martedì 29 aprile 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag. 58)

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Capitolo 4  Separazione

Xera si portò le mani al capo, la sua mente era veramente confusa. <<Siamo Tohua quindi e per giunta mal visti del resto del mondo, cosa può esserci di peggio a questo punto?>>, <<Mmh, a pensarci bene potresti mutare, diventare una chimera assassina e trucidare tutti i tuoi compagni … si questo è sicuramente lo scenario peggiore!>> specificò Alea sorseggiando del tè. Xera si spazientì, l’incapacità di controllare il suo stesso corpo, era per lei motivo di frustrazione. <<Non serve a nulla agitarsi>> le suggerì la ragazza, <<Sono qui proprio per aiutarti, Murdar mi ha convocato subito dopo aver scoperto il sigillo sulla tua spalla>>. La guerriera si tranquillizzò per un momento, un aiuto era proprio ciò di cui aveva bisogno. 

<<Voglio essere chiara sin dall’inizio con te: farai tutto quello che ti chiederò senza mai lamentarti e se anche i miei metodi ti sembreranno duri e insensati, li seguirai senza fare storie>> Xera annuì seppur riluttante ma Alea pose infine un’ultima condizione <<Ti separerai dai tuoi compagni per una settimana; non li vedrai, non parlerai con loro e né gli dirai dove andremo … se dovesse andare storto qualcosa, lontani sarebbero al sicuro>>. La guerriera non replicò poiché in passato aveva già fatto loro del male, accettare quindi le sembrò il minimo. <<Non ti preoccupare non sparirai nel nulla, tra pochi minuti sarà pronta la cena e a pasto ultimato, potrai salutarli. Partiremo stasera stessa>>. Alea si congedò dalla guerriera non prima però di averle consigliato di preparare la sua bisaccia per la partenza. 

Quando Xera restò sola nell'accogliente camera, ripensò a tutte le informazioni che la nuova amica le aveva fornito, ma mancava poco ormai alle sette e ben presto i suoi compagni avrebbero bussato alla sua porta. Senza perdere altro tempo raccolse le sue cose e preparò la bisaccia fornendola di due asciugamani puliti e del poco cibo che restava sul vassoio. Si rinfrescò in fretta e sistemato il fiocco rosso, ormai diventato quasi un porta fortuna, uscì dalla sua stanza appena in tempo per ricongiungersi con il resto del gruppo. I suoi amici le sembrarono riposati e con un aspetto notevolmente migliore del suo, << Tutto bene?>> le domandò Reilhan perplesso. La guerriera però si limitò a sorridergli, gesto che preoccupò ancor di più il curatore. Durante il percorso dall’ala destra della casa, alla sala da pranzo, Xera rivelò loro per sommi capi, le informazioni più importanti carpite da Alea e infine, li informò della sua immediata partenza della quale però, non avrebbero potuto chiederle nulla.

<<Sicurezza un corno!>> ribatté infastidito il Novizio. <<Sono l’unico in grado di recitare la preghiera di Chundra, come potrò impedire la tua mutazione se dovessi perdere il controllo?>> Xera abbassò lo sguardo, anche lei si sarebbe sentita più sicura con i suoi compagni accanto, poi però, ricordò le parole di Alea e facendosi forza, esortò i due amici a non insistere oltre. <<Sono spiacente ma come tuo Novizio ho la responsabilità delle vostre vite e nessuna nuova arrivata potrà farmi cambiare idea>> replicò il curatore alzando i toni. <<Io non ne sarei così sicuro!>> affermò una voce poco distante dal resto del gruppo. Alea raggiunse i tre ragazzi e fissando intensamente Reilhan, lo invitò a desistere dalle sue intenzioni. 

<<Ragazzo, non ho viaggiato per giorni e giorni solo per dare una lezione a un bambino cocciuto; vi separerete da Xera per una settimana, proprio come ha ordinato lo stesso Murdar. In questo lasso di tempo potrete compiere delle missioni per gli abitanti dell’isola: la vostra compagna ha bisogno di una spada e qualche spicciolo potrebbe far comodo, ho sentito che Kowal non fa credito … o sbaglio?>>. <<Ragazzo? Bambino? Quanti anni più di me credi di avere per trattarmi così?>> rispose Reilhan irritato, <<Credimi, non lo vuoi sapere!>> asserì Alea e con eleganza raggiunse la sala da pranzo, precedendo il trio. Elesya che fino quel momento aveva preferito restare in silenzio, strinse il braccio del curatore rassicurandolo, era la sola persona in grado di mitigare l’irruenza dei suoi due amici. 

<<Dobbiamo lasciarla andare! Seguiremo il consiglio di quella ragazza poiché è il volere dello stesso Murdar, inoltre non sono stata ancora in grado di decifrare la pergamena di mio nonno e forse tu potresti aiutarmi; come vedi, anch’io ho bisogno di te!>>. Reilhan non aggiunse altro e in silenzio si unì ad Alea per la cena. Il pasto fu ricco e con diverse portate per ogni ospite, ma il piatto più stravagante per aspetto e profumo, fu quello di Murdar, del quale però nessuno osò chiederne un assaggio. Prima della partenza, Elesya abbracciò la guerriera augurandole “buona fortuna”, il Novizio invece si limitò a farle un cenno col capo, preservando il silenzio che lo aveva caratterizzato per l’intera cena. I due amici infine si scambiarono un lungo sguardo e ben presto la guerriera lasciò la dimora del saggio in compagnia della nuova arrivata. 

Quando i ragazzi restarono soli, Elesya versò qualche lacrima cercando tuttavia di non darlo a vedere, Reilhan invece preferì sostare ancora un po’ davanti all’uscio principale, forse nella vana speranza che la sua amica tornasse indietro cambiando idea … ma così non fu. La notte trascorse in fretta e all'alba i due compagni si prepararono per far ritorno al villaggio. Consumarono così una veloce colazione e senza indugio, s’incamminarono percorrendo nuovamente il sontuoso giardino a cui però, non prestarono particolare attenzione. <<A quest’ora tutti gli abitanti di Horsia saranno già stati informati da Hillin, cerca quindi di prestare molta attenzione alle persone che incontreremo, se la fortuna ci assiste, una di loro potrebbe aver bisogno del nostro aiuto>> spiegò il Novizio.

Non appena giunti nella piazza centrale, Elesya poté osservare numerose altre giovani leve alla ricerca di missioni e fu allora che comprese quanto quell'impresa sarebbe stata difficile. <<C’è molta concorrenza!>> disse titubante, <<Esatto e alcuni sarebbero disposti persino a farti del male pur di soffiarti un incarico. Come già ti avrà accennato Paldur, le ricompense di alcune richieste sono artefatti rari in grado di potenziarci: anche uno solo di questi farebbe la differenza in combattimento>>. I due ragazzi allora decisero di scandagliare le strade meno battute e proprio in un vicolo adiacente, la voce di un uomo anziano attirò la loro attenzione. 

Era il proprietario di una piccola bottega dedita alla lavorazione delle pelli. <<Oggi è il mio giorno fortunato! Avevo proprio bisogno di una mano>> disse l’uomo guardando soddisfatto le due leve. <<Che maleducato, lasciate che mi presenti! Io sono Barz, il miglior conciatore di Horsia>>. Terminate le dovute presentazioni, Barz spiegò loro che a causa di un banale incidente di caccia, il suo fidato fornitore di pelli aveva mancato la consegna odierna e non avendo ricevuto quindi la materia prima ordinata, non avrebbe potuto portare a termine il lavoro che gli era stato commissionato da uno dei suoi clienti più importanti. <<Davanti al mio negozio passano poche giovani leve ma oggi il fato ha voluto arridermi>> aggiunse grattandosi la tempia. 

<<La mia richiesta è questa: dovrete portarmi dieci pelli di Pokiha e cinque di Fhian, non avrete alcuna difficoltà per quanto riguarda i primi, poiché ce ne sono molti che popolano i boschi adiacenti al villaggio. Per i secondi invece, dovrete aspettare l’imbrunire, essendo i Fhian animali notturni. Se riuscirete a consegnarmi tutto due ore prima del sorgere del primo sole, vi ricompenserò con tre monete d’argento e ottanta di rame>>. Elesya inorridì al pensiero di dover uccidere animali indifesi ma Reilhan accettò la missione senza esitare. Le due leve salutarono velocemente il conciatore e seppur col pensiero rivolto alla loro compagna lontana, si prepararono per una lunga sessione di caccia.

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