mercoledì 8 gennaio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.34)

Non appena giunse l’alba, Reilhan e Xera, si destarono rinvigoriti e pronti a riprendere la navigazione; bastarono pochi minuti al Novizio per capire che la distanza tra loro e il villaggio, era diminuita drasticamente nell'arco di una sola notte, <<Paldur, non so come ringraziarti! Ormai non manca molto alla meta, ma ora sarà meglio darsi il cambio: anche il più grande mago, prima o poi, deve riposare!>>. La giovane Leva in un primo momento, avrebbe voluto ribattere, ma era davvero troppo stanco per far correre la lingua. Come una fedele ombra, anche la giovane Elesya decise di dormire, dopo aver trascorso tutta la notte, ad ascoltare i discorsi del nuovo arrivato.

Solo quando furono completamente assopiti, Reilhan prese la parola << Non appena arriveremo a Kodur, il nostro gruppo prenderà una via differente da quella di Paldur>>, Xera lo guardò perplessa, <<Non pensare a me come a un ingrato, ci ha fatto risparmiare giorni di navigazione con i suoi poteri, lo ammetto, ma la sua influenza è negativa per la nostra Elesya>>. Stranamente la guerriera sorrise, <<Ho forse detto qualcosa di buffo?>> chiese sorpreso il Novizio, <<No, certo che no!>> rispose Xera << Ma le tue parole sembravano essere pronunciate da un padre preoccupato per sua figlia … almeno credo>>

Reilhan osservò la sua compagna rabbuiarsi, <<Non mi hai mai parlato di tuo padre, era forse un uomo malvagio?>> domandò, <<Da quanto mi ha narrato mia madre, era tutt'altro che malvagio: lei l'ha definito “la bontà fatta persona”, inoltre detestava combattere, per cui abbandonò la città e si trasferì a Dalihan con la donna che amava, per dedicarsi alla terra e a quegli stupidi Yak!>> replicò la ragazza, mostrando irritazione. Non aveva mai compreso la decisione di suo padre, soprattutto considerando che alla fine, era venuto meno combattendo. Reilhan preferì non proseguire oltre e per qualche ora, conversarono di argomenti meno impegnativi, per rendere la navigazione più gradevole. 

Il primo sole aveva da poco superato lo zenit, quando Paldur si destò e così la giovane maga. <<Ora che tutti siamo svegli, è il momento di attraccare, sto letteralmente morendo di fame>> disse il Novizio, puntando la zattera verso la riva più vicina, <<Lasciate a me il comando e nel giro di due ore, potremo pranzare comodamente in una taverna di Kodur>>, <<Perché affrettarci>> rispose stizzito Reilhan <<Oltretutto, non avendo nessuna moneta, saremmo comunque costretti ad accamparci fuori dalle mura del villaggio>>. Paldur provò a insistere, ma il Novizio si dimostrò caparbio e tutto il gruppo approdò in pochi minuti, << Bene ragazze, sapete già cosa fare!>> disse Reilhan, legando la zattera a un albero vicino <<Paldur, potresti occuparti della legna, mentre io caccerò qualche animale per il pranzo>>. 
Al contrario di ciò che Reilhan aveva immaginato, la Leva accettò senza far ricorso, questa volta, ai suoi poteri. 

<<Mi sembri pensierosa Ely, c’è forse qualcosa che ti preoccupa?>> domandò la guerriera, intenta a raccogliere della frutta fresca, <<Non capisco perché il nostro Novizio, non si sia voluto affidare ai poteri di Paldur: è forse così importante per lui, avere il comando?>>. Xera guardò perplessa la sua amica, era la prima volta, da quando era iniziato il loro viaggio, che vedeva Elesya arrabbiata. <<“Il nostro Novizio”? Da quando in qua lo definiamo così? Per noi è sempre stato semplicemente Rei, ossia un amico e non un tiranno, per di più sai benissimo, che non nutre alcun interesse per il comando, al contrario del nuovo arrivato: da quando si è unito a noi, non ha perso occasione per mostrare i suoi poteri, tentando continuamente di prendere il posto di Rei, come guida del nostro gruppo>>. 

Xera disse tutto quello che pensava, senza trattenersi, infuriata per la cattiva influenza che Paldur aveva avuto sulla ragazza, tuttavia i suoi sentimenti, furono completamente fraintesi dalla giovane, i cui occhi erano, ormai, solo per il nuovo arrivato. <<Paldur aveva ragione, siete gelosi della sua forza! È questa la sorte che mi attende quando anche i miei di poteri, supereranno le vostre capacità?>> domandò Elesya travolta dalla rabbia. Xera non poteva credere a quanto aveva appena sentito, <<Se mi fosse interessato il potere, adesso sarei da Chundra e non qui con voi!>> rispose sconvolta, <<Giusto! Dimenticavo che dopo mesi di sofferenze, l’unica che ci ha guadagnato qualcosa, sei tu! Essendo la più forte del gruppo, ti approprierai di tutte le ricompense migliori delle prossime missioni, mentre a me resteranno solo le briciole!>>. 

Elesya era talmente furiosa, da dar credito alle parole di Paldur, sapendo però, in cuor suo, che l’amica non ne sarebbe mai stata in grado. La sua grande forza, non era per lei motivo di vanto, ma di sofferenza; avrebbe voluto scusarsi per quanto detto, ma i sentimenti che nutriva per Paldur, le offuscavano il giudizio e il suo unico pensiero, fu quello di raggiungerlo al più presto e di proseguire il viaggio soltanto con lui. Le due ragazze tornarono alla zattera senza rivolgersi la parola: Xera era furiosa per le false accuse che le erano state fatte ma temendo di perdere il controllo, decise di ignorare la giovane maga con la speranza che una volta calmata, avrebbe riacquistato la ragione.


<<Che sia maledetto il giorno in cui ho deciso di aiutare quel ladro!>> urlò a gran voce Reilhan, furioso come non mai, <<Che cosa è successo?>> domandò Xera, una volta raggiunto l’amico, <<Mi era appunto parso strano, che una volta tanto, quello stupido mago, avesse obbedito senza emettere un fiato>>. Elesya, in preda al panico, iniziò a cercare con lo sguardo, l’amato Paldur e non vedendo né lui né la zattera, ebbe una chiara visione di quanto era appena accaduto; con le lacrime agli occhi, cadde a terra in ginocchio, sentendosi la ragazza più sciocca del mondo. <<Si è preso gioco di me!>> disse singhiozzando, <<No Elesya, ha beffato tutti noi! Ci ha derubato della nostra zattera, senza pensarci due volte, ma la colpa è solo mia>> disse frustrato il Novizio, << Da un tipo del genere, avrei dovuto aspettarmelo, che gli Dei non lo rimettano sulla mia strada o la prossima volta il mio Maglio, non avrà pietà di lui>>. 

L’amarezza aveva privato i ragazzi dell’appetito, così non avendo più motivo per accamparsi, ripresero il cammino che, fortunatamente, avrebbe impegnato loro, per soli due giorni. Certo che il fiume, sarebbe stato la migliore delle guide, Reilhan preferì proseguire parallelo al corso d’acqua, evitando di inoltrarsi nei fitti boschi che inglobavano il villaggio; solo giunto in prossimità di un piccolo lago, decise di sostare, poiché la notte era ormai arrivata. 

<<Dobbiamo riposare, una volta a Kodur, ci saranno così tante cose da fare, che il tempo per dormire sarà pari a zero; non avendo alcuna moneta, i negozi non costituiranno per noi, una distrazione, la nostra priorità sarà soltanto una: incontrare Murdar>> spiegò il Novizio. <<Dovete inoltre, tener conto del fatto che la maggior parte dei gruppi presenti a Kodur, saranno più forti e pronti a spazzar via gli elementi deboli che oseranno varcare le mura del villaggio: avranno armi migliori, difese resistenti e poteri maggiori, questo perché hanno due mesi di vantaggio rispetto a noi e su quest’isola, guadagnare anche una sola settimana, è motivo di superiorità>>

Le ragazze in un primo momento, furono prese dallo sconforto, Xera in particolare, sentendosi responsabile per il ritardo che gravava sulle loro spalle, poco dopo però, la tristezza cedette il posto al desiderio di rivincita che tutti e tre nutrivano in cuor loro. La notte passò tranquilla e una volta sorto il Primo Sole, i tre compagni iniziarono a preparare le loro bisacce, <<Prima di proseguire però, vorrei porgervi le mie scuse>> disse Elesya affranta. <<Le accuse che ti ho rivolto, erano il frutto degli inganni di Paldur, ma con questo non intendo scaricare tutte le responsabilità su di lui>> continuò, << è solo colpa mia se una persona così falsa, ha avuto tanto potere su di me, vi prometto, però, che mai più metterò in dubbio il vostro valore e …>> ma non ebbe modo di proseguire perché Xera la abbracciò. 

<< La migliore rivincita sarà per noi, varcare quelle mura a testa alta e recuperato il tempo perduto, sorpasseremo i nostri avversari, lasciandoli indietro, giusto “Signor Novizio”?>> domandò la guerriera, guardando Reilhan. <<Indubbiamente, mie care giovani Leve, anzi a tal proposito che ne pensate di battezzare il nostro gruppo, con un nome che inculchi rispetto e timore: avevo pensato a “Il magico trio”, oppure “Gli invincibili tre”>> rispose il Novizio, preso dall'entusiasmo, <<Credo sia giunto il momento di riprendere il cammino, prima che Rei ci proponga soprannomi ancora più ridicoli di questi>> disse Xera esasperata ed Elesya sorridendo, annuì. 

Il gruppo abbandonò le sponde del lago e proseguì il viaggio più motivato che mai, durante il quale Reilhan, continuò a proporre alle sue amiche, titoli bizzarri che al contrario di quel che pensava, suscitavano ilarità e imbarazzo. << “Il trio della forza”, o anche “Quei famosi tre”, no ma che dico, ancora meglio sarebbe “L’imbattibile trio” o suvvia ragazze, non potete negare l’epicità di quest’ultimo>> insistette per l’ennesima volta, <<Possiamo e ti dico di più, addirittura lo faremo, per quanto ancora ci assillerai con questo stupido nome d’arte!>> replicò esausta Xera. <<Credo che mi toccherà smettere proprio ora, a quanto pare>> disse il Novizio, <<Finalmente ti sei reso conto di quanto fosse ridicola la tua proposta?>> domandò incuriosita la guerriera, <<No, mi sono solo reso conto, che siamo arrivati>>.

I ragazzi alzarono lo sguardo e nascoste, dagli alti faggi, a pochi metri da loro, si ergevano le mura tanto agognate, <<Benvenute al villaggio Kodur ragazze!>> disse entusiasta Reilhan, <<Una volta varcata quella soglia, la prima parte del nostro viaggio sarà finalmente conclusa!>> spiegò loro, <<Che cosa aspettiamo allora? Due mesi di vantaggio, sono l’unico regalo che intendo fare ai miei avversari>> annunciò risoluta, Xera. Elesya allora, prese per mano i suoi amici, come prima di scendere dalla nave che li aveva condotti sull’isola di Horsia e ancora una volta uniti, oltrepassarono il grande portone di legno massiccio, che li separava dal prossimo obiettivo, <<Destinazione, Saggio Murdar!>> esclamò la giovane maga.

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