martedì 10 febbraio 2015

Xera, la ragazza con la spada (pag. 128)

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Il gruppo proseguì inoltrandosi sempre più nei boschi, fin quando non fu necessario l’ausilio di una torcia per illuminare il cammino. <<Le paludi non sono lontane ma questi boschi sono intricati, orientarsi è molto difficile>> mormorò Dereth sollevando il ceppo infuocato. <<Sarà meglio non separarci, soprattutto tu Xera>> la punzecchiò Reilhan meritandosi un pugno ben assestato sulla spalla. <<La prossima volta colpirò più in basso!>> lo minacciò la guerriera, <<Non vedo l’ora>> ribatté il curatore massaggiandosi tuttavia la parte lesa. Un ramo di discrete dimensioni all’improvviso si spezzò, candendo pesantemente in direzione dei due giovani. Colti alla sprovvista, Reilhan allungò il braccio tirando a sé l’amica e al contempo si protese per farle da scudo umano. Dereth però fu più veloce e sferzando l’aria con assoluta precisione, recise il ramo a metà. Nessuno fu ferito, a parte l’orgoglio del Novizio. <<Cercate di fare attenzione, questa non è una passeggiata di piacere>> li ammonì lo spadaccino rinfoderando il fioretto. <<Ti ringrazio>> asserì Xera distaccandosi dal curatore che per tutta risposta strinse la presa ancora di più. <<Che ti prende Rei?>> domandò la guerriera perplessa, ma presto si rese conto che gli occhi del Novizio erano rivolti altrove. Stava scrutando, infatti, un punto indefinito tra le fronde, quando il suo viso si rabbuiò. <<C’è qualcuno su quell'albero!>> esclamò sfoderando il Maglio. 

Tutti presero possesso delle loro armi, scandagliando la fitta boscaglia alla ricerca dell’aggressore. Non poterono proseguire a lungo tuttavia, perché una pioggia di rami spezzati incominciò a cadergli addosso. Elesya sollevò Vheles e pronunciata la formula in lingua antica, evocò una gabbia di lame affilate che ne sminuzzò una parte. Dereth ne fu sorpreso <<Ti avevo sottovalutato Maga>> le disse spalleggiandola. Con rapidi movimenti distrusse quel che restava delle fronde cadute, scongiurando infine il pericolo. Reilhan e Xera non smisero di fissare il cielo e la prima a parlare fu proprio la guerriera. <<Guardate! È un branco di Maki, dobbiamo muoverci in fretta!>> urlò. Il gruppo iniziò a correre senza curarsi della strada, avendo come unico interesse quello di seminare il branco. Dopo diversi minuti però la situazione non era cambiata, poiché le bestie sfruttando la loro agilità nello spostarsi tra gli alberi, li raggiunsero facilmente. <<Che cosa facciamo?>> domandò Elesya respirando a fatica, <<Cerchiamo un riparo!>> suggerì Dereth mentre osservava l’ambiente circostante. Un altro attacco dall’alto sopraggiunse repentino e costrinse i quattro ragazzi a spostarsi ancora una volta ma Elesya era stanca e così complice una radice sopraelevata, inciampò cadendo sulle ginocchia. La distrazione della giovane maga rallentò la fuga del gruppo che, per soccorrerla, si trovò proprio sotto l’ennesima pioggia di rami. 

Dereth fu colpito alla spalla e Reilhan alla schiena. Xera ed Elesya invece erano riuscite a evitare l’attacco grazie all'intervento di Divaahr, ma presto la guerriera si rese conto che le ferite dei suoi compagni avrebbero impedito loro di riprendere la corsa. Stanca della situazione si separò dallo scudo che consegnò al curatore <<Tienilo alto, tra poco qui farà molto caldo>> lo avvisò. <<Stai indietro ci penso io>> disse Dereth sfiorando l’elsa del fioretto, ma il dolore alla spalla gli impedì di eseguire il movimento. <<Sei tu a dover restare indietro questa volta; ti consiglio di ripararti dietro il mio scudo se non vuoi essere arrostito>> borbottò Xera allontanandosi dal gruppo. Dereth provò a obiettare ma Reilhan lo tirò a sé invitandolo a desistere. <<Imparerai anche tu che quando Testa Calda si mette qualcosa in testa, nessuno è in grado di farle cambiare idea … piuttosto potrebbe darti il colpo di grazia>> spiegò senza toglierle gli occhi di dosso. <<Siete forse impazziti? È un intero branco, nessuno potrebbe farcela da solo. I Maki inoltre sono molto forti e se dovessero scendere dagli alberi …>> Reilhan lo interruppe <<Sarebbe tanto peggio per loro, non vorrei davvero essere uno di quei Maki in questo momento>> aggiunse rabbrividendo. Dereth fissò la guerriera ma non comprese perché le due leve avessero così tanta fiducia nella ragazza e di nuovo si domandò se fosse giusto affidarsi a lei. Decise tuttavia di attendere e qualora avesse fallito, sarebbe stato pronto a intervenire. 

Xera posò la piccola mano sull'impugnatura di Rhinvel, la sentiva vibrare sotto la pelle e capì che persino la sua spada non vedeva l’ora di dare una lezione a quelle bestie. Volle estrarla ma Rhinvel si oppose, pungendola con una spina ma senza ferirla <<Va bene, aspetto ancora un po’>> bisbigliò accarezzando l’elsa. Un gruppo di cinque Maki iniziò a scendere dai tronchi, poiché l’immobilità dei propri avversarsi diede loro coraggio. Ad aprire la spedizione ve ne era uno molto possente, che si spostava con inaspettata agilità sfruttando le zampe anteriori e posteriori come fossero braccia. Prima di toccare il suolo però, si dondolò per alcuni minuti su di un ramo più basso grazie alla lunga e sinuosa coda, annusando l’aria ripetutamente. Nessuno mosse un passo né osò fiatare. Convinto allora di aver vinto la battaglia, il grosso Maki emise un suono gutturale e profondo, il segnale che spinse i suoi simili a scendere dai rami senza timore. In men che non si dica Xera vide arrivarsi in contro l’intero branco più agguerrito di prima con le fauci spalancate e i denti a sciabola in bella mostra. La scena si rivelò terrificante tuttavia il calore che emanava Rhinvel fu in grado di rassicurarla. Li separavano pochi metri ormai e la continua immobilità della guerriera convinse Dereth a sfoderare il fioretto, sebbene la spalla ancora gli dolesse, muovendosi in direzione della ragazza. Una luce accecante e un calore insopportabile però lo costrinsero a indietreggiare. Lingue di fuoco scarlatto circondarono Xera, creando una sorta di barriera di fuoco che la difese. Aveva finalmente sfoderato Rhinvel e incenerito tutto ciò che si era frapposto tra lei e i suoi avversari. Il capo Maki urlo dal terrore quando le fiamme avvolsero la sua zampa, mettendolo così in fuga insieme al resto del suo branco. <<Che scocciatura>> mormorò Xera rinfoderando la lama, le fiamme avevano iniziato a bruciare gli alberi circostanti <<Adesso chi lo sente Reilhan!>>

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