mercoledì 11 settembre 2013

Xera, la ragazza con la spada (pag.13)

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 I tre amici avevano lasciato il porto ormai da un’ora ma il paesaggio che li circondava sembrava non cambiare mai; era un torrido e asfissiante deserto. Elesya era la più sofferente di tutti, non essendo abituata al caldo e di tanto in tanto si fermava, rallentando la marcia del gruppo.

<<Scusatemi ragazzi>> disse asciugandosi la fronte con un fazzoletto di stoffa <<la nostra avventura è iniziata da poco e già sono un peso>> continuò demoralizzata e sul punto di piangere.
Xera era cresciuta con la sola compagnia di sua madre e non sapeva come poter consolare la nuova amica, temeva di peggiorare la situazione, così guardò Reilhan che colse subito la velata richiesta d’aiuto.

<<Non è colpa tua se il caldo ti fa stare male, chissà forse quando ci troveremo in zone paludose o umide, saremo noi quelli in difficoltà>> disse il ragazzo per rincuorare Elesya.

<<Nessuno di noi è un peso>> aggiunse Xera che intanto aveva preso un po’ di coraggio <<A eccezione di Rei s’intende>> e fece un occhiolino alla sua amica cercando di farla sorridere.

Avevano appena ripreso il cammino, quando improvvisamente la sabbia intorno a loro iniziò a sollevarsi; il vento non era particolarmente forte eppure quel movimento era innaturale. Xera si fermò di colpo e tese il braccio, come a voler proteggere il gruppo da un pericolo invisibile.
<<Non fate nemmeno un passo ragazze!>> disse bisbigliando Reilhan <<credo sia una talpa del deserto, di solito sono innocue ma se si entra nella loro zona di caccia, si corre il rischio di essere attaccati>>.

<<Cosa facciamo se ci assale? Io non ho mai combattuto!>> sussurrò Elesya spaventata, stringendosi dietro la schiena dell’amica. Xera molto lentamente, avvicinò la mano alla spada corta che portava sul fianco sinistro, toccò l’elsa di ferro e lentamente estrasse l’arma, portandola davanti al corpo. Intanto anche Reilhan brandiva il suo martello, avendolo afferrato così velocemente che le due amiche non ebbero il tempo di scorgere l’azione.
<<Impugna il tuo bastone Elesya, ma muoviti senza far alcun rumore, se ci dovesse attaccare almeno saremo armati>> suggerì Reilhan.

Elesya tuttavia, era molto intimorita e le mani le tremavano visibilmente, così quando cercò di raggiungere la sua arma, le cadde a terra. Ci fu un momento di silenzio, la sabbia smise di sollevarsi e i ragazzi si impietrirono. Avvenne tutto nel giro di pochi secondi, il gruppo fu investito da un’ondata di polvere e sabbia che quasi li accecò; Xera, riparandosi gli occhi con l’altro braccio, continuò a stringere la spada facendo da scudo alla sua amica. Reilhan si avvicinò con un rapido scatto a Elesya, proteggendo il viso con il martello, raccolse il bastone e lo restituì <<Cerca di stringerlo forte!>> disse urlando, poiché il frastuono provocato dalla sabbia copriva le loro voci.

<<Che cosa facciamo Rei? Io non riesco a vedere niente!>> gridò Xera preoccupata ma il ragazzo sembrava non aver sentito, poiché la tempesta s’intensificò; non sapendo cosa fare, cercò di guardarsi intorno e si rese conto che quel turbinio non aveva colpito tutto il deserto ma solo il punto in cui si trovava il suo gruppo. Impugnando con forza la spada, fece una capriola in avanti e sollevandosi agilmente, cominciò a correre lasciando i suoi amici indietro.

<<Dobbiamo restare uniti, dove stai andando Xera?>> urlò Reilhan cercando di inseguirla ma venne fermato da Elesya che gli fece notare come la tempesta stesse rincorrendo Xera, mentre loro erano fuori pericolo. <<Xera ha attirato di proposito l’attenzione della bestia! Cerchiamo di raggiungerla, presto o tardi quella stupida talpa si deciderà a uscire dal suo nascondiglio!>> disse Elesya ritrovando il coraggio e i due amici iniziarono a correre per raggiungere la ragazza.

Intanto Xera, sempre circondata dalla sabbia, aveva completamente perso il senso dell’orientamento, cosa che le capitava spesso anche in situazioni normali e si ritrovò a vagare senza punti di riferimento; non sapeva dove andare, ora che i suoi amici erano ormai lontani. La talpa non si arrese e non smise di attaccare, rimanendo però nascosta nel sottosuolo, mentre Xera non poté far altro che continuare correre. Improvvisamente il deserto terminò e davanti ai suoi occhi comparve un fiume; era molto grande e la corrente non sembrava particolarmente forte, così la ragazza si tuffò senza pensarci a lungo e una volta in acqua, la sabbia smise di accecarla. Si alzò in piedi non lasciando mai la presa della spada e si spostò, dove il fiume era più basso e l’acqua le copriva a stento le ginocchia; rimase immobile cercando di scorgere il suo nemico, quando vide qualcosa muoversi nella sua direzione e si preparò ad attaccare.

I due ragazzi avevano tentato di seguire le impronte dell'amica, ma cominciò a soffiare il vento e furono cancellate, così decisero di avanzare in un’unica direzione sperando di incontrare Xera da un momento all’altro.
<<E se la talpa l’avesse aggredita? E’ tutta colpa mia, se solo fossi stata più coraggiosa!>> disse Elesya piangendo, mentre Reilhan, molto preoccupato, continuava a correre.

<<Sono certo che quella testa dura non sia così facile da sconfiggere, forse dovrei essere in pensiero per quella povera talpa>> disse cercando di risollevare il morale di entrambi e le sue parole ebbero l’effetto desiderato, infatti, iniziarono a ridere immaginando la loro amica che malmenava la bestia. A un tratto udirono una voce familiare e inconfondibile, proprio quando il deserto li lasciò, facendo largo a un grande fiume.

<<Ti ho detto di non leccarmi il collo, mi fai il solletico>> disse ridendo Xera mentre tra le braccia stringeva un essere strano ma simpatico.

I due amici si avvicinarono incuriositi alla ragazza <<Ma non eri stata attaccata da una talpa del deserto?>> domandò Elesya sorpresa per aver ritrovato la sua amica sorridente.

<<Credo che la temibile bestia che ci ha assalito, sia proprio tra le sue braccia!>> aggiunse Reilhan rincuorato, mentre riponeva il suo martello.

<<Appena mi sono tuffata nel fiume, ha smesso di aggredirmi ed è comparsa dal suolo questa buffa creatura>> spiegò Xera mostrandola ai suoi amici.

<<E’ normale, le talpe desertiche sono deboli con la presenza dell’acqua e comunque mi pare che questo sia solo un cucciolo, deve essersi separato dal resto della sua famiglia, girovagando nel deserto, temo che ben presto ci ritroveremo una madre molto arrabbiata da fronteggiare>> disse Reilhan riflettendo sul da farsi.

<<Perché non lo lasciamo vicino al deserto? Forse potrebbe riuscire a ritrovare la sua famiglia e noi a evitarla>> suggerì Elesya preoccupata. Xera si sollevò, aveva ancora tutti gli indumenti bagnati, dopo il tuffo precedente, anche i suoi capelli gocciolavano, ricadendo pesanti sulle sue spalle; guardò verso il deserto e disse <<Non posso abbandonare un cucciolo al suo destino, la notte è ormai prossima e per lui sarebbe davvero pericoloso; penso che a questo punto potremo accamparci qui, il fiume ci disseterà e al contempo difenderà da eventuali attacchi di talpe nemiche, che ne pensate?>>.
<<Non abbiamo altra scelta, anzi cerchiamo qualcosa per accendere il fuoco, così potrai asciugare la tua uniforme>> disse Reilhan quasi arrossendo, poiché gli indumenti bagnati esaltavano la femminilità della sua amica.

Elesya prese in consegna il cucciolo di talpa, mentre il ragazzo andò a cercare della legna asciutta sulla riva del fiume. Xera strizzò grossolanamente la gonna e la camicetta, poi togliendosi il fiocco zuppo, lo legò alla bisaccia per non perderlo. Strinse i capelli tra le mani, cercando di eliminare più acqua possibile, non poteva ammalarsi proprio all’inizio del viaggio e si sedette accanto alla sua amica attendendo il ritorno di Reilhan. Non aspettarono a lungo tuttavia, perché il ragazzo, essendo abituato ad accamparsi all’aria aperta, aveva già raccolto tutta la legna utile per il falò.

Accatastò con maestria i rami, mentre al centro v’infilò dell’erba secca per propagare le fiamme, poi circondò il tutto con pietre di fiume per renderlo più accogliente e sicuro; i ragazzi erano sfiniti, la fatica di quel lungo giorno si fece sentire e per quanto fossero affamati, il sonno prese il sopravvento. Il primo turno di guardia fu di Reilhan, le sue amiche invece, si addormentarono strette alla piccola talpa, per stare al caldo e tutto tacque, mentre uno spicchio di luna brillava alto nel cielo.

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