giovedì 19 settembre 2013

Xera, la ragazza con la spada (pag.15)

Reazioni: 
Sopravvivenza


I ragazzi terminarono il loro pasto, il fuoco fu spento e le borse sistemate; tutto era pronto per la partenza, mancava solo un’ultima cosa, forse la più importante, cercare un punto sicuro per guadare il fiume.

<<Siamo davvero certi di volerlo attraversare nuotando? Io non ho la forza di farlo per lunghe distanze e l’altra sponda mi sembra lontanissima>> disse sconfortata Elesya.
Reilhan iniziò a camminare lungo la riva, incitando le ragazze a tenere gli occhi aperti, era certo che ci fosse una parte sicura per raggiungere la riva opposta, tuttavia per quanto aguzzassero la vista, non riuscivano a venirne a capo.

<<C’è una foresta dall'altra parte, da quel che vedo!>> disse Xera <<Quindi possiamo affermare di aver evitato le famigerate Paludi Lodo?>>
<<Non è detto!>> rispose il ragazzo <<Le paludi sono circondare da boschi, non è certo che quella sia una foresta, da qui la nostra vista è limitata>>.

Il gruppo continuò a camminare, la luce dei soli si rifletteva sull'acqua creando giochi di luce che, di tanto in tanto, rendevano difficile la ricerca. Improvvisamente Reilhan si fermò e cominciò a fissare intensamente l’altra riva; come colto da una brillante idea, guardò le ragazze e disse loro <<Finalmente ci siamo!>>  e sorrise soddisfatto <<Possiamo avanzare da questo punto del fiume, riesco a vederne il fondale sino a metà strada e per buona parte della traversata, potremo semplicemente camminare; forza andiamo!>>.

Elesya, non volendo bagnare i suoi calzari, decise di toglierli; Reilhan però le sconsigliò di farlo poiché il fondo del corso d’acqua era costituito da ciottoli e pietre levigate e senza scarpe si sarebbe di certo fatta male scivolando. I tre amici entrarono nel fiume e come aveva previsto il ragazzo, per metà percorso riuscirono a camminare perché l’acqua non era molto alta e non c’era corrente. Arrivati al centro però, la situazione cambiò, il letto del torrente si abbassava sempre di più e la sua forza aumentava; camminare divenne difficile, il livello dell’acqua ormai aveva raggiunto le loro spalle.

<<Dobbiamo nuotare ma non sarà per molto, riesco a scorgere chiaramente l’altra sponda>> disse il ragazzo abbandonandosi alla corrente e nuotando con maestria.

Anche le due amiche lo imitarono, per loro però, fu più difficile perché non erano abituate alla pressione che il fiume esercitava sui loro corpi.
Elesya era molto stanca e ben presto, la distanza che c’era con il resto del gruppo, aumentò. Xera si guardò indietro per accertarsi che la sua amica potesse proseguire la traversata ma proprio in quel momento, si accorse che la ragazza doveva aver bevuto un po’ d’acqua e presa dal panico iniziò ad agitarsi, <<Cerca di stare calma o il fiume ti trascinerà via!>> le disse, ma Elesya era completamente terrorizzata e non riusciva più a restare a galla. Xera subito cercò di prestarle soccorso ma Reilhan fu più veloce, con poche bracciate raggiunse la fanciulla e dicendole di aggrapparsi alle sue spalle, riprese a nuotare senza difficoltà.
<<Se anche tu non ce la fai, puoi unirti a Elesya>> disse ridendo <<Vi porterò entrambe sulla riva opposta, senza fatica>>. La fanciulla, per tutta risposta, aumentò la velocità delle sue bracciate e in poco tempo raggiunse l’altra sponda.

Usciti dal fiume, i ragazzi restarono seduti sulla riva per alcuni minuti, la corrente, nell'ultima parte della traversata, era stata molto forte e avevano dovuto dar fondo alle loro energie, per non essere travolti dal corso d’acqua.

<<Dobbiamo recuperare le forze, ci serve del cibo e spero che in questa foresta o bosco, ci siano animali da poter catturare>> disse il ragazzo.
<<Magari ci potrebbe essere anche della frutta o …>> suggerì Elesya, intimorita dal pensiero di dover cacciare <<... delle erbe commestibili, io ne conosco molte>>.
<<In verità preferirei una bistecca a delle radici>> replicò sorridendo Reilhan.
<<L’importante è trovare del cibo e farne una piccola scorta da poter trasportare nelle nostre bisacce, non avremo sempre l'opportunità di cacciare>> sottolineò Xera.
<<La nostra stratega ha perfettamente ragione>> disse il ragazzo <<Io proporrei di cercare un posto sicuro per accendere il fuoco, dobbiamo prepararci per la notte e asciugare le nostre vesti; avere l’uniforme completamente bagnata non gioverà a nessuno>>.

Tutti furono d’accordo e ritemprate un po’ le energie, ripresero il cammino lasciandosi il fiume alle spalle, dopo aver riempito le loro borracce.
S’inoltrarono nella fitta vegetazione, c’erano alberi a perdita d’occhio e nemmeno l’ombra di un sentiero, <<Questa è una foresta incontaminata, non ci sono più dubbi a riguardo!>> disse Xera, <<Siamo stati fortunati! Se non ricordo male, al centro di questa foresta, ci dovrebbe essere il Lago Biru, ma per esserne più sicuri …>> Reilhan si fermò, aprì la sua borsa e tirò fuori la pergamena che aveva già utilizzato alla taverna. Le due ragazze si strinsero attorno all'amico per guardare meglio e si resero conto che quel pezzo di carta non era più completamente bianco, adesso vi era inciso tutto il percorso fatto sino a quel momento: si poteva vedere il porto (l’inizio delle loro avventure), il breve tratto di deserto (dove furono attaccati dalla talpa) e la riva sulla quale si accamparono la notte precedente. Persino il fiume appena attraversato, era segnato sulla mappa magica, seguito dall'inizio della foresta.

<<Incredibile! È come leggere un diario delle nostre avventure>> disse entusiasta Elesya, <<Peccato che non mostri il resto dell’Isola, neanche un piccolo sentiero; è praticamente inutile>> replicò scocciata Xera ma Reilhan la guardò severo e rispose <<Quello che hai appena detto è falso, questa mappa è molto importante invece, basta solo imparare a leggerla>> e con attenzione, studiò l’intero percorso inciso sulla mappa.

Xera stanca di aspettare, si guardò intorno e vide un albero ricco di rami sul quale agilmente si arrampicò <<E' tornata la signora della giungla, perché non impari ad avere un po’ di pazienza?>> le urlò Reilhan, essendo la ragazza molto in alto rispetto al resto del gruppo. Xera però continuò la sua scalata fingendo di non aver sentito; raggiunta quasi la cima dell’albero, si rese conto che, nonostante l’altezza elevata, non era in grado di vedere nulla se non alberi a perdita d’occhio.

Con molta cautela, tornò dai suoi amici che non si limitarono a guardarla severi, <<Saresti potuta cadere facendoti del male!>> le disse arrabbiata Elesya <<Per cosa poi? Per non voler attendere qualche minuto, la lettura della mappa di Rei?>> Xera provò a replicare ma la sua amica aveva ragione e così si scusò e attese.

<< Bene, ora ho appurato che questi non sono i boschi che precedono le paludi, possiamo tirare un sospiro di sollievo>> disse Reilhan riponendo la mappa nella borsa <<Da quanto hai visto, ne abbiamo di chilometri da fare per raggiungere il centro di questa foresta>>  e ripresero il cammino proseguendo verso ovest.
<<Il lago è sulla strada per raggiungere il vecchio Murdar?>> domandò incuriosita Elesya, <<In verità è sul lato opposto>> rispose, ma prima che Xera potesse replicare, aggiunse <<Questo lago è molto famoso sull'isola di Horsia, si dice che abbia proprietà magiche e che renda più forti anche solo bevendo un piccolo sorso delle sue acque>>.

Improvvisamente l’idea di raggiungere il Lago Biru allettava tutti, soprattutto Xera che divenne impaziente, forse anche sin troppo.
<<Non abbiamo tempo da perdere, se velocizzassimo il nostro passo, arriveremmo prima!>> disse in preda all'euforia, <<Non conviene disperdere inutilmente le poche forze che ci sono rimaste, dopo la traversata del fiume, siamo tutti molto stanchi>> consigliò Reilhan <<Dobbiamo rispettare il piano che tu stessa hai delineato, il lago non si prosciugherà di certo, anche se ci arriveremo più lentamente>>.

Dopo un’ora circa di marcia, Elesya mostrò chiari segni di cedimento, facendo fatica a tenere il passo e respirando con difficoltà, <<È meglio se ci fermiamo, Ely è distrutta>> disse Xera, <<Non preoccupatevi amici, riesco ancora a camminare! Non badate a me!>> rispose affaticata la ragazza, ma il resto del gruppo decise di riposare e avendo notato un piccolo spiazzale, Reilhan pensò che fosse giunto il momento di prepararsi per affrontare la notte.

Bevuto un sorso d’acqua, lasciarono le loro borse vicino a una grande pietra e mentre Xera raccoglieva della legna e dell’erba secca per il fuoco, Reilhan si mise a scrutare la terra in cerca di tracce d’animali.
Elesya, per quanto stanca, volle fare la sua parte e così disegnò un cerchio con delle pietre, nel quale avrebbero poi acceso il falò e una volta raggruppate delle foglie morbide, ne fece dei comodi giacigli per la notte.

Xera tornò con tutto l’occorrente per il fuoco, più una piccola scorta che sarebbe servita per tenerlo vivo tutta la notte, notando il lavoro dell’amica le disse <<Non ho mai visto un accampamento più bello in vita mia e questi giacigli poi, se non avessi così fame ci dormire immediatamente>>.
La ragazza arrossì e la ringraziò per tutti quei complimenti, fu contenta di essere stata d’aiuto; Xera, infatti, aveva notato che Elesya si sentiva ancora in colpa per aver rallentato tutti, così cercò di tirarle su il morale.

<<Che cosa stai facendo?>> disse incuriosita, osservando Reilhan intento a costruire, <<Ho notato delle impronte fresche a sud del nostro accampamento, sono quasi certo che si tratti di conigli, per questo cerco di fabbricare una trappola rudimentale, ma efficace, per catturarli>>.
Elesya si alzò e decise di mettersi a cercare della frutta e qualche pianta commestibile, l’idea di uccidere un coniglio la inorridiva. Con grande manualità, intrecciò un piccolo fascio d’erba secca che Xera aveva raccolto in precedenza e ne ricavò un cestello, nel quale avrebbe poi riposto i frutti della sua ricerca.

<<Aspetta un momento! Lascia che ti accompagni, non ho alcuna intenzione di restare sola con quello lì>> le sussurrò per non farsi sentire. Sorridendo Elesya accettò e insieme iniziarono a cercare, <<Non sarò di grande aiuto>> le confessò Xera, <<Non conosco queste piante, dalle mie parti non esistono>> e si limitò a seguirla.
<<Non temere, anch'io non le conosco tutte, raccoglieremo solo quelle di cui sono sicura, le altre invece, le lasceremo dove sono, non vogliamo certo correre il rischio di mangiare qualcosa di velenoso!>>  e proseguirono la ricerca. Nascosti da dei cespugli, trovarono dei piccoli arbusti di mele selvatiche e le raccolsero, poco dopo fu la volta delle bacche nere di bosco e delle radici di Gùla, dolci come caramelle. Elesya, in diverse occasioni, chiese all'amica di sfoderare la spada corta per tagliare le piante più resistenti, non tutte però erano commestibili; un piccolo mazzo era destinato a uso medico. 

La ragazza smise di cercare, la sua attenzione fu improvvisamente attirata da dei fiori di uno strano colore porpora intenso, <<Prendiamo anche questi?>> disse Xera avendo notato come li fissava, ma Elesya la fermò immediatamente <<Non toccarli ti prego, non ne sono sicura ma se è quello che penso, sarebbe molto pericoloso anche solo respirarne il profumo!>>.

Xera si allontanò per non correre rischi e invitò la sua amica a fare lo stesso, erano sul punto di tornare indietro quando udirono, in lontananza, la voce di un ragazzo che invocava aiuto; le urla provenivano dal lato opposto del loro accampamento. Le ragazze si trovarono dinanzi a un bivio, da una parte sarebbero volute accorrere alla richiesta d’aiuto, dall'altra non escludevano che potesse trattarsi di una trappola, non volevano commettere nuovamente lo stesso errore. 

La voce si fece sempre più insistente e disperata quando, alle loro spalle, spuntò Reilhan armato di martello che si era precipitato alla ricerca delle due amiche, non avendole viste tornare.
<<Rei che cosa dobbiamo fare? C’è qualcuno che cerca aiuto e sembra anche disperato>> disse Xera, << E se fosse una trappola? Non voglio che un altro nemico ci inganni approfittando della nostra bontà!>> rispose, <<Non possiamo negare il nostro aiuto>> disse Elesya <<se fosse una Giovane Leva smarrita?>>.


Dopo poco anche Reilhan si convinse e tutti tre decisero di correre verso quelle urla disperate.

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