giovedì 13 novembre 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag. 108)

Reazioni: 
<< Uno! … Due! … Tre!>> Alonya aveva iniziato a contare servendosi delle piccole dita ancora macchiate di sangue, ma sia Xera sia Reilhan non mossero un passo. <<Andatevi a nascondere; Quattro!>> li incalzò pur non ottenendo la reazione desiderata. Xera avvertì le gambe pesanti al pari di macigni e sebbene il suo istinto le dicesse di correre via, l’idea di abbandonare Elesya la tormentava. <<Rei che cosa facciamo?>> domandò non sapendo come agire, ma il curatore combatteva la stessa lotta interiore, <<Cinque!>>. <<Reilhan!>> ripeté tentando di spronarlo e ci riuscì. <<D’accordo, uccidici pure!>> disse il ragazzo lasciando Xera senza parole, <<Sei forse impazzito?>> lo ammonì ma il curatore le fece cenno di aspettare. <<Peccato però che una volta morti, resteresti sola e nessuno ti poterebbe più da tua nonna>> aggiunse. La bambina smise di contare, le parole del Novizio avevano colto nel segno. Con piccoli passi camminò a destra e a sinistra riflettendo sul da farsi, mentre la giovane maga era ancora immobilizzata a pochi metri da loro. <<Uccido lei e poi tu mi conduci dalla nonna>> rispose indicando la guerriera, <<Se uccidi le mie amiche, io non ti porterò proprio da nessuna parte!>>, Reilhan la fissò a lungo e la bambina iniziò a battere i piedi con forza sul terreno. <<Allora ucciderò te e lei mi porterà dalla nonna!>> replicò colma di rabbia. 

<<Alonya, non ti accompagneremo da nessuna parte se ci farai del male>> asserì Xera sperando che la bambina non cogliesse il suo timore. <<Mi avete stancata, ho tanta fame e se non potrò vedere la nonna, vorrà dire che mangerò Lorrhena seconda>>. Non appena terminato il suo discorso, la bambina si avvicinò al corpo della giovane maga e afferrandole la testa per i capelli, la costrinse a girare il capo. <<Aspetta!>> urlò il Novizio disperato ma Alonya non gli prestò alcuna attenzione e così Xera decise di ignorare il suo istinto e di fiondarsi contro l’affamata bambina. Non sguainò Rhinvel perché pensò che la sola forza fisica fosse sufficiente ma non riuscì neanche ad avvicinarla, poiché una barriera la ricacciò indietro. Il corpo della guerriera ricadde a terra pesantemente, facendole perdere i sensi per qualche istante. Reilhan brandì il Maglio e ancora una volta lo infuse del suo potere. Nel momento in cui le fiamme bianche arsero il consunto metallo, il Novizio le usò per contrastare il potere dello scudo, mandandolo in frantumi. Alonya tuttavia non se ne preoccupò. <<Aspettami Lorrhena, torno subito!>> mormorò prima di separarsi dalla ragazza. <<Se mi regali la tua torcia luminosa, ti permetterò di scappare>> affermò giocherellando con i merletti del suo abito, <<Torna da dove sei venuta e non costringermi a usare il mio potere contro una bambina>>. Reilhan restò in attesa qualche minuto ma Alonya non cambiò idea, perciò anteponendo i suoi principi, si scaglio contro la fanciulla. 

Aiutato da una breve rincorsa, il Novizio roteò il busto per imprimere più forza al suo colpo, infine con entrambe le mani spinse il Maglio proprio in direzione di Alonya. La possente arma tuttavia non riuscì neanche a sfiorarla, poiché proprio nel momento in cui fu a pochi passi da lei, la magia del curatore svanì rendendo il Maglio privo di vigore. Reilhan perse l’equilibrio e si ritrovò così in ginocchio alla mercé della fanciulla, anch'esso privo di forze. <<Come sei saporito!>> gli confessò sussurrando nel suo orecchio. Il curatore abbandonò la presa del Maglio, per lui era diventato un peso insostenibile e colto di sorpresa, prese a fissare le sue stesse mani cercando di capire cosa gli fosse accaduto. Fu allora che avvertì un gelo innaturale conquistare ogni centimetro del suo corpo e dal quale non vi era via di fuga. Gli arti divennero rigidi e pallidi, fino a che non riuscì più a tenerli sollevati, perché troppo pesanti. Il curatore fu sul punto di accasciarsi al suolo ma la bambina glielo impedì afferrandolo per i capelli. <<Ho deciso: vi mangerò tutti e tre e poi cercherò la mia cara nonnina>> disse tracciandogli una runa sulla fronte con il sangue rimastole. Reilhan cercò invano di tenere gli occhi aperti ma l’oscurità prese il sopravvento e lo condusse alla resa.

Una lingua di fuoco però lo ridestò dal torpore. Non riusciva ancora a muoversi tuttavia fu almeno in grado di riaprire gli occhi. Il calore di quelle fiamme gli scaldò la fronte ma non vi era stato in contatto per tanto tempo. Nel momento in cui la vista si abituò alla luce intensa, poté finalmente scorgere la situazione. Da prima notò due calzari poco distanti dal suo naso, in seguito un paio di gambe sinuose, che danzavano avvolte da fiamme confortanti. L’immagine non era del tutto chiara e, infatti, per il ragazzo non fu semplice distinguere la dove terminava il fuoco e iniziava la lunga chioma scarlatta che volteggiava nell'aria. <<Xera>> mormorò con un filo di voce. <<Rei stai bene?>> domandò sferzando l’aria con Rhinvel. La bambina indietreggiò intimorita dalle fiamme prodotte dalla lama, ma non si dimostrarono abbastanza convincenti da spingerla alla resa. <<Non m’interessi: tu non sei buona da mangiare>> confessò Alonya cercando di allontanarsi, <<Dovrebbe forse dispiacermi?>> la incalzò muovendo piccoli passi verso di lei, <<Hai un brutto sapore, sei cattiva>> ripeté mostrando il suo disprezzo con colpi di tosse e fingendosi nauseata. <<Buon per me allora: essere divorata da un mostro non mi piacerebbe>> asserì scuotendo la lama a destra e a sinistra. Alonya fu presto con le spalle al muro e non potendo più indietreggiare, si ritrovò la lama della guerriera vicina al suo collo. 

<<BRUCIA!>> urlò terrorizzata e Xera non osò muovere più un passo. <<Sei cattiva, ti odio!>> urlò Alonya con le lacrime agli occhi, <<Osi ferire una bambina, che guerriera sei>> aggiunse fino a che la giovane leva non abbassò la sua spada. <<Non farei mai del male a un innocente>> si giustificò ma la bambina continuò a piangere disperata e proprio nel momento in cui Xera si ritrovò scoperta, Alonya afferrò la lama con le piccole mani e la spinse con forza nella direzione opposta. L’elsa di Rhinvel la colpì dritta allo stomaco, costringendola a piegarsi su stessa a causa del dolore lancinante. I lividi dei colpi subiti in precedenza amplificarono il dolore e per Xera fu inevitabile cadere in ginocchio. <<Come puoi mostrare compassione per chi vuole ucciderti? Sei una ragazzina sciocca e per colpa tua i tuoi amici perderanno la vita>> le bisbigliò afferrandole i capelli. <<In te c’è qualcosa di strano, lo sento>> spiegò annusandola, <<Tuttavia ne hai timore a tal punto da averlo rinnegato, per questo non avrai un futuro>> aggiunse strattonandole il capo. Xera avvertì un freddo pungente bloccarle le braccia e le gambe, e lentamente risalire dagli arti fino ai polmoni. Respirare divenne presto difficile ma nulla in confronto alle fitte taglienti delle ferite che stranamente ardevano. Il freddo avanzò fino alla base del collo e in pochi secondi avrebbe raggiunto anche il capo. 

Alonya le disegnò una runa sulla fronte ma prima di concludere il rituale, la sua attenzione ricadde sul fiocco rosso che cingeva i capelli della guerriera. Era stato ricucito diverse volte e sebbene fosse da buttare, la bambina ne fu comunque attratta. <<Penso che me lo terrò>> disse afferrando la coda della ragazza. Xera sentì la bambina armeggiare con i suoi capelli, ma la testa era diventata troppo pesante per lei. Più Alonya la scuoteva e maggiore era il dolore che provava. Era come se il suo corpo volesse sprofondare, ma i capelli glielo impedissero. Alonya non riuscì a privare la ragazza del suo fiocco, così spinta dalla frustrazione, prese a tirare la chioma con tutta la forza che aveva. Piccole fitte simili alla puntura di spilli si diffusero su tutta la testa, al punto da costringere la guerriera a ridestarsi dal torpore che la teneva prigioniera. Xera iniziò ad avvertire uno strano formicolio alle dita della mano destra e di nuovo poté muoverle, subito dopo toccò alla mano e infine poté persino roteare il polso. Senza che Alonya se ne accorgesse, Xera infilò la mano tra le gambe e quando avvertì la tiepida elsa di metallo con la punta dei polpastrelli, fu in grado di cingerla ed estrarla dal fodero di pelle legato alla coscia. Aspettò il momento giusto, infine un colpo nettò la liberò dalla presa della sua aguzzina. 

Xera rotolò lontana dalla bambina che ancora incredula, continuò a stringere ciò che restava della chioma. Sottili fili scarlatti ricaddero leggeri ai piedi della fanciulla, illuminati dalle fiamme di Rhinvel che la colpirono senza esitazione. Alonya incominciò a correre abbandonando il fiocco che cingeva la coda recisa e come ultimo gesto disperato, innalzò una barriera che si frappose tra lei e la guerriera. Quando però si voltò, pensando di essere al sicuro, si ritrovò dinanzi il muso ossuto della bestia con le mascelle serrate. <<Sei stata una bambina cattiva>> le disse Elesya scura in volto, <<Meriti proprio una bella punizione>> aggiunse Reilhan che intanto aveva subito preso possesso del Maglio. <<Voi dovevate dormire! Chi vi ha svegliato!>> riuscì solo a dire la bambina, visibilmente sconvolta. <<Xera non ha soltanto la testa calda, per fortuna>> spiegò il Novizio infiammando il Maglio. La bestia non morta iniziò a ringhiare e Alonya si preparò al suo attacco, proteggendosi il viso con le piccole mani.
<<Basta così! Sei stata brava piccolina, adesso riposati!>> una voce maschile si propagò nell'aria. <<Sì Padroncino>> asserì accovacciandosi a terra come se volesse dormire. Dopo qualche secondo delle radici circondarono il suo corpo, trascinandola infine nelle profondità della terra. 

Xera si guardò intorno e sebbene esigui focolai illuminassero la strada, non riuscì a vedere nessuno. <<Dove ti nascondi?>> domandò il Novizio pensando di scorgere la losca figura tramite il suono della sua voce. <<Sono ovunque e da nessuna parte!>> gli rispose schernendolo, tuttavia il suono era stato distorto dall'eco e per Reilhan fu impossibile scoprire da dove provenisse. <<Questa volta avete vinto voi, ma le basi sono state già poste e presto o tardi i miei piani si realizzeranno!>> proferì prima di sparire nel nulla. <<Aspetta, dicci chi sei!>> urlò Xera ma invano, perché l’uomo era già andato via. Piccole ciocche rosse di diverse misure si mossero seguendo il ritmo del vento che pian piano si fece sempre più insistente. Elesya richiamò la sua evocazione, essendo ancora troppo debole per mantenerla attiva. Reilhan invece ritrasse il Maglio. A pochi passi da Xera giaceva una lunga coda scarlatta, cinta da un fiocco vermiglio. Elesya la sollevò con un velo di tristezza che le incupì il volto. <<I tuoi bei capelli>> mormorò cercando di non piangere e con movimenti esperti separò il nastro per poi riconsegnarlo a Xera. 

<<Sciocchezze>> rispose la guerriera, <<Sono solo dei capelli, ricresceranno>> aggiunse benché il tono della sua voce non sembrasse convinto del tutto. <<Preferisco di sicuro essere in vita>> proferì scoppiando a ridere. Reilhan raggiunse le compagne e finalmente riuscì a guarire le loro ferite. <<Sei sempre una splendida fanciulla anche con i capelli più corti>> cercò di rincuorarla e Xera arrossì. <<Adesso però dovremmo incontrare il Concilio per riferire tutto quello che è accaduto questa notte>> propose il ragazzo, <<Satyr e Leha … >> Xera non riuscì a concludere la frase. <<Volevano abbandonare l’isola, invece per colpa nostra adesso sono morti>> aggiunse con le lacrime agli occhi. <<Io dico che questa è una confessione!>> la voce di una donna anziana fece trasalire i tre ragazzi. <<Io sono d’accordo, chi vota a favore>> una serie di mani si sollevò in aria, mentre un flusso di tuniche azzurre li circondò <<In nome del Concilio, vi dichiaro in arresto!>>.

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