martedì 8 ottobre 2013

Puzzle Story 2

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Ecco il risultato del secondo Puzzle Story de Lo Scrittoio Segreto. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno partecipato con la loro fantasia e creatività; se cliccherete i loro nomi potrete accedere alle pagine che gestiscono o ai loro blog. Buona lettura :)

Un amore ultraterreno 


Ogni notte, in cima alla collina, nella dimora più sfarzosa del paese, si tenevano grandi feste che duravano sino al mattino successivo. I proprietari della villa non erano tipi ordinari, lo si poteva notare già dalle loro vesti appariscenti e lo stesso si poteva dire dei loro bizzarri ospiti. Nessuno in paese li vedeva arrivare o andare via eppure la loro casa, ogni sera, era piena di gente. Le celebrazioni, tuttavia, erano sempre private, neanche un concittadino poteva vantarsi di essere stato invitato almeno una volta e questo, a lungo andare, creò malcontento e invidia. Quella sera però, qualcuno decise di violare il veto, desideroso com’era di scoprire tutta la verità su quella strana coppia.

Monica Palomba 1)Lara era sempre stata attratta da quella casa così "segreta" e già da tempo escogitava un modo per potervi entrare. Finalmente era giunto il momento di mettersi in azione! Da mesi si era creata una seconda identità e non era stato difficile: quella di Sophie, una giovane e ricca donna arrivata da una città lontana, che si sarebbe stabilita per un po' nel paese in cerca di un buon affare. Abile nel cucire, si era confezionata dei vestiti sfarzosi con cui andava in giro nei panni di Sophie, truccata in modo pesante e col volto sempre coperto per metà dalla velina di un cappello. Quando ormai nel paese si era sparsa per bene la voce della sua esistenza, fece recapitare una lettera ai Winston in cui manifestava il piacere di conoscerli di persona, magari proprio a una delle loro famose feste. L'esca era stata lanciata e i pesci abboccarono.

Tiziana Luongo 2) La carrozza attraversò il grande cancello in ferro battuto, ai lati del quale si ergevano minacciosi due draghi di pietra dalle fattezze così precise da sembrare reali; nel posare lo sguardo su di essi Lara non poté evitare che un brivido le corresse lungo la schiena. No, non poteva tirarsi indietro proprio ora che era così vicina, non si sarebbe fatta sopraffare dalla paura. La carrozza si fermò bruscamente, un lacchè aprì la porta e le porse la mano aiutandola a scendere proprio davanti alla grande scalinata di marmo, alla cui sommità si scorgeva appena un grande portone aperto, da cui giungeva una lieve melodia. Fece un profondo respiro e salì le scale verso il maggiordomo che attendeva all'ingresso della grande villa <<Benvenuta signorina Sophie>>le disse prodigandosi in un inchino.

Fabio Iovinella 3)Il lungo viale che portava all'ingresso era illuminato fiocamente da candele bianche, per non sminuire il risplendere della villa. Chiunque avrebbe potuto vederla così illuminata nel raggio di venti chilometri, sembrava più un faro che non un'abitazione. Arrivata all'entrata, le pesanti porte in radica bianca, cesellate con maestria, si aprirono da sole. Lo spettacolo che le si parò d'innanzi era senza pari. Lampadari in cristallo risplendevano brillanti, pavimento in marmo tirato a lucido, una tavola imbandita con cibi esotici e non preparati dai più grandi Chef di tutto il mondo, e la musica di un'orchestra ad allietare la serata. Tuttavia in casa non c'era nessuno...

Monica Palomba 4)Il maggiordomo la fece accomodare nel grande salotto, collegato all'immensa sala da ballo da un grande arco dalla lavorazione raffinata. I divani erano di una fattura stupenda, in legno di mogano e rivestiti in velluto bordò con fiori tono su tono. Sophie si accomodò su uno di questi e, mentre il maggiordomo si era allontanato, cominciò a guardarsi intorno. Il salotto era illuminato perlopiù da candele su raffinati candelabri d'oro, la cui fioca luce creava un'atmosfera tra il romantico e il tetro. Perché era sola? Gli altri ospiti ancora dovevano arrivare? Mai possibile fosse la prima? E i padroni di casa? Dov'erano? Mentre nella sua mente si affollavano mille domande, ecco ritornare il maggiordomo.
 <<Posso portarle qualcosa da bere signorina?>>, fece lui. <<No grazie... piuttosto...mi chiedevo degli altri ospiti..noto che ancora devono arrivare>>. <<Arriveranno presto signorina...molto presto>>, rispose con sorriso beffardo e se ne andò di nuovo.

Fabio Iovinella 5)Il maggiordomo lasciò la stanza richiudendo la porta dietro di se. Sophie era rimasta sola in quella stanza dall'aspetto cupo. Le fiamme delle candele ondulavano in modo quasi ipnotico, catturando la sua piena attenzione. Improvvisamente le ante di una finestra sbatterono fortemente e una folata di vento spense le luci avvolgendo la stanza nel buio più profondo. Sophie cercò immediatamente nella sua borsetta dalla quale estrasse un piccolo accendino. La flebile luce della fiammella le mostrò un macabro spettacolo. Quell'arredamento così sfarzoso era ora decrepito e malandato, il divano macchiato e lacerato, i candelabri, deformati dal passare del tempo, avevano preso forme raccapriccianti, il pavimento in marmo incrostato di sangue coagulato. Una voce spettrale riempì l'area <<La stavamo aspettando...>>.

Monica Palomba 6)La sala si riempì di una fitta nebbia. Sentì dei passi avvicinarsi nella sua direzione, poi si arrestarono. La nebbia man mano si diradò, ed ecco farsi nitida dinanzi a lei la figura di un uomo che non aveva mai visto prima d'ora. Davanti alla finestra, invece, vi erano altre figure, sia uomini sia donne. Tutti avevano la pelle cerea e le labbra di un rosso tendente al violaceo. La guardavano con sguardi strani, sembravano affamati! Il cuore di Lara cominciò a battere così forte che quasi se lo sentiva uscire dal petto. L'uomo davanti a lei le porse la mano inchinandosi, essendo lei rimasta seduta sul divano intimorita e le disse: <<Venga con me. Questa notte sarà la sua notte...la nostra notte>>. La sua voce aveva un tono ipnotico. Lara posò la sua mano su quella dell'uomo e si alzò. L'uomo si avvicinò a una libreria piena di ragnatele, tirò verso di sé un libro dalla copertina particolare e si udì uno scatto. La libreria si scostò dal muro, aprendo così un passaggio segreto. S’incamminarono per il passaggio, l'uomo e Lara davanti e tutti gli altri dietro di loro. Il percorso era molto freddo e illuminato da torce sparse. Giunsero davanti ad una porta massiccia. L'uomo la aprì e tutti vi entrarono. Al suo battere di mani la stanza fu illuminata da candele alle pareti. Era spoglia di mobili: a parte qualche mensola e delle librerie, vi era solo un grosso altare al centro della stanza. <<Mia cara, è quasi l'ora>>, le disse l'uomo, poi rivolgendosi a una delle donne <<Anne la affido a te, preparala per le nozze rosse>>.

Conclusione:

Monica Palomba 7) Anne prese Lara per mano e la condusse in un'altra stanza più piccola. Era una camera, dal soffitto tramato di ragnatele appesantite dalla polvere. <<Comincia pure a spogliarti cara, io nel frattempo ti preparo il bagno purificatore>>. Anne aprì la porta che dalla camera portava al bagno, si diresse alla vasca e cominciò a far scorrere l'acqua. Mentre la vasca si riempiva, Anne cominciò a intonare una sorta di litania e mentre cantava, versava nell'acqua varie erbe e polveri. Il bagno era pronto, Anne chiamò Lara, ancora ipnotizzata e la fece accomodare nella vasca. Intonò di nuovo la litania mentre versava petali di rose nere nella vasca. L'acqua aveva un odore particolare, pungente, probabilmente troppo forte per la giovane Lara, che la fece risvegliare dallo stato d’ipnosi in cui l'aveva indotta l'uomo. La vista era annebbiata e anche la sua mente. Poi delle domande cominciarono a girarle nella testa: dove sono? Che ci faccio in questa vasca? E questa donna chi è? La vista si fece più chiara e si sollevò dalla vasca. <<Ti sei ripresa finalmente>>, le disse sorridendo Anne, e porgendole un calice <<bevi questo e tutto ti sarà più chiaro>>. Lara bevve lo strano liquido, si sentì la testa appesantita, poi d'improvviso si alleggerì e ricordò tutto ciò che era accaduto fino a pochi attimi prima. Una cosa però non l’era chiara, cosa intendeva l'uomo con nozze rosse? Decise di farsi coraggio e lo chiese ad Anne. <<Cara Sophie, anzi... cara Lara...sì sappiamo benissimo chi sei in realtà.. sei una donna molto fortunata! Vlad, nostro signore delle tenebre, ha posato gli occhi su di te da molto tempo. Ha messo suoi sottoposti ovunque per sapere ogni tua mossa. Molte volte ti si è avvicinato di persona. Come te, si era creato una falsa identità solo per starti accanto. Il nome Robert ti dice qualcosa?>>
<<Robert? Il ragazzo timido che lavora la sera alla taverna di mio zio?>>, <<Sì, quel Robert, lo stesso ragazzo di cui sei innamorata e che ti ha regalato il ciondolo che hai al collo. Robert è Vlad. Lui ti ama Lara, ma non poteva continuare ad amarti nei panni di Robert>>. Anne le spiegò che Vlad e tutti loro vivevano nell'oscurità, erano una piccola cerchia di vampiri che si era rifiutata di nutrirsi di sangue, ed era riuscita a creare un liquido simile che potesse sfamarli senza dover uccidere nessuno. Per questo erano stati ripudiati dagli altri vampiri. Ma restavano pur sempre vampiri e non potevano amare un umano, a meno che non ricorrevano alle nozze rosse.


<< Perché Vlad non mi ha detto come stavano le cose? Avrei capito... >>, << Purtroppo lui non poteva immaginarlo, altrimenti non ti avrebbe fatto passare tutto ciò. Bene, è giunta quasi l'ora. Vestiti, il tuo sposo ti attende!>>. Lara indossò il bel vestito che era sul letto, poi raggiunse gli altri nella stanza con l'altare. Ora si sentiva più tranquilla. Vlad le si avvicinò e si inchinò ai suoi piedi. <<Potrai mai perdonarmi per ciò che ti ho fatto, amore mio?>>, <<Robert... scusa...Vlad, ti ho già perdonato. Se me ne avessi parlato, sarebbe stato tutto più semplice>> gli disse sorridendogli. <<Avevo troppo timore di un tuo rifiuto o peggio che avresti cominciato a odiarmi>>, <<Non potrei mai odiarti>>, gli disse invitandolo ad alzarsi. <<Su allora! Basta chiacchiere! Abbiamo un matrimonio da celebrare!>> disse Anne. Sull'altare vi erano due calici colmi del finto sangue e uno spillone. Un vampiro anziano cominciò a officiare le nozze. Vlad si punse il pollice con lo spillone e fece cadere alcune gocce del suo sangue in uno dei calici porgendolo a Lara: <<Che il mio sangue diventi il tuo>>. Lara bevve tutto di un fiato. Il calice le cadde dalla mano. Tremava tutta e sudava freddo. Svenne. Dopo poco riaprì gli occhi fra le braccia di Vlad. <<Cosa è stato?>>, <<Non preoccuparti Lara, è tutto normale, è stata la trasformazione in vampiro. Ora staremo insieme per sempre, amore mio!>> e accarezzandole i capelli, la baciò.


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