martedì 31 marzo 2015

Xera, la ragazza con la spada (pag. 141)

Reazioni: 
Reilhan non riuscì a muovere un passo, impietrito a causa della spiacevole sorpresa. <<Che … Chi sei tu?>> biascicò tremante ma la fanciulla si limitò a fissarlo in silenzio. Inginocchiata sulla fredda terra, continuò a piangere fino a che, ritrovato il coraggio, il Novizio non decise di avvicinarsi. <<Non mi guardare!>> gemette la ragazza nascondendo il volto tra le mani, <<Non voglio che tu mi veda in questo stato>> aggiunse. Per quanto Reilhan continuasse a ripetersi che tutto era solo frutto della sua immaginazione, la voce di Hila vibrava decisa nelle sue orecchie, tanto che dimenticata per un attimo la missione in corso, la raggiunse senza remore. Istintivamente protese la mano per sfiorarle il capo, ma una brutta sensazione lo convinse a desistere. La distanza che li separava era ormai esigua, così il curatore prese a fissarla da capo a piedi. I capelli biondi erano completamente bagnati e avvolti da sottili fili verdi appartenenti a una pianta acquatica di cui le paludi erano infestate. Gli abiti, che inizialmente non era riuscito a osservare a causa della nebbia, ricordavano l’uniforme della giovane leva ma logora e mangiata dalla muffa. Fu qualcos'altro, però, ad attirare il suo sguardo. Nascosto da una ciocca sporca di fango, un oggetto minuto che somigliava a un fiore era fissato alla capigliatura della ragazza. 

Reilhan si strinse nelle braccia prima di crollare a terra; il fermaglio non aveva fatto altro che confermare l’identità della sua defunta amica, della quale tuttavia non riusciva ancora a fidarsi. Hila posò lo sguardo sul Novizio <<Mi sei mancato Rei>> disse dolcemente <<Perché piangi?>> gli domandò in seguito, poiché le calde lacrime del ragazzo iniziarono a sgorgare copiose. <<Perché pensavo di averti persa>> confessò stupendosi della facilità con cui quelle parole gli fossero uscite di bocca. <<Ma tu non mi hai persa, io sono qui accanto a te>> asserì la ragazza riducendo ancor di più la distanza che li separava. <<Non puoi forse toccare le mie mani?>> gli domandò dopo aver proteso il braccio. Reilhan si ritrovò così in balia delle sue emozioni, da una parte il suo istinto gli diceva di stare attento, dall’altra invece c’era il suo cuore che desiderava soltanto stringerla tra le braccia. Perciò decise di dar retta a quest’ultimo e con le dita della mano sinistra sfiorò la pelle smunta di Hila. Si sorprese di quanto fosse fredda e dannatamente reale. <<Non sei un fantasma!>> esclamò sorpreso, poi senza rendersene conto la afferrò per un braccio e l'attirò a sé.
La fanciulla aveva un corpo di carne e ossa tuttavia c’era qualcosa in lei di innaturale. Il suo petto, infatti, era fin troppo immobile. In un primo momento Reilhan preferì non pensarci, poi però il comportamento di Hila iniziò a mutare. 


<<Come fai a non sentirti in colpa?>> mormorò a un tratto, <<Che cosa intendi?>> ribatté il curatore spiazzato, << Te ne stai qui tranquillo come se nulla fosse accaduto>>. Reilhan si scostò dalla presa per guardarla negli occhi, il suo viso scavato lo rabbrividì, <<Per colpa tua sono condannata a vagare in questo luogo sola e disperata. Ho dovuto pagare io per i tuoi errori>>. Il curatore non ebbe il coraggio di obiettare, si limitò ad abbassare lo sguardo e contrito, lasciò che la fanciulla continuasse ad accusarlo. <<Hai dei nuovi amici, li ho visti. Lei si è persino gettata nelle paludi per venirti a cercare>> sibilò << È a causa sua che tu mi hai dimenticata. Morire per te è stato inutile>> aggiunse. Reilhan afferrò con forza le spalle della ragazza <<Non ti ho mai dimenticata, come avrei potuto. Se solo potessi rimediare …>>. Hila strinse gli occhi a fessura e infine affermò <<Un modo ci sarebbe>>, <<Ti prego dimmelo! Farò tutto il possibile per aiutarti a fuggire da questo inferno>>. La fanciulla avvicinò la bocca all'orecchio del ragazzo e gli sussurrò <<Uccidi la tua amica, solo così potrai liberarmi della maledizione di Lodo>>. 
Reilhan ascoltò in silenzio trattenendo il respiro e a occhi chiusi ripeté la richiesta di Hila nella sua mente. <<Una vita per una vita>> disse la fanciulla, <<è questa la condizione per la mia libertà>> spiegò. Allungò la piccola mano con cui sfiorò la guancia del curatore, ma Reilhan le bloccò il polso poco prima di essere accarezzato. <<Se è questa la condizione, sacrificherò la "mia" vita>>. Hila sorrise e di nuovo lo abbracciò <<Speravo lo dicessi>> proferì stringendo tra le mani una freccia d’ossidiana acuminata che utilizzò per trafiggere il petto del ragazzo.

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