lunedì 9 settembre 2013

Xera, la ragazza con la spada (pag.12)

Una terra ostile


 Il molo cominciò a sfollarsi e la maggior parte dei gruppi aveva preso percorsi differenti, dopotutto era pur sempre una competizione. I tre amici approfittarono dei tavolini accanto a una taverna, per decidere il da farsi.

<<Dobbiamo andare dal Vecchio Murdar>> disse Reilhan <<è lui che ha il compito di ammettervi alla prova finale, ma chiaramente adesso è da escludere una simile circostanza!>> e guardò le due ragazze dalla testa ai piedi <<anch'io posso dire con assoluta certezza, che siete due principianti, senza offesa>> aggiunse sapendo di ricevere occhiatacce da Xera.

<<Nessuna offesa, è la verità>> disse sorridendo Elesya. <<Io penso che per cominciare, dovremo trovare del cibo e da bere, non so voi ma io muoio di fame!>> aggiunse Xera <<in base alla posizione del Primo Sole, abbiamo ancora cinque o sei ore di luce e se la fama di quest’isola è vera, saremo spacciati, una volta calata la notte; possiamo dedurre quindi, che il nostro secondo obiettivo sarà cercare un posto per la notte o creare un accampamento di fortuna>> concluse la ragazza.

<<Per essere una dilettante testa calda, hai ottime doti organizzative>> rispose ridendo Reilhan, ma la fanciulla lo ignorò e iniziò a guardarsi intorno. Non c’erano molti edifici, solo una taverna frequentata perlopiù da marinai, alcune case isolate, una piccola bancarella che vendeva frutta e verdura e in lontananza quello che doveva essere un emporio, ricco di merci insolite e per certi versi anche utili, se solo avessero avuto il denaro necessario per fare acquisti. La scritta “qui non si fa credito” tuttavia, rendeva chiara la politica di quel mercante, quindi quell’edificio potevano anche dimenticarlo.

<<Ignorate queste persone, nessuno di loro presterà aiuto alle Giovani Leve, anche se fossero in pericolo di vita, io ne so qualcosa!>> ma Reilhan non volle aggiungere altro in merito.
<<Nessuno potrebbe negare soccorso a chi è in pericolo di vita, è una crudeltà>> rispose ingenuamente Elesya, la cui bontà non poteva ammettere simili gesti. <<Sono le regole dell’isola, se fosse un villaggio turistico, ci verrebbero tutti!>> Reilhan non voleva essere duro, ma prima le sue amiche si sarebbero rese conto dell’ostilità di quel posto e meno pericoli avrebbero corso.

<<Elesya, dobbiamo contare solo su noi stessi, ricordi il discorso del Capitano Flor? Non temere però, nel nostro gruppo abbiamo il grande Reilhan, con lui non correremo alcun pericolo>> disse Xera vendicandosi per le frecciatine ricevute in precedenza dal ragazzo.

<<Al vostro servizio mie signore!>> rispose il giovane <<prima di partire però vorrei parlarvi delle vostre armi, come avrete capito, non hanno una funzione puramente ornamentale>> e iniziò a ridere.

<<Questo bastone è così elegante, come potrei considerarlo un'arma?>> disse Elesya rimirandolo.

<<Chiaramente sono di livello base>> continuò il ragazzo, fingendo di ignorare il commento precedente, <<ma saranno veramente utili se imparerete a utilizzarle>>.
Portando la mano dietro la schiena, prese il suo fidato martello, non era molto grande, ma le ridotte dimensioni non lo rendevano meno pericoloso.

<<Questa è l'arma che mi è stata assegnata quando sono stato convocato, in più di un'occasione se non fosse stato per questo Maglio, adesso non sarei qui, perché non provate a estrarre anche le vostre>> disse Reilhan. Xera serrò la sua mano attorno all'elsa della spada corta e la portò alla stessa altezza del viso così che i suoi amici potessero vederla, lo stesso fu per Elesya che aveva anticipato l'invito del ragazzo, per ammirare ancora una volta il suo bastone.

<<Non capisco, perché abbiamo armi diverse? Eppure le uniformi sono uguali per tutti>> disse sconsolata Elesya, la cui passione per gli abiti, sarebbe stata messa a dura prova, essendo obbligata a indossare solo quelle vesti.

<<In base al percorso che s’intende intraprendere, l'arma cambia, mi sembra ovvio. Il tuo bastone per esempio, fa capire che hai intenzione di avvalerti di arti magiche, che saranno incrementate da elementi naturali, nel tuo caso il legno e il ferro; la spada corta è tipica dei soldati invece o comunque guerrieri in generale>> spiegò Reilhan.

<<Il martello allora chi dovrebbe rappresentare?" domandò Xera molto incuriosita. "Gli indecisi" rispose sorridendo il giovane, ma la ragazza non fu del tutto convinta.
<<Non temete! Avrete modo di farvi una cultura in merito, attraverso l'esperienza che guadagnerete su quest'isola." aggiunse sperando che l'argomento non fosse ripreso tanto presto.

<<Io non conosco nessuna formula magica, chi m’insegnerà a utilizzare questo bastone?>> disse Elesya preoccupata, ma la sua domanda trovò subito una risposta. Reilhan iniziò a frugare nella sua bisaccia e ne tirò fuori una mappa. Non era di quelle comuni poiché segnava solo il punto in cui erano i ragazzi, con un segno luminoso.
<<Non era concessa una mappa! Perché non è bruciata con tutto il resto, una volta toccata la barriera?>> disse Elesya ripensando alla sua tunica, alla quale aveva dovuto rinunciare. <<Io sono un Novizio, per noi ci sono regole differenti e poi questa non è una comune mappa, segna solo la nostra posizione attuale e i luoghi che visiteremo, non ci sarà di alcun aiuto per adesso>>  rispose Reilhan che tuttavia continuava a osservare quello strano pezzo di carta.
<<Se adesso non è di alcun aiuto, perché l'hai tirata fuori dallo zaino, ci fai perdere del tempo prezioso!>> disse Xera impaziente di proseguire il suo viaggio.

<<Non è la mia prima volta su quest'isola ragazze, Novizi ci si diventa dopo aver passato qui almeno un anno, infatti, questa mappa aveva, incisi magicamente, vasti territori che io ho già visitato. Con il passaggio della barriera, però, sono stati tutti cancellati; pur avendola studiata a lungo, non conosco molto bene questa parte dell’isola, poiché il mio allenamento è iniziato altrove!>> spiegò il ragazzo che improvvisamente ebbe la giusta intuizione.

<<Perché non ci ho pensato prima, che sciocco>> disse Reilhan riflettendo ad alta voce <<dobbiamo andare al Villaggio Kodur, non è molto distante dalla dimora del Saggio Murdar e soprattutto li troveremo qualcuno disposto ad assegnarci qualche missione>>.
Le due ragazze guardarono Reilhan come se stesse parlando in un’altra lingua a loro incomprensibile, <<Missione?>> dissero quasi all'unisono.

“<<Certamente, su quest’isola nulla vi sarà regalato, questo vale anche per gli incantesimi che Elesya dovrà imparare per difendersi. Gli abitanti di Horsia sono soliti assegnare delle missioni alle Giovani Leve, in cambio di denaro, incantesimi o qualsiasi cosa ci potrebbe servire. L’intera isola, per di più, è gremita di segrete e tesori nascosti, ben protetti da guardiani molto forti; Horsia è un vero e proprio campo di allenamento>>.
Elesya iniziò ad avere paura, solo in quel momento si rese conto di quanto sarebbe stata dura quell'esperienza i suoi amici erano forti e risoluti ai suoi occhi mentre lei, prima o poi, sarebbe stata solo di peso, almeno così pensò.

Xera si alzò e cominciò a guardarsi intorno, non riuscendo a orientarsi però, cercò una postazione migliore e così con un agile balzo, utilizzando il tavolo della taverna come appoggio, raggiunse il tetto dell'edificio, arrampicandosi come uno scoiattolo e lasciando tutti senza parole. Da quell'altezza era tutt'altra cosa, riusciva chiaramente a vedere che dinanzi a loro c'era un deserto mentre, alla loro destra e sinistra, vi erano alberi in lontananza.

<<Signora della giungla, riesce a vedere qualcosa da lassù?>> disse divertito Reilhan.
<<Stai attenta Xera è molto pericoloso arrampicarsi sui tetti, potresti cadere!>> aggiunse preoccupata Elesya.
<<Amica mia, tu si che sai come non farmi sentire la mancanza di mia madre, hai appena ripetuto le sue esatte raccomandazioni>> disse sorridendo Xera che, scendendo con molta attenzione, comunicò ai suoi amici quello che aveva visto.

<<Bene! Secondo quanto mi hai detto, il deserto dovrebbe terminare solo nei pressi del vulcano, è molto difficile attraversarlo senza i giusti mezzi e per ora è meglio evitarlo>> disse Reilhan.

<<Potremo provare a destra allora, oppure a sinistra è indifferente, da quel che ho capito ci sono alberi e quindi sicuramente dei corsi d'acqua>> disse Elesya.

<C'è differenza invece, se non ricordo male, scegliendo la direzione sbagliata, si finisce dritti alle Paludi Lodo>> rispose Reilhan preoccupato.

<<Le paludi non sarebbero male in questo momento, questo sole è insopportabile>> aggiunse Elesya che essendo cresciuta in una città paludosa, non riusciva a sopportare l’intensità della luce solare.

<<Se vuoi avere a che fare con Lodo il Guardiano di Fango, possiamo anche andarci, ma ti assicuro che potrebbe annientarci anche con un solo respiro. Ho visto molti combattenti abili, cimentarsi con quel mostro e quasi nessuno è più tornato.  Sul lato apposto invece, vi è una foresta centenaria che dovrebbe circondare un lago, possiamo provare ad accamparci lì, che ne pensate?>> domandò Reilhan.


Le due amiche accettarono, l’idea di un lago e di una foresta era molto allettante; i ragazzi sistemarono i loro zaini e senza indugio, basandosi sul punto luminoso della mappa di Reilhan, decisero di spostarsi a Ovest del porto, sperando che quella fosse la decisione giusta. 

Nessun commento:

Posta un commento

Dimmi cosa ne pensi