venerdì 13 febbraio 2015

Xera, la ragazza con la spada (pag. 129)

Reazioni: 
Mentre Reilhan si occupò di medicare le ferite, Xera spense le fiamme che Rhinvel aveva appiccato. Trascorse circa un’ora e alla fine dell’operazione la guerriera si ritrovò con gli abiti nero pece. Dereth si accostò a lei osservandola attentamente <<Cosa c’è?>> lamentò la guerriera, <<Niente in particolare, ripensavo a quanto ho assistito poco fa>>. Lo spadaccino incrociò le braccia e aggrottò le sopracciglia, <<Non dovresti usare quella spada se non riesci a controllarla a dovere>>. Xera ne fu sorpresa <<Non capisco di …>> ma Dereth la interruppe << È stato un colpo di fortuna non è vero? Non sapevi quale sarebbe stata l’entità dell’attacco prima di utilizzare la lama>> lo spadaccino insistette lanciandole sguardi accusatori ma Xera negò decisa. <<Se mi stai accusando di qualcosa, sii più chiaro. Bada bene però, a non confondere il sospetto con l’invidia>> lo provocò, fu allora che intervenne il Novizio. <<Restiamo calmi, l’attacco ci ha reso nervosi, tuttavia la nostra priorità in questo momento è quella di ritrovare la strada, se non ve ne foste accorti … ci siamo persi>>. Dereth si allontanò dalla guerriera senza rivolgerle la parola e Xera fu ben lieta di condividere il medesimo sentimento. <<Quello stupido … come osa. Non metterei mai in pericolo i miei amici>> borbottò furente, <<Non ti conosce, tutto qua …>> Reilhan sembrava pensieroso e la guerriera se ne accorse. <<Che hai? Non è da te lasciare un discorso in sospeso>> obiettò la ragazza e Reilhan si lasciò sfuggire un sospiro. 

<<Constatavo che a volte sei stata avventata … la tua indole, in alcune occasioni, prende il sopravvento Testa Calda>> spiegò tentando di rendere l’atmosfera meno pesante, ma Xera non fu dello stesso avviso. <<Non crederai a quello che ha detto. Come puoi pensare …>> la guerriera s’interruppe e Reilhan le sfiorò la spalla per tranquillizzarla. <<Non ci provare!>> lo ammonì visibilmente scossa, inducendo il Novizio a desistere. <<Non volevo accusarti, dico solo che in passato sei stata avventata, è forse una menzogna?>> la rimbrottò <<Ti siamo grati per averci difeso; se non fosse stato per te, con ogni probabilità ora saremmo cibo per Maki>> la ringraziò ma invano. Xera si girò su stessa, ignorando sia il curatore sia lo spadaccino. Soltanto Elesya riuscì davvero a consolarla. <<Grazie amica mia>> le sussurrò stringendo il suo braccio e strappandole un sorriso. Fu allora che una leggera fitta le attraversò la spalla, proprio nel punto in cui era stata ferita dalla spina di Landak. <<Tutto bene?>> domandò la giovane maga scorgendo una smorfia di dolore sul volto di Xera, <<Sì, non ti preoccupare>> preferì mentire, poiché la sola idea di dover chiedere consiglio al curatore la irritava. Il gruppo finalmente riprese la marcia, ma occorse loro circa mezza giornata per orientarsi nei boschi. <<Dobbiamo procedere sempre dritto verso Nord-Ovest e dalla posizione dei due soli sono sicuro che la strada sia quella lì>> affermò Dereth indicando un punto indefinito tra gli alberi. 

Nessuno dissentì, ma Elesya tenne a precisare che dal suo punto di vista ogni direzione le sembrava identica <<Cosa ti fa essere tanto sicuro?>> domandò incuriosita <<Ci sono già stato, ricordi?>> rispose vago <<Perché allora non usiamo la tua mappa, se ci sei già stato la strada dovrebbe essere apparsa sulle pagine della tua pergamena>> ma Dereth scosse il capo. <<La mappa è in mano al mio Novizio, alle giovani leve non è concessa>> asserì lasciando Elesya senza parole. <<Vuoi forse dirmi che sei una giovane leva? Ho sempre creduto che fossi tu il capo gruppo>> e lo spadaccino sorrise divertito <<Lo sono, ma il nostro Novizio è Samasya>> la giovane maga era sempre più confusa <<Pensavo che solo i Novizi dovessero ricoprire quel ruolo, ciò che mi stai dicendo non ha senso>> obiettò attirando l’attenzione di Reilhan. <<Non è del tutto vero. Soltanto il più forte dovrebbe diventare il capo gruppo, una volta comprovato il livello di superiorità, la decisione è presa>> rispose. Reilhan alzò gli occhi al cielo <<Stai dicendo un mare di sciocchezze>> lamentò <<Essere a capo di un gruppo non vuol dire necessariamente esserne il più forte. Un Novizio deve saper guidare le giovani leve durante tutto l’arco della competizione, agendo con saggezza e per il bene comune. Se anche si dimostrasse che la giovane leva ha una forza superiore, senza una guida esperta sarebbe solo destinato a perdersi>>. 

Dereth lo guardò torvo <<Stai insinuando che quanto è accaduto al mio gruppo è stata colpa mia?>>. Reilhan annuì <<Se ti fossi curato di dar ascolto al tuo Novizio, adesso sareste insieme>> insistette. Dereth trasudava rabbia da tutti i pori, era la prima volta che mostrava i suoi veri sentimenti così apertamente. <<Nessuno può darmi ordini, tanto meno una debole ragazzina. La figura del Novizio è un contentino che quel vecchio ha imposto per convincere dei poveri scellerati a tornare su Horsia, benché avessero la possibilità di salpare e abbandonare questa prigione dorata>>. Lo spadaccino strinse i pugni <<”Diamo loro una posizione di comando affinché invoglino altri sciocchi a seguirli sulla misteriosa isola”. Non fate altro che facilitare il compito al vostro carnefice, ma se pensi che io ci caschi, sei solo un povero illuso. Farò tutto il possibile per raggiungere il continente, anche a costo di sacrificare qualcuno lungo il cammino>>. Reilhan non riuscì più a trattenersi e spinto dall’ira, gli assestò un violento pugno sul mento che lo fece barcollare. Dereth sorrise divertito nonostante il labbro gli pulsasse e avesse iniziato a sanguinare. Con la manica della camicia si ripulì la bocca e alzando lo sguardo investì il Novizio con tutto il suo astio. Rispose così con un altro pugno che raggiunse lo stomaco di Reilhan costringendolo a piegarsi su stesso, ma soltanto il tempo necessario per accusare il colpo e ripartire all’attacco. Approfittando della posizione supina, infatti, il curatore si scagliò di nuovo contro Dereth ma questa volta utilizzando la spalla per farlo capitolare al suolo. 

Sovrastato lo spadaccino fu semplice per Reilhan bersagliarlo di pugni che andarono tutti a segno, eccetto l’ultimo che si schiantò contro il terreno. Dereth non si arrese e nonostante Elesya li pregasse di fermarsi, i due ragazzi continuarono a lottare. Lo spadaccino riuscì a scalzare il Novizio svincolandosi dalla presa e riportando la situazione allo stato iniziale ma con ruoli invertiti, incominciò a colpire Reilhan senza pietà. I volti tumefatti non indussero i due ragazzi a desistere, così che la giovane maga fu costretta a evocare le sue preziose catene per bloccare la rissa. Non vi era stato alcun vincitore e dal loro sguardo, Elesya comprese che sciolta l’evocazione i due avrebbero ricominciato. Con gli occhi allora cercò la complicità della sua amica, ma voltando il capo rabbrividì. La guerriera, infatti, si era accasciata a ridosso di un albero reggendosi a fatica. Con la fronte imperlata di sudore e il respiro affannato, Xera sembrò sul punto di perdere i sensi, quando inaspettatamente Dereth si liberò delle catene spezzandole a mani nude. La raggiunse con due falcate e la afferrò appena in tempo impedendole di sbattere la testa sulla roccia retrostante. Non riuscì a reggerla a lungo tuttavia, poiché il dolore alla spalla e le fitte alle costole lo costrinsero a inginocchiarsi; fu Reilhan a soccorrerli una volta accorso. <<Come stai Xera?>> domandò tentando di guarirla con la sua magia, la guerriera però non lo gradì. <<Smettila di fare la testarda, non è il momento di giocare alla fanciulla imbronciata>> la redarguì ma quando riprovò a medicarla, Xera urlò dal dolore strattonandolo a diversi passi di distanza. <<Non mi toccare>> ripeté con lo sguardo perso. <<Nessuno mi deve toccare!>> insistette poco prima di svenire.

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