriera arrossì, non era abituata a questo tipo di discorsi. Shùly invece, preferì abbracciare la ragazza, anche lei rallegrata nel rivederla in piedi ma soprattutto in salute. 

<<Quella palla di pelo non ha voluto sentir ragioni, ero sul punto di prenderlo a calci, quando Keldas mi ha portato via di peso>> ci tenne a precisare loro e non fu impossibile per il trio, immaginare la scena appena narrata dall'amica, generando ilarità e risate. <<Piuttosto, che fine ha fatto quello scansafatiche di Norwen? Non mi dite che vi ha abbandonato ancora una volta, per correre dietro a qualche donzella>> domandò Reilhan, cercando il rivale con lo sguardo. Non appena pronunciò il nome dell’arciere, da un gruppo di leve, ne uscì seccata, una fanciulla armata di frusta, dall'aria assai minacciosa. 

<<Ditemi dove si trova Norwen e non vi farò alcun male>> intimò loro. <<Calmati Mihrrina, non è come pensi!>> rispose Shùly stranamente preoccupata, ma la furente Leva non sembrò darle ascolto, << Che il Dio Lanth mi sia testimone, quando troverò Norwen, di lui rimarrà solo un arco spezzato!>> gridò a gran voce, attirando l’attenzione dell’intera piazza.

Elesya domandò bisbigliando, informazioni in merito alla spaventosa ragazza e Shùly prendendo i suoi amici in disparte, spiegò loro che si trattava di Mihrrina la Novizia più temuta di Horsia, nonché fidanzata di Norwen. <<Se Norwen si è fidanzato, io posso anche intrattenere tutti, ballando a torso nudo per la piazza>> rispose incredulo Reilhan, conoscendo la fama di don Giovanni, che aveva il suo rivale, << Alle solite, prima le seduce e poi le abbandona>> aggiunse scocciato. 

<<Perché invece di dire sciocchezze, non inizi a spogliarti?>> replicò Norwen appena uscito dall'armeria di Kowal. Nonostante la fanciulla continuasse a inveire pronunciando il suo nome, l’arciere non sembrava preoccupato anzi, al contrario, era addirittura divertito. <<Mio tesoro, guarda che cosa ti ho comprato>> le disse, sfoggiando il suo magnetico sorriso. Come fosse stata colpita da un incantesimo, la ragazza cambiò espressione e accettando il dono del suo amato, si strinse al suo braccio, soddisfatta. Solo allora i tre ragazzi né poterono notare la bellezza e in particolare Reilhan finalmente riconobbe il volto familiare.

<<Credevo che fosse stata convocata dagli Hem, che cosa ci fa ancora su Horsia?>> ma nessuno rispose. <<Chi sono gli Hem?>> domandò Xera e il Novizio dopo essersi messo a sedere su di una panca della piazza, rispose.


<<Sono i sicari reali della città di Heis, una classe elitaria a cui vi si accede solo per discendenza; solo in rare occasioni, alcuni giovani che si distinguono sul campo di battaglia, sono scelti per farne parte>>. Tutti si guardarono stupiti, <<Quindi mi vuoi forse dire che quella ragazza, apparentemente pazza, si è guadagnata un posto tra gli Hem?>> replicò Xera incredula. <<Avrei giurato che fosse partita! Conoscevo tutti i Novizi salpati con Sylvia e lei non c’era>>, << A questo posso risponderti io!>> disse Mihrrina, una volta raggiunto il gruppo << è un secolo che non ci si vede, mio vecchio compagno d’avventure>>.

mercoledì 8 gennaio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.34)

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Non appena giunse l’alba, Reilhan e Xera, si destarono rinvigoriti e pronti a riprendere la navigazione; bastarono pochi minuti al Novizio per capire che la distanza tra loro e il villaggio, era diminuita drasticamente nell'arco di una sola notte, <<Paldur, non so come ringraziarti! Ormai non manca molto alla meta, ma ora sarà meglio darsi il cambio: anche il più grande mago, prima o poi, deve riposare!>>. La giovane Leva in un primo momento, avrebbe voluto ribattere, ma era davvero troppo stanco per far correre la lingua. Come una fedele ombra, anche la giovane Elesya decise di dormire, dopo aver trascorso tutta la notte, ad ascoltare i discorsi del nuovo arrivato.

Solo quando furono completamente assopiti, Reilhan prese la parola << Non appena arriveremo a Kodur, il nostro gruppo prenderà una via differente da quella di Paldur>>, Xera lo guardò perplessa, <<Non pensare a me come a un ingrato, ci ha fatto risparmiare giorni di navigazione con i suoi poteri, lo ammetto, ma la sua influenza è negativa per la nostra Elesya>>. Stranamente la guerriera sorrise, <<Ho forse detto qualcosa di buffo?>> chiese sorpreso il Novizio, <<No, certo che no!>> rispose Xera << Ma le tue parole sembravano essere pronunciate da un padre preoccupato per sua figlia … almeno credo>>

Reilhan osservò la sua compagna rabbuiarsi, <<Non mi hai mai parlato di tuo padre, era forse un uomo malvagio?>> domandò, <<Da quanto mi ha narrato mia madre, era tutt'altro che malvagio: lei l'ha definito “la bontà fatta persona”, inoltre detestava combattere, per cui abbandonò la città e si trasferì a Dalihan con la donna che amava, per dedicarsi alla terra e a quegli stupidi Yak!>> replicò la ragazza, mostrando irritazione. Non aveva mai compreso la decisione di suo padre, soprattutto considerando che alla fine, era venuto meno combattendo. Reilhan preferì non proseguire oltre e per qualche ora, conversarono di argomenti meno impegnativi, per rendere la navigazione più gradevole. 

Il primo sole aveva da poco superato lo zenit, quando Paldur si destò e così la giovane maga. <<Ora che tutti siamo svegli, è il momento di attraccare, sto letteralmente morendo di fame>> disse il Novizio, puntando la zattera verso la riva più vicina, <<Lasciate a me il comando e nel giro di due ore, potremo pranzare comodamente in una taverna di Kodur>>, <<Perché affrettarci>> rispose stizzito Reilhan <<Oltretutto, non avendo nessuna moneta, saremmo comunque costretti ad accamparci fuori dalle mura del villaggio>>. Paldur provò a insistere, ma il Novizio si dimostrò caparbio e tutto il gruppo approdò in pochi minuti, << Bene ragazze, sapete già cosa fare!>> disse Reilhan, legando la zattera a un albero vicino <<Paldur, potresti occuparti della legna, mentre io caccerò qualche animale per il pranzo>>. 
Al contrario di ciò che Reilhan aveva immaginato, la Leva accettò senza far ricorso, questa volta, ai suoi poteri. 

<<Mi sembri pensierosa Ely, c’è forse qualcosa che ti preoccupa?>> domandò la guerriera, intenta a raccogliere della frutta fresca, <<Non capisco perché il nostro Novizio, non si sia voluto affidare ai poteri di Paldur: è forse così importante per lui, avere il comando?>>. Xera guardò perplessa la sua amica, era la prima volta, da quando era iniziato il loro viaggio, che vedeva Elesya arrabbiata. <<“Il nostro Novizio”? Da quando in qua lo definiamo così? Per noi è sempre stato semplicemente Rei, ossia un amico e non un tiranno, per di più sai benissimo, che non nutre alcun interesse per il comando, al contrario del nuovo arrivato: da quando si è unito a noi, non ha perso occasione per mostrare i suoi poteri, tentando continuamente di prendere il posto di Rei, come guida del nostro gruppo>>. 

Xera disse tutto quello che pensava, senza trattenersi, infuriata per la cattiva influenza che Paldur aveva avuto sulla ragazza, tuttavia i suoi sentimenti, furono completamente fraintesi dalla giovane, i cui occhi erano, ormai, solo per il nuovo arrivato. <<Paldur aveva ragione, siete gelosi della sua forza! È questa la sorte che mi attende quando anche i miei di poteri, supereranno le vostre capacità?>> domandò Elesya travolta dalla rabbia. Xera non poteva credere a quanto aveva appena sentito, <<Se mi fosse interessato il potere, adesso sarei da Chundra e non qui con voi!>> rispose sconvolta, <<Giusto! Dimenticavo che dopo mesi di sofferenze, l’unica che ci ha guadagnato qualcosa, sei tu! Essendo la più forte del gruppo, ti approprierai di tutte le ricompense migliori delle prossime missioni, mentre a me resteranno solo le briciole!>>. 

Elesya era talmente furiosa, da dar credito alle parole di Paldur, sapendo però, in cuor suo, che l’amica non ne sarebbe mai stata in grado. La sua grande forza, non era per lei motivo di vanto, ma di sofferenza; avrebbe voluto scusarsi per quanto detto, ma i sentimenti che nutriva per Paldur, le offuscavano il giudizio e il suo unico pensiero, fu quello di raggiungerlo al più presto e di proseguire il viaggio soltanto con lui. Le due ragazze tornarono alla zattera senza rivolgersi la parola: Xera era furiosa per le false accuse che le erano state fatte ma temendo di perdere il controllo, decise di ignorare la giovane maga con la speranza che una volta calmata, avrebbe riacquistato la ragione.


<<Che sia maledetto il giorno in cui ho deciso di aiutare quel ladro!>> urlò a gran voce Reilhan, furioso come non mai, <<Che cosa è successo?>> domandò Xera, una volta raggiunto l’amico, <<Mi era appunto parso strano, che una volta tanto, quello stupido mago, avesse obbedito senza emettere un fiato>>. Elesya, in preda al panico, iniziò a cercare con lo sguardo, l’amato Paldur e non vedendo né lui né la zattera, ebbe una chiara visione di quanto era appena accaduto; con le lacrime agli occhi, cadde a terra in ginocchio, sentendosi la ragazza più sciocca del mondo. <<Si è preso gioco di me!>> disse singhiozzando, <<No Elesya, ha beffato tutti noi! Ci ha derubato della nostra zattera, senza pensarci due volte, ma la colpa è solo mia>> disse frustrato il Novizio, << Da un tipo del genere, avrei dovuto aspettarmelo, che gli Dei non lo rimettano sulla mia strada o la prossima volta il mio Maglio, non avrà pietà di lui>>. 

L’amarezza aveva privato i ragazzi dell’appetito, così non avendo più motivo per accamparsi, ripresero il cammino che, fortunatamente, avrebbe impegnato loro, per soli due giorni. Certo che il fiume, sarebbe stato la migliore delle guide, Reilhan preferì proseguire parallelo al corso d’acqua, evitando di inoltrarsi nei fitti boschi che inglobavano il villaggio; solo giunto in prossimità di un piccolo lago, decise di sostare, poiché la notte era ormai arrivata. 

<<Dobbiamo riposare, una volta a Kodur, ci saranno così tante cose da fare, che il tempo per dormire sarà pari a zero; non avendo alcuna moneta, i negozi non costituiranno per noi, una distrazione, la nostra priorità sarà soltanto una: incontrare Murdar>> spiegò il Novizio. <<Dovete inoltre, tener conto del fatto che la maggior parte dei gruppi presenti a Kodur, saranno più forti e pronti a spazzar via gli elementi deboli che oseranno varcare le mura del villaggio: avranno armi migliori, difese resistenti e poteri maggiori, questo perché hanno due mesi di vantaggio rispetto a noi e su quest’isola, guadagnare anche una sola settimana, è motivo di superiorità>>

Le ragazze in un primo momento, furono prese dallo sconforto, Xera in particolare, sentendosi responsabile per il ritardo che gravava sulle loro spalle, poco dopo però, la tristezza cedette il posto al desiderio di rivincita che tutti e tre nutrivano in cuor loro. La notte passò tranquilla e una volta sorto il Primo Sole, i tre compagni iniziarono a preparare le loro bisacce, <<Prima di proseguire però, vorrei porgervi le mie scuse>> disse Elesya affranta. <<Le accuse che ti ho rivolto, erano il frutto degli inganni di Paldur, ma con questo non intendo scaricare tutte le responsabilità su di lui>> continuò, << è solo colpa mia se una persona così falsa, ha avuto tanto potere su di me, vi prometto, però, che mai più metterò in dubbio il vostro valore e …>> ma non ebbe modo di proseguire perché Xera la abbracciò. 

<< La migliore rivincita sarà per noi, varcare quelle mura a testa alta e recuperato il tempo perduto, sorpasseremo i nostri avversari, lasciandoli indietro, giusto “Signor Novizio”?>> domandò la guerriera, guardando Reilhan. <<Indubbiamente, mie care giovani Leve, anzi a tal proposito che ne pensate di battezzare il nostro gruppo, con un nome che inculchi rispetto e timore: avevo pensato a “Il magico trio”, oppure “Gli invincibili tre”>> rispose il Novizio, preso dall'entusiasmo, <<Credo sia giunto il momento di riprendere il cammino, prima che Rei ci proponga soprannomi ancora più ridicoli di questi>> disse Xera esasperata ed Elesya sorridendo, annuì. 

Il gruppo abbandonò le sponde del lago e proseguì il viaggio più motivato che mai, durante il quale Reilhan, continuò a proporre alle sue amiche, titoli bizzarri che al contrario di quel che pensava, suscitavano ilarità e imbarazzo. << “Il trio della forza”, o anche “Quei famosi tre”, no ma che dico, ancora meglio sarebbe “L’imbattibile trio” o suvvia ragazze, non potete negare l’epicità di quest’ultimo>> insistette per l’ennesima volta, <<Possiamo e ti dico di più, addirittura lo faremo, per quanto ancora ci assillerai con questo stupido nome d’arte!>> replicò esausta Xera. <<Credo che mi toccherà smettere proprio ora, a quanto pare>> disse il Novizio, <<Finalmente ti sei reso conto di quanto fosse ridicola la tua proposta?>> domandò incuriosita la guerriera, <<No, mi sono solo reso conto, che siamo arrivati>>.

I ragazzi alzarono lo sguardo e nascoste, dagli alti faggi, a pochi metri da loro, si ergevano le mura tanto agognate, <<Benvenute al villaggio Kodur ragazze!>> disse entusiasta Reilhan, <<Una volta varcata quella soglia, la prima parte del nostro viaggio sarà finalmente conclusa!>> spiegò loro, <<Che cosa aspettiamo allora? Due mesi di vantaggio, sono l’unico regalo che intendo fare ai miei avversari>> annunciò risoluta, Xera. Elesya allora, prese per mano i suoi amici, come prima di scendere dalla nave che li aveva condotti sull’isola di Horsia e ancora una volta uniti, oltrepassarono il grande portone di legno massiccio, che li separava dal prossimo obiettivo, <<Destinazione, Saggio Murdar!>> esclamò la giovane maga.