giovedì 12 dicembre 2013

Xera, la ragazza con la spada (pag.32)

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Come previsto dal Novizio, i tre amici riposarono qualche ora prima di salpare; nonostante il timore accompagnasse ancora la giovane maga, l’idea di raggiungere velocemente il villaggio Kodur era troppo allettante. Dopo aver preparato una piccola scorta di cibo, salirono sulla zattera e tramite dei remi, ricavati dal restante legname, spinsero l’imbarcazione sino al centro del ristretto corso d’acqua. Non avendo avuto modo di intrecciare una vela, sfruttarono solo le correnti del fiume e con l’ausilio dei remi, riuscirono a prendere velocità, nonostante l’assenza di venti a favore. 

Il fiumiciattolo attraversava il deserto per diversi chilometri, che passarono in fretta, non dovendo affrontarli a piedi <<Non so voi ragazze, ma io ero stufo di tutta quella sabbia, preferisco di gran lunga questa piacevole navigazione>> disse soddisfatto Reilhan e le sue amiche non poterono essere più d’accordo. <<Quanto manca al fiume?>> chiese Elesya ansiosa, <<Non dovrebbe mancare molto, il deserto non è tanto esteso, credo che tra un’ora al massimo, saremo già sfociati nel fiume Lille>>, rispose il Novizio visibilmente soddisfatto. <<Non avere paura Ely, la nostra zattera è resistente, ma se dovessimo incappare in qualche impedimento, potremo sempre proseguire a piedi>> aggiunse Xera, per tranquillizzare i timori della sua amica. 

Ancora una volta, la previsione di Reilhan si avverò e dopo circa un’ora, raggiunsero finalmente il torrente in questione: anche Lille non sembrava particolarmente pericoloso, poiché le sue correnti erano facilmente controllabili con i soli remi, per cui Elesya acconsentì a proseguire la navigazione. <<Guardate a sinistra ragazze, quella foresta oscura sull'altra sponda, è l’ingresso delle Paludi Lodo e per fortuna, le abbiamo evitate; non credo che il temibile Lodo, sarebbe stato generoso e magnanimo quanto Chundra>> spiegò Reilhan, smettendo improvvisamente di sorridere. Le due ragazze ripensarono a tutte le difficoltà affrontate al lago Biru e dopo aver ascoltato le parole del Novizio, inorridirono immaginando quanto potesse essere crudele il signore delle paludi. 

<<Sta diventando notte>> disse Xera scrutando il cielo, <<Che ne pensate di fare dei turni per riposare?>> chiese e i due ragazzi accettarono, avendo remato per quasi tutto il restante giorno. Il primo turno toccò a Elesya che del gruppo, era la meno resistente, dopo tre ore fu la volta di Reilhan e infine Xera, cui spettarono le restanti ore prima dell’alba. Una volta destata, i ragazzi mangiarono i frutti raccolti nell'oasi, però, avendo navigato per tutta la notte, cominciarono ad avvertire il bisogno di sgranchirsi le gambe << Possiamo fermarci sulla sponda che preferite, non vi è alcuna differenza perché ci troviamo nel centro di una pianura>> disse il Novizio, osservando la mappa. Il gruppo optò allora, per la riva destra e sfruttando una zona più bassa del fiume, poterono approdare senza difficoltà: prima di abbandonare la zattera però, la assicurarono con una fune, alla roccia più resistente, <<Proverò a cacciare qualcosa, dopo aver acceso un fuoco vicino alla nostra imbarcazione, non ho alcuna intenzione di perderla, dopo tutto quel lavoro! Come potete notare, non ci sono molti alberi qui>> disse Reilhan preoccupato, <<Ricordate che questa è pur sempre una competizione e non tutte le Leve o Novizi che incontreremo, saranno amichevoli quanto i nostri vecchi amici; fate attenzione!>> e dopo aver dato loro le dovute raccomandazioni, iniziò a mettere in pratica, quanto aveva detto. 

Xera ed Elesya invece, preferirono farsi un bagno nel fiume Lille e allontanandosi di qualche metro, lavarono anche i loro indumenti <<Sono contenta, finalmente ci possiamo rilassare un po’>> disse la giovane maga spogliandosi, <<Anch'io ne sono lieta, però ti confesso che non vedevo l’ora di ripartire>> aggiunse Xera un po’ malinconica. Anche la guerriera si liberò della sua uniforme, scoprendo così la spalla e il sigillo su di essa <<Ti fa ancora male?>> chiese timidamente Elesya, <<La spalla? No, non più! Avverto a volte un po’ di bruciore ma credo che sia più che altro, un riflesso di quanto provato mesi fa>> e sciogliendo i suoi capelli, coprì l’infausto segno. Le due ragazze entrarono nel fiume e per alcuni minuti pensarono solo a rilassarsi come due normali amiche alle terme, <<Guarda Xera!>> disse Elesya, indicando un punto sulla riva. La guerriera si voltò velocemente e poté osservare che l’erba aveva iniziato a muoversi in maniera sospetta, <<Potrebbe esserci qualcuno, resta qui mentre cerco di raggiungere la spada>>. 

Xera, nuotando con molta agilità, arrivò in poco tempo alla riva non lontana e senza fare rumore, afferrò la sua arma che subito brandì. Anche Elesya si avvicinò alla sponda sospetta e temendo che il pericolo potesse essere più di uno, corse in soccorso dell’amica; la guerriera però, che aveva un discreto vantaggio, decise di non aspettarla e con molta attenzione, si recò verso il punto indicato poco prima da Elesya. Una volta raggiunta la zona, rimase immobile aspettando che il nemico si mostrasse, ma questa volta la ragazza non poté combattere poiché, dalle fronde erbose della pianura, fece capolino un gruppo di timidi Kobay, ansiosi di potersi dissetare con le acque del fiume Lille. Xera abbassò subito la spada e raggiunta da Elesya, guardarono divertite le simpatiche creature giocare con l’acqua, senza mostrare alcun timore. <<Sono così simpatici, pensavo che sull'isola vivessero solo bestie spietate, ossia tutto l’opposto dei Kobay>> disse la giovane maga, <<Ely, non ti sembra strano che nonostante la loro nota natura schiva e timida, non abbiano paura di noi?>> chiese pensierosa Xera, <<Forse sono abituati alla presenza delle giovani Leve!>> rispose Elesya pur non essendone molto convinta. 

Le ragazze decisero di ritornare dove avevano lasciato le uniformi, ma quando voltarono le spalle ai piccoli animaletti, questi iniziarono a seguirle come ipnotizzati. <<Perché ci stanno inseguendo?>> bisbigliò Elesya, <<Non ne ho idea, muoviamoci lentamente e vediamo che succedere>> rispose sussurrando Xera. Erano quasi giunte nei pressi dei loro indumenti, quando i Kobay iniziarono a correre, superando le due ragazze stupite per il comportamento anomalo degli animali: incuriosite allora, iniziarono a inseguirli per cercare di capire a cosa stessero mirando. Si accorsero ben presto però, che l’obiettivo degli strani esseri, erano proprio le bisacce e per impedire loro di depredarle, cercarono di batterli in velocità, <<Quei piccoli ladri, vogliono rubarci le nostre cose, ma hanno sbagliato Leve!>> disse Xera visibilmente arrabbiata, Elesya invece, che non era altrettanto veloce, stanca di correre, recitò l’incantesimo che aveva imparato a memoria e in un batter d’occhio delle robuste corde, nere come la notte, si materializzarono catturando tutti i furbi Kobay. 

<<Sei un genio, amica mia!>> disse soddisfatta Xera, sollevando senza alcuna fatica la scura cima, con la quale sette piccoli Kobay erano stati imprigionati. <<Rei aveva ragione, niente è quel che sembra su Horsia e tutto quello che pensiamo di sapere, qui è come una menzogna!>> disse Elesya fissando gli animaletti agitarsi, <<Rivestiamoci e una volta raggiunto Reilhan, sciogli il tuo incantesimo, dubito che saranno tanto sciocchi da riprovarci>>, assicurando la fune a un albero non molto distante, s’incamminarono in direzione della zattera.

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