venerdì 7 febbraio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag.41)

Reazioni: 
<<Quando sbarcammo su Horsia, io e Reilhan eravamo nello stesso gruppo; due giovani sprovvedute leve, ignare di quanto potesse essere dura l’impresa che avevano scelto di conseguire. Non fu semplice per noi diventare amici, perché avevamo due caratteri simili: entrambi testardi e forse anche molto sciocchi. Solo Hila, la Novizia, era in grado di domare la nostra irruenza: per noi era come una sorella maggiore e Rei in particolare, l’era molto devoto, essendo cresciuto senza né fratelli né sorelle. Ci impiegammo poche settimane per raggiungere Kodur e il Saggio Murdar ne fu talmente sorpreso, che volle farci un dono. Io ricevetti la frusta>> rivelò guardando Xera, <<dicendomi: “Non c’è niente meglio di una corda sinuosa per legare le persone a noi, purché non si spezzi”. Ancora oggi non ho compreso se all’epoca, si fosse preso gioco di me o dicesse il vero>> spiegò la ragazza perplessa. 

<<A Rei invece, donò il suo Maglio. Non l’ha mai scambiato con armi migliori, nonostante ne avesse avuto la possibilità in diverse occasioni. Ricordo ancora le parole di Murdar: “A volte anche i Curatori devono infliggere delle ferite per difendere le persone che amano e le cause che sposano”>>. Le giovani Leve ascoltarono in silenzio il racconto di Mihrrina e nessuno osò interromperla. La Novizia narrò loro le prime imprese affrontante insieme al suo vecchio gruppo e di come, con il passar del tempo, diventarono una famiglia. La loro forza cresceva di pari passo alle loro capacità individuali, soprattutto per Mihrrina, la cui agilità e velocità divennero ineguagliabili. 

Anche Reilhan era molto forte, spiegò la Novizia, ma non abbastanza da poter utilizzare la sua magia. La ragazza disse loro inoltre, quanto fosse stato difficile da accettare per il curatore, al punto tale, da convincerlo a rinunciare al suo sogno. << Credo però, che una parte di lui, non avesse ancora smesso di sperare, tuttavia, una serie di infausti eventi, lo convinse a rinunciarvi definitivamente!>> aggiunse, <<A che cosa ti riferisci?>> domando Elesya. <<Non so se è giusto raccontarlo in sua assenza, potrebbe volerlo tenere per sé. Posso dirvi però che in seguito a quella brutta vicenda, il nostro gruppo si sciolse: io divenni un’apprendista Hem mentre lui scelse di servire Murdar come Novizio>>. Xera ascoltò le parole di Mihrrina, poi ansiosa di riappacificarsi con il suo amico, decise di raggiungerlo, ignorando il suggerimento ricevuto in precedenza.



<<Quando sei tornata a Horsia?>> domandò Elesya incuriosita. <<Otto mesi fa, giorno più o giorno meno!>> rispose, poggiando i piedi sul tavolino da the dinanzi al divano. <<Capo, se ti vedesse Aldaria, si arrabbierebbe; lo sai benissimo quanto tiene alle buone maniere>>, le rimproverò Faiha, ma la Novizia preferì fare orecchie da mercante. <<Prima di procedere con l’iniziazione degli Hem, bisogna portare a termine una prova!>> spiegò la ragazza, <<Devo dimostrare ai Cinque, di saper guidare dei sottoposti, facendo di loro dei temibili combattenti>> poi Mihrrina guardò i due compagni e asserì << Il risultato conseguito è sotto gli occhi di tutti!>>, <<Perdonala>> disse Faiha, <<La modestia non è la sua qualità migliore>>, <<Puoi dirlo forte>> replicò soddisfatta la Novizia. 

<<Siete quindi sull’isola da quasi un anno, ora capisco perché la vostra forza è nettamente superiore!>> affermò Elesya entusiasta. <<Il fatto di essere qui da più tempo di voi, non vuol dire nulla!>> aggiunse Zabora, <<Se una Leva è inadeguata, potrebbe anche passarci la vita su quest’isola e comunque nulla cambierebbe>>. La giovane maga si rabbuiò, temeva di essere una di quelle Leve. <<Non è il tuo caso tuttavia!>> spiegò Faiha sorridendo, << I tuoi poteri si stanno ancora formando, questo lo avverto chiaramente>> disse accarezzando il gioiello che portava al collo. 

<<Faiha … Sei una Conue?>> le domandò, la ragazza allora sorrise <<La tua conoscenza è vasta, quasi nessuno mi chiama più così ormai!>>, << È vero quello che si dice di voi? Vi sottraggono ai vostri affetti appena nati, per sottoporvi a duri addestramenti e infine, siete persino costretti a …>> Elesya non osò continuare, <<Puoi dirlo se vuoi, vado fiera di quello che sono, anche se mi è stato imposto!>> replicò Faiha rassicurandola. <<Costringendovi a privarvi del cuore e a trasformarlo in un Cohr, ossia la pietra che porti appesa al collo>>. Per un attimo calò il silenzio, interrotto solo dai rumori provenienti dalla cucina della locanda. 

<<Sono una ragazza come tutte le altre, ho dei sentimenti e provo emozioni>> spiegò Faiha senza perdere il sorriso. <<Tutti coloro che si avvicinano alla magia, in qualche modo pagano uno scotto assai alto. Questi sacrifici tuttavia, sono un piccolo prezzo da pagare, in confronto al potere cui abbiamo accesso. Se intendi davvero diventare una Negromante, è bene che tu sia pronta a dover sacrificare qualcosa, forse anche la tua stessa vita!>>. Elesya impallidì, non era ancora pronta a pagare un così alto tributo. 

Mentre i suoi amici discorrevano, Xera perlustrò tutta la locanda in cerca di Reilhan, ma non riuscì a trovarlo. Quando fu sul punto di uscire per strada però, Aldaria, vedendola in pena, le suggerì di recarsi sulla soffitta dell’edificio, da cui si poteva avere accesso alla terrazza dove di solito la locandiera metteva il bucato ad asciugare. Senza farselo ripetere, la guerriera salì le scale velocemente e in pochi minuti, raggiunse il punto indicatole. Non appena aprì la vecchia porta di legno, fu subito abbagliata dalla luce del primo sole, che alto si stagliava nel cielo. L’aria era fresca e frizzante, inebriata dal profumo del bucato, appeso alle corde della terrazza. Essendo la locanda, uno dei due edifici più alti del villaggio, offriva una vista mozzafiato cui era impossibile non soffermarsi. 

Xera scorse in lontananza le mura di Kodur, oltrepassate qualche giorno prima, dietro le quali s’intravedevano le cime più alte del bosco adiacente. Dall’altro lato del villaggio, sulla cima di una scogliera, c’era una piccola casa, dal cui camino fuoriusciva uno strano fumo colorato.
<<Non è possibile, è blu?>> disse a voce alta per lo stupore, <<Il camino di Murdar cambia il colore delle fiamme, in base all’umore del saggio>> rispose Reilhan da dietro un grande lenzuolo bianco.

Divincolandosi così, tra tovaglie e asciugamani, Xera raggiunse il compagno, <<Ti ho cercato dappertutto!>> gli disse, ma il ragazzo non rispose. La guerriera però non aveva intenzione di arrendersi << Che bella vista! Non trovi? >>. Xera continuò a farfugliare per diversi minuti ma nulla sembrò dissuadere Reilhan. <<Oh andiamo, Rei! Non ti sembra infantile il tuo comportamento? Per quanto ancora, hai intenzione di ignorarmi?>> domandò stizzita. << È incredibile che proprio tu, ti permetta di giudicare qualcuno! Sei la persona più cocciuta che abbia mai conosciuto e soprattutto la più egoista!>> le rispose il Novizio visibilmente adirato. 

<< Ti abbiamo implorato di interrompere il combattimento; Elesya aveva tutte le mani insanguinate, per quante volte ha colpito la barriera magica, ma tu invece volevi combattere. Che cosa t’importa se i tuoi amici si disperano per te. Se per mesi ti hanno vegliato, senza dormire, nella speranza che tu ti risvegliassi. Come ti è saltato in mente di sfidare una Hem, sei forse impazzita!>>. Man mano che Reilhan le rimproverava qualcosa, il tono della sua voce aumentava. <<Avermi quasi ucciso, non ti ha insegnato nulla?>> urlò infine. 

L’ultima frase fu un duro colpo per la guerriera, che spinta dal rimorso, versò qualche lacrima amara. <<Mi dispiace, non volevo >>, <<Non ti scusare>> affermò la ragazza, <<Quello che dici è vero, ma vorrei farti capire che non passerò la mia vita sotto una teca di cristallo, solo per rassicurare chi mi vuole bene!>>, poi asciugandosi il viso con le mani, continuò <<Ho scelto di diventare una Paladina e inoltre ho fatto una promessa solenne a mia madre. Mi reputo fortunata per aver incontrato sulla mia strada, degli amici tanto preziosi, ma se davvero tenete a me, dovrete accettare anche la mia natura. Non so se questo maledetto sigillo influenza le mie scelte, ma io ho intenzione di continuare a combattere. Ci saranno persone con cui desidererò duellare e contro le quali, quasi certamente, perderò. Mi ferirò e probabilmente, rischierò anche la vita>>. 

Xera si voltò nuovamente, poi prendendo le mani dell’amico aggiunse, << Spero che un giorno tu possa perdonarmi per il male che ti ho fatto>> disse mentre con la mano destra, gli accarezzava il petto, proprio dove, nascosta dagli abiti, c’era la cicatrice. <<Ho giurato a me stessa, che non avrei mai più perso il controllo e intendo rispettarlo>> affermò la ragazza. 
<< Durante il duello, quando hai ribaltato il risultato dello scontro, atterrando Mihrrina, vuoi forse dirmi che non eri sul punto di mutare?>> domandò il Novizio. <<Non so spiegarti che cosa è successo, ma diversamente dal lago, io ricordo tutto, anche se i dettagli sono ancora un po’ annebbiati>>. 

Reilhan strinse la mano che Xera teneva sul suo petto. << Scusami se ho alzato la voce, ma se è nella tua natura ficcarti in situazioni pericolose, lo è nella mia cercare di proteggere le persone che amo. Mi sento responsabile delle vostre vite e farei di tutto per tenervi al sicuro. Non voglio più perdere degli amici, anche se questi hanno particolari predisposizioni a cacciarsi nei guai>> affermò sorridendo.


<<Che cosa è accaduto al tuo vecchio gruppo?>> domandò la ragazza facendosi coraggio. Il Novizio allora, tornò a scrutare il bel vedere con lo sguardo perso nel vuoto; quei tristi ricordi dolevano ancora, nonostante fossero trascorsi due anni.

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