martedì 12 novembre 2013

Xera, la ragazza con la spada (pag.26)

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Reilhan si svegliò molto presto quella mattina, il sole non era ancora sorto e la luna, quasi piena, dominava il cielo; aveva dormito poche ore, per permettere alla sua amica di riposare comodamente accanto a Xera, che ancora giaceva assopita e senza alcun segno di miglioramento o ripresa. 

Ormai le giornate erano sempre uguali in quella caverna e per quanto la ragione gli suggerisse di proseguire il cammino, salvaguardando perlomeno la competizione di Elesya, il suo cuore si opponeva: non avrebbe mai voluto abbandonare una compagna, ma dopo un mese, come si sarebbe dovuto comportare, in quanto Novizio? Questi erano gli interrogativi che lo affliggevano, tenendolo sveglio per notti intere. 

<<Dovresti accettare il mio consiglio, la ragazza starà bene qui e quando si sveglierà, le fornirò tutti i mezzi necessari per raggiungervi>> suggerì nuovamente Chundra e per la prima volta, quelle parole non sembrarono così assurde.
<<Elesya non accetterà mai! Non posso obbligarla>>, <<Io si invece! È pur sempre la mia casa, la cortesia che ho nei vostri riguardi, non deve farvi dimenticare chi sono e cosa son in grado di fare>> tuonò minaccioso; stanco di tutti quei dubbi, Reilhan decise allora, di affrontare la discussione con Elesya, prima che l’Hulfùr mettesse in pratica i suoi moniti.


Quando il ragazzo rientrò nella caverna, notò che la sua amica, notevolmente contrariata, era intenta a preparare il suo bagaglio e quello di Xera. <<Che cosa stai facendo Ely?>> chiese curioso, ma la ragazza non gli rivolse la parola <<Elesya … ?>>, <<Sei forse cieco?>> rispose stizzita, << Che cosa pensi che stia facendo? Preparo le nostre bisacce così potremo togliere finalmente il disturbo! Può scordarsi però, che lasci qui la mia amica sola e ferita, senza contare poi …>>, <<Senza contare poi, cosa?>> intervenne Chundra improvvisamente, <<Senza contare che è tutta colpa tua se lei è in queste condizioni, non mi fido a lasciarla alle tue cure. Vuoi ripartire Reilhan? D’accordo ma Xera verrà con noi anche a costo di portarla in spalla io stessa!>>. 

Il ragazzo cercò di convincere Elesya a desistere dal suo intento, ma fu tutto inutile, così Chundra intervenne ancora una volta, << Di grazia, quando incontrerete un nuovo avversario meno paziente di me e fidati ce ne sono molti su Horsia, cosa pensi di fare? Credi forse che ti lascerà il tempo di adagiare la tua amica sul prato o che ti chiederà il permesso di attaccare? Sei una ragazzina ingenua e sconsiderata, degna della tua compagna! Non hai imparato che dalla testardaggine non si ottiene mai nulla di buono?>>. 

Ci fu un momento di silenzio dopo le parole della divinità, parole che Elesya ben comprese: nel suo cuore, infatti, era consapevole che trasportare Xera sulle spalle sarebbe stato molto arduo, oltretutto la sua amica aveva bisogno di tanto riposo, che il vagare non le avrebbe garantito. <<Concedici altri tre giorni!>> gli rispose, << Se alla fine di questi, Xera non mostrerà alcun miglioramento, preparerò il mio bagaglio e lascerò la tua dimora>>; l’Hulfùr accettò, sapeva che quello di Elesya, era solo un ultimo tentativo colmo di speranze, per cui  non se la sentì di rifiutare. 

<< Quando la vostra amica si sveglierà, sappiate che potrebbe non essere più, la fanciulla conosciuta mesi addietro … >>, <<Che cosa intendi dire?>> chiese la ragazza, intimorita dal tono grave di Chundra, <<I sigilli sono magie molto potenti e renderli parte della propria essenza, senza che questa cambi, è una peculiarità rara; a volte il cambiamento è visibile, come nel caso delle Chimere, altre invece, che reputo anche più pericolose, è celato e si manifesta solo in determinate circostanze>>. 

Chundra notò la preoccupazione sui volti dei ragazzi, ma aveva il dovere di avvertirli dei pericoli che avrebbero potuto correre, in compagnia della loro amica, <<Purtroppo non posso essere più specifico, non conoscendo il futuro, tuttavia, dinanzi all'incertezza,  vi esorto ancora una volta a riprendere il cammino, in modo che io possa monitorarla, senza preoccuparmi anche delle vostre vite>>. I due ragazzi si guardarono pensierosi, ma entrambi decisero di rispettare l’accordo preso in precedenza, suscitando non poca rabbia nell’Hulfùr che indispettito dalla loro mancanza di buon senso, decise di lasciare la caverna per qualche ora. 

Mentre Elesya si occupò della ferita di Xera, Reilhan preparò il pranzo <<Quando riprenderemo il viaggio, la prima cosa che farò è pescare una montagna di pesci succulenti: sono stanco di nutrirmi di frutta e radici ...; non voglio tramutarmi in un Fhian>>. Elesya sorrise e ringraziò il Novizio per averle tirato su il morale, poco dopo però i suoi pensieri tornarono, riportandola alla realtà, << Pensi che Xera possa davvero trasformarsi in un mostro>> disse, ma Reilhan non rispose, << Se … Se si tramutasse in una Chimera o costituisse un pericolo, la uccideresti?>> domandò ancora una volta la giovane maga, <<Non lo so! Io sono un Curatore, preferisco pensare di poterla guarire, piuttosto che toglierle la vita; è il solo pensiero che mi fa ancora sperare>>

I giovani amici non affrontarono più quel triste argomento, così Elesya tornò a curarsi di Xera mentre Reilhan, una volta terminato il suo pasto, riprese a esercitarsi con la preghiera donatagli dalla divinità. Il resto della giornata passò molto lentamente e una volta giunta la notte, i due ragazzi crollarono esausti; Chundra non aveva ancora fatto ritorno, il fuoco si spense e un profondo silenzio pervase la caverna.

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