venerdì 31 gennaio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.39)

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Sotto i vigili occhi del Saggio, Reilhan praticò la sua magia curativa senza commettere errori. <<Hai fatto grandi progressi, figlio mio!>> gli disse orgoglioso e poi aggiunse << Dovresti coprire la tua amica; certe cose, è bene rivelarle, solo ai più fidati>>. In un primo momento il Novizio non comprese le parole di Murdar, noto per il suo parlare enigmatico e a volte strambo, tuttavia, osservando con più attenzione, notò che il sigillo di Xera non era più nascosto dalla camicetta, ormai dilaniata. Senza perdere altro tempo allora, si privò della sua, cedendola alla guerriera che però non riprese ancora conoscenza. Anche Mihrrina non si risvegliò, nonostante le sue ferite fossero sparite. 

<<Non temere figliolo, niente ritempra un combattente, come una buona notte di sonno; portatele da Aldaria, si occuperà volentieri di questi due piccoli diavoletti>> poi ridendo buffamente, si avviò verso la locanda, anticipando il gruppo.

Come aveva predetto il Saggio, la buona locandiera si prese cura delle ragazze assopite, senza chiedere in cambio alcuna moneta. Inoltre regalò alla guerriera, dei nuovi abiti, poiché la sua vecchia uniforme, era ormai logora. Aldaria però fece molto di più. Si occupò perfino di Reilhan ed Elesya, avendo visto i due ragazzi stanchi e debilitati, così anche per loro ci furono nuovi abiti. 



Al Novizio toccarono un paio di pantaloni di pelle scura, con dei rinforzi alle ginocchia e una casacca in tessuto bianco pallido, legata in vita da una cinta robusta. Per completare il tutto, gli fu donato anche un paio di stivali rigidi e delle polsiere di cuoio, oltre a dei nuovi sostegni per il Maglio. A Elesya invece, Aldaria donò un abito appartenuto a sua nipote Mya << Sono certa che non le servirà più>> disse poco prima di adeguarlo alla giovane maga, <<La mia piccola ormai, indossa solo abiti di metallo: se la sua povera mamma potesse vederla!>> bofonchiò tra una cucitura e l’altra.

Ultimate le modifiche, la ragazza si guardò allo specchio. L’abito era molto semplice ma comunque particolare, composto da un corpetto ceruleo scuro, con ricami in argento, che lasciava scoperto l’ombelico, risaltando al contempo, le forme della giovane donna da poco sbocciata. La parte inferiore invece era una gonna, anch’essa del medesimo colore del corpetto, forse solo un po’ più chiara. A differenza dell’uniforme, questa era talmente lunga da coprirle le caviglie ma, allo stesso tempo, aveva un ampio spacco laterale che metteva in mostra le esili gambe della fanciulla. Anche sulla parte inferiore dell’abito, c'erano le stesse decorazioni in argento, concentrate tuttavia, su di un unico fianco della gonna, dando forma a piccoli ghirigori. Come per Reilhan, oltre all’abito, a Elesya furono regalati un paio di nuovi calzari e dei piccoli guanti di pelle chiara, che lasciavano scoperte le dita.  

Dopo aver fatto un bagno caldo e indossato i nuovi abiti, i due amici si recarono nella sala da pranzo principale, raggiungendo così il resto del gruppo e il Saggio Murdar.
Una volta preso posto, iniziò la cena che tutti consumarono senza troppe formalità. Dopo mesi, per la prima volta, ebbero la possibilità di trascorrere una piacevole serata, in compagnia di amici e buon cibo. Quando la cena finì, Aldaria invitò i suoi ospiti nella stanza adiacente, dove un grande camino, scoppiettava vivace. 

Quando tutti presero posto, sui grandi divani della locanda, iniziarono uno ad uno, a narrare le proprie avventure vissute sull'isola, per rallegrare il vecchio Saggio che con molta attenzione, ascoltò i suoi protetti. Ad eccezione di Elesya, tutti avevano già avuto modo di passare del tempo con lui, infatti, nessuno era né disagio né tanto meno in imbarazzo. <<Figlia mia, il tuo nome, dunque, è Elesya>> disse il Saggio, <<Si signore, sono Elesya e provengo da Payanir>> rispose arrossendo. 

<< Payanir? Era tanto tempo che non sentivo nominare quella splendida città, ricordo ancora quegli ottimi sformati di bruco di palude: da ragazzo ne ho mangiati in grande quantità>> aggiunse, provocando perplessità tra i ragazzi, che al contrario del vecchio, consideravano quella pietanza disgustosa. <<Mai sottovalutare la prelibatezza di un buon bruco di palude, anche se solo in pochi sanno rendergli giustizia>> ripeté come risposta ai loro volti nauseati. <<Si, è vero Signore, ci sono cuochi bravissimi nella mia città>> disse Elesya con un po’ di imbarazzo, ma lusingata. << E dimmi bambina, conosci la famiglia Muritor? Il vecchio Abelor era un gran chiacchierone e un abile tessitore; a volte con la parlantina, quasi eguagliava la velocità delle sue esperte mani. Ah! Ah! Ah! Questa però è una lunga storia e non voglio annoiarvi >>.

<<Certamente Signore, conoscevo Abelor Muritor, era mio nonno! Purtroppo ci ha lasciati quattro anni fa>> rispose Elesya rammaricata. <<Che inaspettata coincidenza, la nipote di Abelor sulla mia isola; dimmi piccola, intendi seguire le sue orme e dedicarti alla Negromanzia?>> domandò Murdar curioso, suscitando non poca sorpresa nella ragazza. <<Come fate a saperlo Signore>> rispose Elesya e prontamente Reilhan le spiegò, che era del tutto inutile sorprendersi, poiché il Saggio sapeva tutto di tutti e niente di nessuno. 

<<Esatto figlio mio, io dico sempre: “Se vuoi sopravvivere, devi conoscere tutto di tutti ma, se intendi vivere a lungo, è meglio non sapere niente di nessuno!”>>.


Elesya non capì che cosa intendesse dire Murdar, tuttavia fu onorata di sapere, che il Saggio fosse un vecchio amico del suo adorato nonno. Dopo qualche ora Faiha, Zabora, Shùly e Keldas si congedarono, raggiungendo le loro stanze per riposare. Norwen invece, li aveva già preceduti, volendo accertarsi di persona, che la sua amata stesse bene. Nella grande stanza, prima gremita di gente, erano rimasti solo in tre e finalmente i due amici, poterono narrare tutto quello che avevano omesso in precedenza, circa le condizioni della loro compagna. 

<<Avete affrontato molte difficoltà, bambini miei!>> disse loro visibilmente dispiaciuto, << E solo la Dea sa, quante prove ancora attendono la vostra povera amica; le è toccata una triste sorte >> aggiunse, <<Non temete tuttavia, il sacrificio che ha compiuto quella straordinaria ragazza, sarà ripagato! La Dea Raifhee non permetterebbe mai che una fanciulla così valorosa, paghi un prezzo tanto alto>>. Poi alzandosi a fatica, disse loro <<Quando Xera si sveglierà, raggiungetemi sulla scogliera, sono proprio curioso di conoscere colei che ha tenuto testa a Mihrrina; era ora che la mia bambina incontrasse un’amica con cui giocare>>. Poi, ridendo ancora una volta buffamente, lasciò la locanda. 

<<Che cosa intendeva con l’espressione “un'amica con cui giocare”?>> domandò Elesya incredula. <<Non lo so, è difficile decifrare cosa celano le sue assurde parole, tuttavia se quelle due dovessero davvero diventare amiche, temo che quest’isola non sarà più la stessa>> rispose Reilhan, lasciando correre la sua fantasia e allo stesso tempo, impallidendo al pensiero che quanto detto dal saggio, si potesse avverare. 

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