lunedì 23 settembre 2013

Puzzle Story 1

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Salve a tutti amici, questo post è dedicato al gioco, portato avanti nella mia pagina Facebook, domenica 22 settembre 2013, con il nome di Puzzle Story. Il suo scopo era quello di creare una storia originale, partendo da un incipit scritto da me e seguito da una serie di commenti (scritti da voi) che avrebbero dato vita a un racconto breve. Le regole erano semplici; bisognava scrivere un breve pezzo di storia, collegandolo all'ultimo postato e non doveva delinearsi nessun finale poiché lo avrei deciso io, alla fine del gioco. Il risultato del "Primo" Puzzle Story de " Lo Scrittoio Segreto" è il seguente, buon divertimento : D

                                          Memory

(Incipit) Dopo anni passati dietro una scrivania di metallo, decise che era giunto il momento di cambiare la sua vita. La lettera, ricevuta la sera precedente, lo costrinse ad aprire gli occhi e a decidere di voler tornare in quella casa da cui tredici anni prima era fuggito, senza nemmeno voltarsi indietro. (Nico Andrisani) Dette solo uno sguardo veloce allo smartwatch che aveva al polso. Non poteva proprio perdere tempo: in dieci minuti avrebbe dovuto essere allo spazio-porto, proprio su quell'espresso interstellare, indicato nella sconvolgente lettera ricevuta due giorni prima, oramai ridotta a un mucchietto di polvere al quarzo. Il congegno autodistruttivo aveva funzionato alla perfezione. (Fabio Iovinella) Saltò di corsa sul treno, pochi secondi prima che si chiudessero le porte. Prese fiato e si diresse verso uno dei posti vuoti. Dal finestrino lo spazio immenso, quelle piccole stelle così lontane ma al tempo stesso così vicine, davano un senso di pace. Il treno parte e una voce elettronica annuncia <<Benvenuti sull'Espresso per Alpha-Centauri, il treno non fa fermate intermedie. Buon viaggio>>, <<Espresso per Alpha-Centauri? Ma è la direzione sbagliata!>>
(Tiziana Luongo) Aprì gli occhi, la fronte imperlata di sudore, per alcuni istanti non riuscì a rendersi conto di dove fosse, si mise a sedere, poi i contorni della stanza si fecero più nitidi. Era nella sua camera da letto.
<<Espresso per Alpha-Centauri? Smartwatch? Spazio-porto?>> la combinazione della sera prima, polpettone e film, dovevano avergli giocato proprio un brutto scherzo. Guardò il comodino, la lettera era ancora lì, dove l'aveva lasciata. <<Congegno autodistruttivo, che sciocchezza!>>. (Monica Morrigan Palomba) <<Devo proprio smetterla di vedermi Star Trek in streaming fino alle quattro di notte>>, disse fra sé mentre si alzava dal letto. Raccolse la lettera dal comodino e andò fare colazione e mentre mangiava, la rilesse ancora una volta. Aveva dedicato molti anni della sua giovinezza alla ricerca del portale nascosto che collega il mondo degli uomini con quelli dei demoni, da quando lesse quel vecchio articolo del nonno in cui c’era scritto che proprio lì, nella sua città, doveva essercene uno, ma non era mai riuscito a trovarlo. Abbandonò così le ricerche e fuggì da quel luogo. E ora, dopo tredici anni, ecco che il suo vecchio amico, con cui si dedicava alla ricerca del portale, gli scrive che hanno finalmente trovato degli indizi interessanti. Ormai aveva deciso...doveva tornare lì.
(Vincenzo Indellicati) Rapido e scrupoloso, Paul iniziò celermente ed efficientemente a organizzare tutta la strumentazione che avrebbe dovuto portar con sé... <<Rilevatore di campi elettromagnetici, rilevatore di campi gravitazionali, analizzatore di particelle alfa, beta e gamma, ricevitore di raggi cosmici, sdoppiatore quantisco, dematerializzatore elettronico tascabile... il resto l'ho già sistemato ieri; cosa sto dimenticando? Ovviamente il generatore di campi spazio-tempo per poter bloccare i demoni ! Bene ! Ho preso tutto; ora devo solo dematerializzare la strumentazione e inviarla tramite e-parcell (pacco elettronico) a Ted, così potrà già iniziare ad allestire la sala di monitoraggio, rimaterializzando il pacco. Chissà quando questo cavolo di teletrasporto sarà sicuro anche per le persone...>> (Maria Ghini) Paul ripensò a quell'incidente di tredici anni prima mentre smaterializzava l'attrezzatura, era costato la vita alla sua amata Loren ma la speranza si fece viva in lui, forse sarebbe potuta tornare dal regno dei demoni, lo stesso che l'aveva risucchiata. Si guardò allo specchio, ormai aveva i capelli brizzolati e qualche ruga di troppo, ma per il suo cuore il tempo si era fermato. Non aveva più amato nessuno dopo di lei e avrebbe fatto di tutto per riaverla anche rinunciare alla sua anima.
(Fabio Iovinella) Dopo essersi assicurato che tutto fosse in ordine, Paul si diresse verso il Garage, salì sul suo Magitec personalizzato, e s’incamminò sulla strada che lo avrebbe riportato a casa.
Con la superstrada intasata come al solito, ci sarebbero voluti giorni di viaggio. <<Attivare Modalità cinque Gamma!>> la voce elettronica del Magitec rispose <<Modalità cinque Gamma Attivata. Destinazione?>> <<Cristallo di Cevit>>, <<Destinazione impostata, Desidera i controlli manuali?>>, <<Si Grazie>>.
Il Cristallium iniziò a brillare carico di energia, il grosso bipede meccanico si sollevò lentamente dal suolo, trasformandosi in un piccolo velivolo. <<Si Parte!>> (Jacopo Minniti) Mentre guidava, Paul continuava ad avere flash back della propria vita, ma gli era impossibile distinguere la realtà dalla finzione che gli avevano propinato attraverso quegli interminabili sette giorni di lavaggio del cervello. Legato a una sedia, nutrito artificialmente, era stato sottoposto a una lunga tortura fatta d’immagini e suoni, che alla fine gli avevano alterato la mente e i ricordi. Non riusciva più a essere sicuro di chi fosse; ricordava di avere una missione che qualcuno non voleva che portasse a termine; ma aveva a che fare con lo spazio e il cosmo, o con antiche e soprannaturali realtà nascoste e mistiche? Capì solo una cosa, a un tratto, e il suo cuore ne fu certo, molto più di quanto possa mai esserne la mente: non era mai esistita nessuna Loren, e loro non potevano di certo saperlo... Paul aveva amato una sola persona in vita sua, e lui era James!
(Vincenzo Indellicati) Il ripristino della memoria neuronica, dopo la riprogrammazione ad opera dei Minniti, era stato infatti problematico, perché alcune aree del suo cervello, dopo essere state modificate, erano poi state protette da scrittura con codice quantico e quindi in caso di sovrascrittura davano un false flag di esito positivo. Il backup dei ricordi, inoltre, poteva essere stato compromesso facilmente; per questo Paul chiese al Magitec di verificare la compatibilità dei dati ripristinati con la memoria cellulare del suo dna, e la risposta fu "73 percento". La missione era quindi ritrovare Loren? James? Né l'uno né l'altra. Paul in realtà doveva ritrovare se stesso, non a caso nella lettera il codice: Γνῶθι σεαυτόν settantatré, conosci te stesso settantatré. Qualcuno sapeva! (Maria Ghini) Paul non poteva più perdere altro tempo, giunto ormai davanti al cancello di quella casa maledetta si rese conto che, ancora una volta, era stato vittima di un ricordo fasullo; quella casa era un laboratorio scientifico. Varcò la soglia senza timore, doveva scoprire la verità circa i suoi ricordi confusi. Era come se tante realtà si fossero fuse. Avanzava in quei corridoi vuoti e freddi, tutto era asettico e impersonale e poi l'ascensore alla fine della strada che si aprì automaticamente, come se lo stessero aspettando. Com’era possibile che un così grande laboratorio fosse completamente vuoto?
(Conclusione) L’ascensore lo portò sino al piano zero, si aprì e dinanzi a Paul si presentò una stanza completamente bianca al cui centro vi era una sedia vuota. Si sedette e automaticamente tutte le luci si spensero di colpo. Una voce che proveniva dalla sua mente parlò <<Bentornato Paul, abbiamo aspettato a lungo il tuo ritorno>> disse, <<E voi chi siete?>> domandò stupito e intimorito, <<Noi siamo Te e tu sei Noi>>.  Paul s’innervosì, voleva delle spiegazioni con tutte le sue forze, era arrabbiato perché non riusciva più a distinguere il falso dal vero, vedeva realtà diverse, in epoche diverse che ancora dovevano giungere. <<Chi sono io? Chi è Loren e chi è James?>>,  ci fu un attimo di silenzio e poi la voce tornò a parlare. <<Tu sei Paul e Mike e Allison e Margaret, tu sei tutti e nessuno>>. La voce illuminò pian piano i vari schermi nascosti, sulle pareti e ognuno di questi mostrava delle immagini. <<Loren era tua moglie che a causa di una rapina perse la vita, durante il processo ai Demoni Rossi, il nome di quella banda, tu hai avuto un infarto quando ti rendesti conto che quei malviventi non avrebbero avuto nessuna pena>>. Paul ascoltò in silenzio terrorizzato <<James era il tuo fidanzato, Mike era il tuo nome, un amore incompreso ma puro durato anni, sino a quando la tua famiglia non lo venne a scoprire e ti rinchiuse in un ospedale psichiatrico, nel tentativo di curarti, attraverso metodi come il digiuno, l’elettroshock e il condizionamento mentale. Nulla di tutto questo però fece vacillare i tuoi sentimenti, anche quando per le torture a cui eri stato sottoposto, è cessata la tua esistenza>>. L’uomo cominciava a ricordare, emozioni, sogni, sentimenti, lui aveva vissuto quelle vite e ora le ricordava bene. <<Ti abbiamo chiamato a noi perché anche questo ciclo vitale si è concluso, ma hai vissuto così tante vite che tutti i ricordi si sono riformulati e trasformati, questo perché eri in coma tra la vita e la morte. Dovevi tornare, con il treno spaziale, a casa dai tuoi figli dopo aver concluso le tue ore di lavoro. Rimiravi le stelle in quel momento, ripensando all’ultima lettera scritta da tuo marito tredici anni fa, prima che partisse per un viaggio interstellare a nome delle “Galassie Unite”; il treno però, ha subito un’avaria e deragliando ti ha fatto sbattere la testa violentemente. Per salvarti, i medici ti hanno indotto in uno stato di coma terapeutico, tuttavia il colpo era stato troppo forte e tu, Margaret, non ti sei più svegliata>>.

Tutto finalmente aveva un senso, tutte quelle immagini confuse e illogiche adesso avevano un significato, <<Cosa mi succederà adesso?>>,  la voce rispose <<Quello che avviene sempre! Quando una vita finisce, un’altra inizia; è tempo per te di ricominciare una nuova esistenza>>. Un riflettore illuminò la sedia e tutti i monitor si spensero uno dopo l’altro. Quando uno schermo si spegneva, portava con sé i ricordi della vita che rappresentava, sino a quando un solo monitor rimase acceso, ma non trasmetteva nulla … ancora.

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