giovedì 5 dicembre 2013

Xera, la ragazza con la spada (pag.31)

Reazioni: 
Destinazione Villaggio Kodur (inizio secondo libretto)


Erano passate due settimane da quando i tre giovani amici avevano abbandonato la dimora di Chundra e molto era cambiato, in particolare, il rapporto che legava il gruppo, non più unito solo dalle rigide regole della competizione; ognuno confidava nell'altro, seppur le discussioni non mancassero mai. Una volta lasciatosi alle spalle il Lago Biru, i tre ragazzi s’incamminarono verso il villaggio Kodur, tuttavia, la strada che li separava dalla tanto agognata meta, era lunga e non priva di pericoli. In particolare furono costretti, dovendo ritornare sui loro passi, ad attraversare nuovamente il deserto, gremito di talpe e creature a sangue freddo: questa volta però, il gruppo era ben organizzato e grazie alle pergamene ricevute dall’Hulfùr, affrontarono facilmente quelle difficoltà. 

Reilhan poteva medicare le ferite delle sue compagne, con la preghiera di cura donatagli da Chundra, non era una benedizione di alto livello, tuttavia, le lesioni di media entità, non lo impensierivano più. Elesya, invece, aveva ricevuto, una pergamena incanto, il suo primo incantesimo da giovane maga: essendo una ragazza molto estrosa, aveva deciso battezzare quella formula con il nome di “Giogo del Condannato”<<Forse dando dei nomi lugubri ai miei incantesimi, avrò più credibilità quando diventerò una Negromante; materializzare corde nere non sarà una gran cosa, ma almeno potrò aiutarvi intrappolando i nostri nemici>> disse leggendo la pergamena per la prima volta. 

Xera infine, al contrario dei suoi compagni, aveva ricevuto un dono potente ma pericoloso: i sigilli del sole e della luna; dopo quanto accaduto a Reilhan, si era ripromessa di mettere da parte la sua impulsività, temendo di perdere il controllo ancora una volta, specialmente durante le notti di luna piena, quando era più vulnerabile alle influenze negative del sigillo. Non si sentiva ancora pronta, tuttavia, per affrontare l’addestramento proposto da Chundra e non volendo correre il rischio di sprecare la sua unica possibilità, decise di concludere la competizione, prima di prendere una simile decisione. Dopo due settimane di cammino, erano giunti presso una piccola oasi, quasi alla fine del deserto: secondo la mappa di Reilhan, non mancava molto al bosco antecedente il villaggio, ma nonostante tutto, la strada da percorrere era ancora molta.

<<Ci sono due modi per raggiungere Kodur: il primo è limitarsi a camminare seguendo la strada nel bosco; il secondo invece, è navigare per il fiume Lille che scorre sino al centro del villaggio. In questo caso però, avremo bisogno di un’imbarcazione o perlomeno potremmo provare a costruirne una>>, le ragazze si guardarono perplesse, nessuna delle due, infatti, aveva mai costruito una barca, <<Io non sono un’abile nuotatrice, come ben sapete, se l’imbarcazione si dovesse rivoltare, potrei annegare. Non conosciamo il fiume e non vorrei sottovalutarlo>> disse Elesya ancora intimorita. Xera ci pensò su e dopo qualche minuto anche lei disse la sua <<La costruzione di una zattera, quanto tempo ci farà perdere? Io non so nemmeno da dove iniziare>>, il giovane Novizio allora, volendo tranquillizzare le sue amiche, spiegò loro che il fiume Lille non era pericoloso, essendo perlopiù un torrente, mentre la costruzione di una zattera robusta ma non molto grande, avrebbe portato via si e no qualche ora, nulla in confronto al cammino che avrebbero dovuto ancora affrontare. 

<< Se è più conveniente navigare sul fiume, io ci sto! Sono stanca di camminare, i miei calzari si sono consumati>> disse Xera, Elesya invece, decise che avrebbe acconsentito solo dopo aver visto, con i suoi occhi, il torrente in questione, tuttavia, si rese disponibile alla costruzione dell’imbarcazione, poiché anche i suoi di calzari erano quasi del tutto logori. Reilhan e Xera si occuparono della legna, mentre la giovane maga, approfittando della vegetazione dell’oasi, raccolse tutto ciò che poteva essere intrecciato e quindi usato per legare i tronchi.


<<Siamo stati fortunati a incappare in questa macchia verde così rigogliosa, nonostante si trovi nel bel mezzo del deserto>> disse il Novizio, << Ma il vero pregio di quest’oasi è il corso d’acqua che la percorre>>, <<Per quale motivo?>> chiese Xera incuriosita, <<Semplice! Questo fiumiciattolo defluisce direttamente, nel torrente che stiamo cercando>>. Le ragazze sorrisero soddisfatte, finalmente le cose giravano per il giusto verso, dopo mesi di peregrinazioni e sofferenze, << Ora dobbiamo allineare i tronchi, eliminando quelli troppo sproporzionati, in questo modo avremo un sostegno solido ed equilibrato>> spiegò Reilhan, indicando alle sua amiche dove e come disporre il legname. 

<< Alcuni sono troppo pesanti, fate attenzione a non sollevarli da sole o potreste farvi male>> aggiunse, ma non ebbe il tempo di concludere il monito, poiché la giovane guerriera aveva già afferrato il ceppo più pesante, con le sue sole forze, <<E devo ricordami di non farti più arrabbiare, amica mia!>> ironizzò, concludendo il discorso. Xera, che sino a un attimo prima, non si era resa conto di aver dato mostra della sua nuova forza, lasciò cadere improvvisamente il tronco, << Sarà meglio che mi occupi del pranzo o ci toccherà restare a digiuno>> disse sconsolata, allontanandosi dal gruppo. Elesya e Reilhan continuarono a costruire la zattera, lasciando alla loro amica, un po’ di tempo per se stessa: dopo quella notte, Xera non aveva più subito mutazioni, tuttavia, di tanto in tanto, si manifestavano strani effetti sui quali non aveva alcun controllo. Il più evidente era stato il notevole accrescimento della sua forza fisica, che cercava in tutti i modi di nascondere, ma con scarso successo. 

Dopo un’ora di duro lavoro, il Novizio decise che era giunto il momento di utilizzare la grande forza della sua amica, per concludere più in fretta la costruzione dell’imbarcazione, così una volta messa al corrente Elesya delle sue intenzioni, andò a parlare con la testarda guerriera, <<Te ne prego Rei, sii gentile e ricorda che nel nostro gruppo, l’unico curatore sei tu>> disse la maga sorridendo. Xera era talmente assorta nei suoi pensieri, da non rendersi conto che il suo amico, l’era seduto accanto da diversi minuti, così volendo rompere il ghiaccio, Reilhan prese la parola, <<Si sta bene qui vicini al fuoco, non credi?>> disse un po’ nervoso. << Si lo penso anch’io, ma tu non dovresti essere con Elesya vicino al corso d’acqua?>>, << Hai ragione, dovrei essere li, del resto però, ci dovresti essere anche tu, i pesci sono ormai ben cotti da quel che vedo, forse anche fin troppo>>.  

Xera tolse subito il cibo dal fuoco, essendo quasi del tutto bruciato e imbarazzata decise di cercarne altro, << Il pranzo può anche aspettare, perché invece, non ci dai una mano con quei tronchi? Sono troppo pesanti per noi>> provò a chiedere il Novizio, <<Vuoi forse insinuare che questo è un lavoro per “Xera il mostro”?>> rispose la ragazza visibilmente indispettita, Reilhan allora cercò di calmarla, spiegandole che con l’ausilio di tutti e tre, il lavoro sarebbe stato più semplice, indipendentemente dalla sua forza fisica.  Xera allora, scusandosi con il compagno, acconsentì ad aiutarli e tornati da Elesya, si adoperarono per la costruzione della zattera. La guerriera, sollevò i tronchi con estrema facilità e nonostante le procurasse ancora grande imbarazzo, si rese conto di come quel dono, potesse diventare un valido aiuto per tutto il gruppo. 

Dopo quattro ore, finalmente l’imbarcazione rudimentale era pronta e una volta sistemata una passerella di fortuna, fu uno scherzo per i ragazzi, avvicinare la zattera al corso d’acqua <<Visto? Proprio come vi avevo anticipato: ci abbiamo impiegato solo qualche ora, in compenso però, risparmieremo giorni di cammino>> disse entusiasta il giovane Novizio, <<Non credo che ci avremmo impiegato solo “qualche ora” se Xera non fosse stata così forte>> disse Elesya contrariata, << è tutto merito suo e per questo ti ringrazio amica mia>> aggiunse sorridendo, <<Non stiamo a guardare i dettagli, l’importante è aver concluso il lavoro, riposiamoci qualche ora e prendiamo subito il largo, sarà meglio non perdere altro tempo>> rispose Reilhan euforico e sdraiandosi soddisfatto accanto alla nuova zattera, si addormentò con il sorriso stampato ancora in volto.

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