Per festeggiare il traguardo delle 30.000 visualizzazioni, ho deciso di mascherare i nostri protagonisti preferiti da mostri. Halloween è alle porte ed Horsia non si tira indietro. Il vampiro Reilhan, la bambola zombie Elesya e la lupa mannara Xera, vi augurano buone paurose feste :)
lunedì 27 ottobre 2014
venerdì 24 ottobre 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 103)
Cap. 10 Chi è Alonya?
<<Non
possiamo andare in quella direzione>> obiettò il Novizio, <<è severamente proibito avvicinarci alla
dimora di Murdar>> spiegò cercando di non alzare la voce per non
spaventare la bambina. <<E cosa
intendi fare? La lasciamo qui per strada?>> lo incalzò Xera
bisbigliando. <<Potremo portarla da
Aldaria, lei saprà prendersene cura>> propose Reilhan ma Alonya non
parve gradire la proposta. Stringendo le piccole braccia attorno al collo della
guerriera, iniziò a emettere lievi lamenti che indussero il Novizio a pensare
che di lì a poco sarebbe scoppiata a piangere. <<D’accordo! Hai vinto, ti porteremo da tua nonna>> disse
infine per consolarla. Sia Xera sia Elesya alzarono gli occhi al cielo: era
risaputo, infatti, che la fermezza del curatore vacillasse dinnanzi alle
lacrime di una fanciulla, chiunque essa fosse. Tornando sui loro passi,
intrapresero la strada principale che li avrebbe condotti fino all'ingresso del
giardino misterioso, ma più si avvicinavano e più i loro cuori incominciarono a
martellare.
Quando furono in prossimità del bivio, notarono qualcosa
di diverso dal solito. Davanti all'entrata del giardino, infatti, vi erano due
uomini di guardia. <<Non potete
proseguire oltre!>> esclamò il primo. Era un uomo molto piazzato,
sebbene vantasse un’altezza media. I suoi capelli erano rasi lasciando largo
spazio al viso. I piccoli occhi castani erano nascosti sotto una folta foresta
di sopracciglia scure. Il naso invece sembrava sovrastare tutti gli altri
elementi del viso, sfoggiando una profonda incurvatura, forse frutto di una
disputa finita male. Indossava degli abiti abbastanza comuni per una guardia,
mentre tra le mani stringeva un’ascia di metallo lucente che lasciava poco all'immaginazione. La seconda guardia era più alta e magra. I capelli
sfioravano a malapena le sue spalle e una curata barbetta, lasciava intendere
che quell’uomo avesse un nobile lignaggio. I suoi occhi verdi scrutarono le
leve dall'alto in basso senza degnar loro di alcuna particolare attenzione, quasi fossero invisibili. I suoi abiti erano più raffinati, i cui colori
ricordavano le tuniche del Concilio. Non aveva armi con sé, a parte
un voluminoso libro che di tanto in tanto sfogliava per ingannare la noia.
martedì 21 ottobre 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 102)
Madame Taròt rigirò la bambola malconcia tra le dita
ossute. <<Datemi una sola ragione
per non gettarla nel fuoco!>> esclamò fredda ma il
tremore delle mani tradì il suo vero stato d’animo. Reilhan non osò muovere un
passo verso la donna, poiché era risaputo che qualsiasi danno arrecato alle
bambole avrebbe coinvolto anche il soggetto ad esse collegato. Xera si alzò
lentamente dal divano, sebbene non si fosse ancora ripresa e guardando la
Paramal negli occhi, affermò <<Attireresti
soltanto l’attenzione del Concilio. Lasciaci andare e noi ci allontaneremo senza
far domande>>. Reilhan si voltò verso la sua amica in chiaro segno di
disapprovazione ma il feticcio era nelle mani della veggente e presto si
rese conto che non si poteva agire diversamente. <<Dovrai però cancellare la malia che ci lega alle bambole, solo allora
abbandoneremo la tua dimora>> aggiunse la ragazza. Madame Taròt
sapeva che la scomparsa improvvisa di una leva avrebbe dato il via a delle
indagini da parte del saggio, per questo le parole della guerriera iniziarono a
sembrarle sensate.
<<Mi credi forse
una sciocca? Chi mi dice che una volta cancellato il legame, non andrete dal vecchio
a spifferare false idee e congetture? Dopotutto è già accaduto>>. <<Potrai tenere il mio feticcio>> la
incalzò il Novizio lasciando le due ragazze basite. <<Non puoi farlo!>> lamentò Xera,
<<È un’assurdità!>> la assecondò
Elesya. <<Dunque, spezza il vincolo
che lega le mie amiche e ce ne andremo senza voltarci indietro>>
insistette Reilhan ignorando le due fanciulle. La Paramal si ripeté quella
proposta più volte nella mente. L’idea di annullare la presa sulle ragazze avrebbe
comportato dei cambiamenti nei suoi piani, tuttavia il saggio le incuteva
timore e così fu costretta ad accettare la proposta del Novizio. <<Siamo d’accordo quindi>> disse e
prendendo le due bambole tra le mani, bisbigliò una formula mentre con le
affilate unghie dei pollici, recise i sottili capelli che adornavano il loro collo.
Sia Elesya sia Xera per un momento si sentirono sollevate sapendo che la magia
era stata finalmente cancellata, ma quella sensazione non durò a lungo perché
in pensiero per le sorti del curatore.
venerdì 10 ottobre 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 101)
Il volto di una donna apparve prepotentemente in tutte
le sue visioni. Sebbene non fosse in grado di metterla a fuoco, riuscì a
farsene un'idea sempre più definita man mano che quelle immagini si susseguirono.
Sofferenza, dolore e paura inondarono il suo cuore, sentimenti che però non
le appartenevano ma che fu costretta a provare suo malgrado. Una fitta pungente
alla base del collo svegliò il suo corpo dal torpore nel quale era restato per
ben tre giorni, benché la sua mente fosse ancora prigioniera di quelle visioni.
Qualcosa di caldo e umido scivolò sulle spalle e quell'odore acre e ferroso che
le inondò le narici, confermò le sue supposizioni: sangue. Istintivamente
iniziò a cercare la ferita ma presto si rese conto che i suoi movimenti erano
lenti e contrastati da una forza che inibiva le sue reazioni. Fu per lei come
essere sott'acqua, pur tuttavia preservando la capacità di respirare. Quando Xera alzò lo sguardo per scrutare la situazione, vide una scena che la fece
trasalire. Il corpo decapitato di una giovane donna giaceva ai suoi piedi,
macchiandole i calzari con il suo stesso sangue. E non era tutto.
La testa, non
molto distante dal corpo, aveva qualcosa di diverso e terribilmente familiare. I
sinuosi capelli corvini incollati al volto smarrito, gli occhi sbarrati dalla
paura e le labbra contratte in una smorfia di dolore, appartenevano alla sua
migliore amica. Elesya, la ragazza con cui aveva trascorso lunghi mesi sull'isola di Horsia, era riversa al suolo priva di vita. Quella visione fu per Xera
insopportabile e mentre le lacrime incominciarono a bagnarle il viso, si ritrovò in
ginocchio con la testa tra le mani implorando di svegliarsi.
<<Ben
fatto!>> le disse una voce che la scosse <<Adesso portami la sua testa>> ordinò con tono freddo e
distaccato. Xera girò il collo a destra e a sinistra ma non vide nessuno.
<<Chi sei e che cosa hai fatto alla
mia amica!>> urlò a squarciagola. Una risata agghiacciante fece
vibrare ogni parte del suo corpo <<Che
cosa ho fatto “io”? Il merito è tutto tuo, proprio quello che mi aspettavo da
un mio subordinato>>. Xera, impietrita dal terrore, negò con forza le
insinuazioni che quella voce continuò a ripeterle <<Non sono un’assassina>> riuscì
soltanto a rispondere, fino a quando ogni suono si placò e le tenebre
iniziarono ad avanzare inghiottendo ogni cosa.
martedì 7 ottobre 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 100)
Il camino emanava un
flebile calore, segnale che il fuoco era sul punto di estinguersi. I ciocchi di
legno erano diventati carbone che a malapena baluginava, perché ricoperti da un
ricco strato di cenere bianca. Per due giorni quel focolare era stato
alimentato senza sosta e all’alba del terzo, restava ormai ben poco da ardere
nella cesta accanto al camino. Il calderone, adagiato alla solida struttura di
ferro battuto, era diventato freddo da diverse ore e il suo costante ribollire
aveva ceduto il posto a un forzato silenzio. Solo il profondo respiro della
donna appoggiata al bancone, interrompeva la quiete in una singolare
alternanza. Sul divano invece, la fanciulla dai capelli scarlatti era ancora
immersa in un sonno senza fine, respirando a malapena. Soltanto il lento
movimento delle costole, tradiva il triste aspetto che aveva assunto in così
poco tempo.
I raggi del primo
sole varcarono con forza le spesse assi di legno che serravano le finestre e
lentamente l’angusta stanza cominciò a cambiare colore. L’oscurità divenne
ombra che a sua volta si fece subito chiarore. La Paramal si svegliò di
soprassalto, forse vittima di uno di quegli incubi che da sempre perseguitavano
i suoi sogni. Erano iniziati quando era solo una bambina: un flusso di voci
e volti in costante ricerca d’aiuto e per i quali nessuno avrebbe potuto fare
più nulla. Nonostante l’avanzata età, l’angoscia arrecata da quelle visioni non
l’aveva mai abbandonata, tuttavia sapeva bene che le sarebbero bastati un sorso
del suo intruglio preferito e una buona boccata alla lunga pipa per tornare
alla normalità.
In pochi minuti la
dimora si riempì di quel tanfo che per certi versi ricordava l’incenso, se non
fosse stato per il nauseante profumo della donna che si era mescolato con il
fumo della pipa. La boccetta d’argento con il marchio della sua famiglia (un
volto caprino con tre occhi, circondato da delle fiamme che lo incorniciavano) era
adagiata sul bancone con il tappo ricurvo; un unico sorso non le era bastato. Il
forte aroma di alcol, mescolato alla soluzione grigia contenuta della boccetta,
aveva invaso la sua gola fino ad arrivare alle narici e subito la calma s’impadronì
di lei. Madame Taròt si sollevò a fatica dalla sedia di legno che per due
giorni era stata il suo unico giaciglio e la vecchia schiena presto le ricordò quanto
in la fosse con gli anni. Superato il divano di velluto accanto al camino, si
accertò che la sua ospite fosse ancora viva, sebbene il suo aspetto dicesse il
contrario. La donna afferrò il fantoccio deposto ai piedi di Xera e voltandolo constatò
che tutto fosse apposto, ma mancava poco ormai e dei due ragazzi
non vi era nessuna traccia. Attraverso le carte aveva provato a seguire
i loro movimenti, ma con scarsi risultati. <<Che siano morti?>> pensò scrutando da una feritoia sulla
porta che le permetteva di osservare la strada. Tornata infine accanto alla fanciulla, le depose delicatamente una mano sulla fronte per poi ritrarla in fretta. <<Mi dispiace bambina>> disse con rammarico. La pelle pallida della fanciulla era diventata anche molto fredda e se il rimedio non fosse giunto in tempo, niente e nessuno l’avrebbe più salvata.
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Racconto
sabato 4 ottobre 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 99)
Elesya depose l’artefatto sul tavolo, affinché tutti
potessero osservarlo con attenzione. <<Non sarà semplice ma se ci volete provare, sono disposta ad aiutarvi>>
affermò la donna sfregandosi le mani. <<Iniziamo subito allora!>> asserì il Novizio. << Non così in fretta,
datemi prima i frammenti>> la Paramal tese la mano ma nessuno dei
ragazzi sembrò intenzionato a muoversi. Sapevano, infatti, che nel momento in cui
avrebbero ceduto i preziosi frammenti, Madame Taròt li avrebbe abbandonati
senza neanche pensarci. <<Non hai
rispettato la seconda condizione del patto, devi prima dare un’occhiata anche
al sigillo di Xera>> disse Reilhan ostentando sicurezza, benché le sue
mani tremassero. <<Sono stanca
delle vostre sciocche condizioni>> obiettò pur tuttavia assecondando
le giovani leve. Ancora una volta abbandonò la sua postazione per giungere alle
spalle della guerriera. <<Diamo
dunque "un’occhiata">> mormorò per poi chiedere alla ragazza di
abbassare la camicetta. Madame Taròt osservò in silenzio il sigillo senza
lasciar trasparire la minima emozione ed evitando accuratamente di sfiorarle la
spalla, quasi avesse la sensazione che non le fosse gradito.
<<Questo sigillo è stato manipolato!>>
sentenziò tornando a sedere. <<Che
cosa facciamo?>> domandò il Novizio sperando che la donna avesse
tutte le risposte, ma la Paramal era stanca per cui preferì riposare alcuni
minuti.
<<Rei,
dobbiamo mantenere la parola data, non vorrei tirare troppo la corda>>
bisbigliò Xera per non disturbare il sonnellino della donna. La guerriera stava
cominciando a sudare, seppur quell’ambiente fosse particolarmente freddo.
<<Ti senti bene?>> le
domandò il Novizio vedendola asciugarsi la fronte. <<Sì, non ti preoccupare. In questa casa fa molto caldo>>
spiegò lasciando Reilhan titubante <<Ti
sbagli non è la cas… >> ma non ebbe il tempo di finire la frase
poiché la ragazza perse i sensi scivolando tra le sue braccia. Reilhan la
adagiò sul divano e toccandole la fronte, constatò che la sua temperatura era
aumentata. <<Come sta?>>
chiese preoccupata la giovane maga, stringendo con la forza la mano dell’amica;
Reilhan però non seppe rispondere e con lo sguardo cercò la vecchia Madame
Taròt. La donna esaminò la ragazza per alcuni minuti e riconfermò la sua teoria
secondo cui il sigillo era stato manipolato.
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Racconto
venerdì 3 ottobre 2014
Benvenuta nuova rubrica!
Mie care Giovani Leve, finalmente ci siamo. Vi ho tenuto con
il fiato sospeso e mi scuso, tuttavia il progetto che ho ideato mesi fa
richiedeva un certo lavoro alle spalle e oggi posso finalmente presentarlo.
Partiamo dal principio ossia il nome della rubrica: Il Cassetto delle Recensioni.
Non è difficile capire cosa mi abbia portato a scegliere
questo nome, soprattutto se considerate che Lo Scrittoio altri non è che la mia
scrivania. Mi è bastato appunto osservarlo un po’ per comprendere che tutte le
rubriche del blog sono tanti piccoli scomparti della scrivania
stessa. Perciò ho deciso di dedicare questo particolare cassetto alle
recensioni dei libri letti o che mi proporrete in futuro. Vorrei specificare
però che se anche il mio blog è prevalentemente fantasy, i libri che vi
presenterò apparterranno a generi diversi per soddisfare un po’ i gusti di
tutti voi.
Ora mi direte: ma Valeria, ce ne sono così tante di
recensioni in giro, cos'ha la tua rubrica di diverso?
È presto detto! Ogni recensione comprenderà più elementi che
a volte ritroverete insieme e altre (dipende dagli impegni vari) separate,
tuttavia sapranno rendere questa rubrica unica e originale. Tutto questo sarà
possibile grazie alla collaborazione dello Scrittoio con due persone che si son
meritate a pieno titolo la carica di Novizi. Sto parlando di Monica Alias Morry
e la sua Bottega e di Sandro, meglio conosciuto con il nome di
Marionetta Matta.
La rubrica quindi si compone di più step:
- Recensione scritta di cui mi occuperò personalmente e nella quale vi sarà presentato il libro scelto, che infine valuterò secondo un personale sistema di rating (Tenete gli occhi aperti, presto apparirà sul blog).
- Disegno (o a scelta Speed draw) realizzato da Marionetta Matta e che potrete visionare direttamente sul suo canale youtube.
- Gadget e molto altro confezionati dalla magica Morry che avrete la possibilità di acquistare nella sua Bottega.
Come potrete immagine non sarà la tipica rubrica e poiché
coordinarsi diverrà complesso, tengo a precisare che Il Cassetto delle Recensioni inizialmente non avrà una scadenza
fissa. Inoltre essendo noi, tre persone attive sul web, non sempre riusciremo a
far coincidere i vari step. Posso promettervi tuttavia che non saranno mai meno
di due.
Vorrei parlarvi a questo punto dei miei due compagni di
ventura. Per quanto riguarda Marionetta Matta, ho avuto modo di conoscerlo
attraverso appunto youtube. Il suo canale è dedicato al disegno digitale ma non
solo. Vi potrete trovare anche degli utilissimi tutorial e lavori vari in cui
da sfogo alla sua fantasia. Per presentarvelo, mi servirò proprio di uno dei
suoi video, essendo uno youtuber non c’era modo migliore.
La cara Morry invece l’ho conosciuta esplorando una terra sconosciuta. Scherzo, anche se non è del tutto falso. Ci siamo conosciute anni
fa in uno di quei giochi free to play di cui vi ho parlato in un precedente
post di Note al margine e da allora non ci siamo più separate. Sebbene
sia una capace scrittrice, ha deciso di anteporre momentaneamente questa
passione per dedicarsi alle creazioni handmade. Eccovi di seguito una breve
presentazione scritta di suo pugno (vai con le citazioni dotte :D )
“Salve a tutti. Mi
chiamo Monica, piacere di conoscervi.
Amo i lavori manuali, mi rilassano e per un po’ non mi fanno pensare ai
problemi. Così da qualche anno ho cominciato a creare, partendo da tecniche
semplici e man mano imparandone di nuove. Poco più di un anno fa ho creato la
pagina FB “La piccola bottega di Morry”: è il mio piccolo “negozio”, dove vendo
gadget e bijoux, soprattutto creati da me, puntando per lo più ai generi anime
e manga, cartoon, videogames, fantasy e libri …(ps = adoro i mini libri *_*)”
Che altro dire; a fine post inserirò tutti i link attraverso cui
sarà per voi possibile seguire i nostri Novizi ed essendo questo un progetto
che dovrebbe servire a farci crescere, vi pregherei di lasciare un bel “Mi
Piace” sulle nostre pagine Facebook o un Follow su Twitter, se siete fan del passero
azzurro. Infine potrete trovarci anche su Google Plus e se vi fa piacere,
aggiungeteci alle vostre cerchie. Sarà proprio tramite questi social che
saprete quando pubblicheremo la prossima recensione, oltre a tutti i nostri
lavori futuri.
Spero apprezzerete il nostro impegno e non dimenticate di
commentare, poiché sarete proprio voi (se vorrete) a scegliere i libri (o
racconti) che man mano recensiremo. Per ora vi auguro come sempre una buona
lettura e vi do appuntamento a domani, con la nuova pagina di Xera, la ragazza
con la spada.
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(I miei link sociali li trovate proprio sotto il mio bel faccione, le palline marroni non sono solo decorative ;) )
Morry:
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Sandro:
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