lunedì 14 luglio 2014
Eccovi il disegno
Finalmente ho terminato il disegno tanto atteso. Ho cercato di riprodurre lo scrittoio al meglio delle mie possibilità, tentando di inserire tutti quei piccoli dettagli che lo hanno reso noto. Buon compleanno Scrittoio Segreto.
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Ringraziamenti
venerdì 11 luglio 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 79)
Elesya fissò stupita
sia il portale, sia la bizzarra bestia. Il primo era quasi del tutto simile a
quelli utilizzati per compiere lunghi viaggi con l’ausilio della magia, tuttavia
il colore scuro della pietra del quale era costituito, lo rendeva assai
minaccioso. Non aveva particolari rilievi che gli conferissero pregio, al
contrario erano solo un cumulo di pietre pece, ammassate le une sulle altre.
Queste componevano il perimetro di un’area anch’essa oscura ma inconsistente, da
cui era uscito il sinistro essere. Ben presto però il portale s’infranse,
svanendo senza lasciare traccia. L’animale invece restò immobile, pronto a
scattare al minimo movimento. Elesya indugiò a lungo su di lui, incapace di
comprendere se fosse più sollevata o intimorita circa la sua presenza.
Il
lascito di suo nonno era finalmente dinanzi ai suoi occhi, seppur le fosse
costato un prezzo assai alto. La creatura era più alta di un comune cane - nonostante gli somigliasse nell’aspetto - ma non era quella l’unica
caratteristica degna di nota. Ogni parte del suo corpo, infatti, era costituita
da sole ossa. Cranio, cassa toracica, zanne e artigli erano tutti in bella
vista, poiché priva dello strato di carne, pelle e muscoli di cui un comune essere
vivente è caratterizzato. Gli organi interni invece apparivano prosciugati e spenti,
tuttavia abbastanza visibili attraverso le ossa. Quando Elesya
decise di avvicinarsi la creatura si voltò, fissandola con i suoi occhi
incavati dai quali s’intravedeva un bagliore scarlatto. La maga tremò. Poi però si
fece coraggio e allungando la mano, si protese per toccarlo. Al contrario di
quel che aveva immaginato, l’essere non si tirò indietro né si dimostrò ostile,
anzi sembrò quasi lieto di essere accarezzato, manifestando i suoi sentimenti
con il movimento sussultorio della scheletrica coda.
Il cranio era molto freddo
e quando Elesya lo sfiorò, sentì la mano raggelare. Non cedette tuttavia
all’istinto di ritrarla, per non turbare la creatura.
Dall’altro capo
della sala però Goreha tornò subito all’attacco, libera dalla coercizione della
magia nera, che aveva protetto la ragazza durante il rito. Strisciando tra i
detriti sul pavimento, raggiunse Elesya in pochi secondi, con gli artigli
sguainati e pronti a squarciare i suoi avversari.
La creatura scattò
rapidamente, separandosi dalla maga e correndo in contro a Goreha. Poi con un
balzo innaturale si portò sul dorso della sua coda, conficcando le possenti
unghie nella carne della regina, per non essere sbalzato via. Lo spaventoso
rettile gemette e con forza inaudita provò a scalzare l’animale agitandosi freneticamente.
Ma la bestia oscura non si mosse e sfruttando l’elemento sorpresa, spalancò le
fauci e dilaniò la pelle coriacea, staccando di netto la parte inferiore dal
resto del corpo. Goreha urlò così forte da far tremare l’intero castello. Ormai
riversa al suolo e incapace di muoversi, non poté fare altro che arrendersi al
dolore.
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Racconto
martedì 8 luglio 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 78)
Il primo ad
attaccare fu proprio lui, lanciandosi sulla guerriera con tutta la forza che
aveva in corpo. Quando però Xera utilizzò uno dei due bracciali per ripararsi
dall’impatto, l’arma del curatore vibrò pesantemente, destabilizzando il suo
equilibrio. La ragazza allora ne approfittò per indietreggiare, allo scopo di
guadagnare tempo per studiare una strategia. Ma gli attacchi del ragazzo si
ripeterono in rapide successioni, dalle quali Xera poté a stento difendersi.
Reilhan era un ottimo combattente; il suo fisico allenato gli permetteva di
muoversi con notevole agilità e potenza sul campo di battaglia eppure, durante
i loro precedenti scontri, non aveva mai mostrato la stessa disinvoltura e non
curanza, per le sorti del suo avversario.
Lottava per proteggere qualcuno –
nonostante quel qualcuno fosse il suo aguzzino – del resto non gli importava.
Xera
si domandò che tipo di persona sarebbe stato, se il passato gli avesse
riservato ricordi migliori. Le insicurezze, i dubbi e il rispetto per la vita
umana però, erano tutte caratteristiche che rendevano Reilhan la persona che
aveva scelto di essere e privarlo anche solo di una di queste, avrebbe
significato perdere l’amico che tanto stimava. Il novizio sferzò l’aria con la
spina affilata, poiché le difese della guerriera erano un ostacolo
insormontabile per le sue sole forze. Ogni volta che la colpiva, infatti, l’armatura
lo ricacciava indietro. Xera non aveva intenzione di contrattaccare ma la
velocità del ragazzo, non le permetteva di riflettere sul da farsi, sebbene
restasse poco tempo alla fioritura della rosa sul suo collo. Improvvisamente il
maglio le scaldò le mani, come a volerle ricordare la sua presenza e la
guerriera poté finalmente comprendere che il solo modo che aveva di liberare
Reilhan dagli influssi del nemico, era di affrontarlo con la sua stessa magia.
venerdì 4 luglio 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 77)
Il nuovo atrio era
lugubre e asfissiante, poiché il profumo di fiori di cui era impregnato, divenne
talmente intenso da costringere Xera a ripararsi il viso con la mano. Non
appena sfiorò l’elmo, questo vibrò leggermente richiudendosi sia sul naso sia sulla
bocca, affinché la guerriera potesse procedere senza preoccuparsi del tanfo. La
stanza aveva un soffitto alto ed era rivestita interamente di solidi mattoni di
pietra lavorata, che a causa del tempo si erano deformati e diroccati in
diversi punti. Non c’erano né finestre né altre vie d’uscita, escludendo la
porta dalla quale era entrata. Quattro colonne di notevole larghezza, erano
invece gli unici sostegni del soffitto, disposte alle estremità della stanza
quadrangolare, della quale Xera non riuscì a comprenderne la funzione.
Era vuota infatti, e ogni passo della guerriera rimbalzava sulle pareti, proponendo lo
stesso suono più volte; Xera rabbrividì. Di tanto in tanto si sentiva qualche
goccia d’acqua cadere dai muri e il vento sibilare tra le fessure, ululando come un Hulfùr. Xera protese il maglio per illuminare l’atrio in cerca
dell’uscita ma la stanza aveva un unico ingresso, che di certo non le avrebbe
permesso di proseguire oltre. Giungendo quindi al centro del salone, la guerriera
osservò degli strani simboli incisi sul pavimento, che si diramavano come le trame
sottili di una ragnatela, per tutta la stanza. Non ne aveva mai visti di simili
in passato e la curiosità ebbe il sopravvento, così pian piano si ritrovò a
seguire l’andamento delle scritte, che si protraevano persino sui muri. Una
sensazione di oppressione, all'improvviso la investì.
Quei simboli incisi in
maniera tanto meticolosa, le sembrarono sbarre di una gabbia invisibile, dalla
quale era impossibile scappare. Ne ebbe conferma difatti, quando tornando sui
suoi passi, si diresse verso l’entrata. Questi s’illuminarono rivelando il loro
potere celato, che generò una barriera con lo scopo di impedire a Xera qualsiasi
tentativo di fuga. Per quanto provasse a percuoterlo con il maglio, lo scudo
non s’incrinò, né diede segni di cedimento. Persino i colpi inferti a mani
nude, non ebbero alcun effetto. <<Di
bene in meglio!>> proferì ad alta voce, esasperata dall'ennesima trappola. <<Perché non ti fai
vedere così da poterci battere, una volta per tutte? Sono stanca dei tuoi
continui giochetti!>> aggiunse. Ma non ebbe risposta e la sua voce si
perse tra le mura della stanza. Trascorse circa un’ora o poco più e Xera,
stanca di attendere oltre, iniziò a scalpitare impaziente. E quando infine non
ce la fece più, afferrò il maglio e lo agitò con violenza contro qualsiasi cosa
le capitasse a tiro.
martedì 1 luglio 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 76)
<<Prevedibile!>> pensò, quando l’ingresso
del labirinto svanì una volta superato. Xera scrutò la nuova caverna con
circospezione, non aveva più senso correre ora che le lucertole avevano smesso
di inseguirla. I muri del labirinto erano costituiti da siepi impenetrabili di
notevole altezza, forse per impedire ai malcapitati ospiti di orientarsi. Per
Xera tuttavia non avrebbe fatto alcuna differenza, essendo in grado di perdersi
persino in città perfettamente organizzate. All’idea di dover affrontare un
sistema di strade senza uscita la guerriera rabbrividì, rimpiangendo i rettili
che si era appena lasciata alle spalle.
Xera s’incamminò senza prestare
particolare attenzione alla strada imboccata, poiché il labirinto la distraeva
continuamente. Le siepi, infatti, apparentemente identiche rivelarono invece caratteristiche
singolari. Alcune erano gremite di rose variopinte; altre di rovi
inespugnabili; altre ancora avevano forme irregolari che ricordavano, per certi
versi, i giardini reali di Nortor. <<Non
ha badato a spese!>> esclamò a gran voce. Ogni siepe affondava le sue
radici nella solida terra e nonostante non vi fossero sorgenti d’acqua e la
caverna impedisse alla luce dei soli di penetrare, queste erano rigogliose e
lussureggianti. Un altro dettaglio che le balzò subito all’occhio, fu la
mancanza d’illuminazione artificiale. Eppure la caverna era molto luminosa: da
dove proveniva allora quella fonte di luce? La guerriera provò a seguire i tratti del
labirinto che le sembrarono maggiormente illuminati, tuttavia non trovò altro
che vicoli ciechi.
Stanca di avanzare senza un buon piano, provò a sfruttare
una siepe costituita da rovi, per arrampicarsi e scrutare così il dedalo dall’alto,
ma non appena sfiorò il primo ramo, questo si mosse con riluttanza e dopo
alcuni secondi bruciò, proprio com’era accaduto alle lucertole.
La guerriera si
guardò le mani con stupore, l’armatura era talmente leggera che per un momento
aveva dimenticato di averla indosso. Le serrò in piccoli pugni e con forza
colpì i rovi dinanzi a lei. Ma le radici si mossero in fretta, aprendo un varco
che permise alla guerriera di superare il muro. Questi poi si richiusero su se
stessi, diventando tutt’uno con la roccia della caverna. Xera riuscì a mantenere
l’equilibrio, nonostante la reazione improvvisa della siepe l’avesse spiazzata.
Quando tuttavia eseguì la medesima strategia con l’ennesimo muro, si
accorse che il varco l’aveva ricondotta all’ingresso del dedalo. Le lucertole,
infatti, erano ancora lì che tentavano di entrare nel labirinto. lunedì 30 giugno 2014
Tanti auguri Scrittoio Segreto!
Che dire mie care Giovani
Leve. Sembra passato poco tempo da quel fatidico giorno, in cui dissi e me
stessa: ”Forza Valeria, gettiamoci nel magico mondo dei blog!”. Eppure oggi 1 luglio
2014, mi ritrovo qui a festeggiare il primo compleanno de Lo Scrittoio Segreto,
insieme a voi. Non voglio raccontare bugie, non è stato così semplice come
pensavo all’inizio. Ci sono stati alti e bassi, momenti positivi e momenti
negativi. Momenti in cui ho creduto che lasciar stare sarebbe stata la giusta
scelta, poi però ho preferito ignorare i pensieri negativi e andare avanti, post
dopo post.
Ho voluto tentare questo esperimento letterario, condividendo con
voi i miei racconti frutto di anni di studio e ricerche, e infine sono stata
ripagata ( non in chiave economica, si intende. Non guadagno ancora un
centesimo :( ). Il mondo del blogger è pieno d’insidie: bug
improvvisi che ti costringono a rifare il blog dal principio; impostazioni
sballate alle quali poi seguono problemi su problemi; codici alieni spacciati
per linguaggio informatico, a cui bisogna sottostare. Insomma chi più ne ha, più ne metta! Ho
passato quest’anno in simbiosi con il mio fidato PC, che seppur in età
pensionabile, ha retto alle mie lunghe sessioni di scrittura e disegno grafico.
Ho preparato a tal proposito, un disegno commemorativo che esemplifica tutto
quello che ho vissuto in questo lungo anno, tuttavia essendo ancora inesperta,
mi son lasciata distrarre da finezze stilistiche (di cui non ne so nulla) e
come risultato ne ho ottenuto un disegno incompleto. Ci metterò qualche giorno
in più, escludendo quelli dedicati agli aggiornamenti del racconto (che per chi
non lo sapesse ancora sono: il martedì e il venerdì).
Non volevo però che questo
giorno passasse in sordina e mi sembrava doveroso esprimere i miei più sentiti
ringraziamenti a tutti quelli che con me, ogni settimana esplorano i meandri
più assurdi della mia immaginazione.
Vi voglio svelare un segreto, ma si dai
oggi è concesso. Odio gli spoiler a tal punto da ignorare, io per prima, il
seguito del mio racconto. E questo vale per tutti i post che sto pubblicando da
diversi mesi. Questo perché non avrei mai creduto che Xera, avrebbe riscosso
così tanto interesse e quindi da un bel pezzo, abbiamo superato la parte di
romanzo che avevo messo nel cassetto. Vogliamo fare un piccolo accenno alle
visualizzazioni? No, parliamone.
Pochi mesi fa ho realizzato il disegno delle
10mila Views e non avrei mai pensato di giungere al primo compleanno con ben 18mila
visualizzazioni. Da dove siete spuntate mie care giovani leve? In cuor mio
spero che continuerete a moltiplicarvi giorno dopo giorno, sarebbe per me la
realizzazione di un sogno. Voglio dire a tutti voi, miei fan più accaniti che
al termine di questo romanzo, ho intenzione di rieditarlo e di pubblicarlo in
formato ebook. Un occhio esperto sa che da quando ho iniziato, il mio stile si
è evoluto (mi auguro in meglio :D ) motivo per cui è giusto uniformare tutta la
storia al mio modo di scrivere attuale, rendendola così più scorrevole e
soprattutto un romanzo unico e completo.
Ho scelto il formato ebook perché è il
solo che mi posso permettere al momento, per il futuro chissà. Io spero, come
tutti gli scrittori emergenti, di essere notata o perlomeno che qualcuno voglia
concedermi una possibilità, fino a quel giorno continuerò a fare ciò che ho fatto
per un intero anno: andare avanti post dopo post. Non mi resta che ringraziarvi
ancora, augurandomi che il prossimo anno sia speciale quanto quello passato.
venerdì 27 giugno 2014
Xera, la ragazza con la spada (pag. 75)
Nonostante Xera fosse in inferiorità numerica, le
lucertole restarono immobili, forse in attesa di ricevere degli ordini. Questa
sensazione divenne certezza nel momento in cui la voce fredda della regina rimbombò
nella caverna. <<Sei ancora in
tempo! Arrenditi e accetta di diventare la mia schiava, proprio come i tuoi
amici!>> asserì, e a quell’ultimatum fece seguire una fragorosa risata
che impietrì Xera. Il calore sul suo viso però, la riportò alla realtà e senza
indugio rifiutò le condizioni imposte dalla regina. <<Preferisco combattere a mani nude, piuttosto
che piegarmi al tuo volere!>> esclamò. <<E sia!>>, Goreha si congedò e le lucertole iniziarono a
muoversi in maniera del tutto innaturale. Ogni loro singolo movimento era
ripetuto in sincrono; il sibilare della lingua, l’agitare della coda e il
serrare la mascella, era reiterato da ogni mostro nello stesso momento.
Questo
loro comportamento, indusse la guerriera a supporre che dinanzi a lei non vi
erano dei comuni animali ma esseri inanimati, frutto forse della magia di
Goreha. Per averne conferma, calciò con forza la lucertola a lei più vicina che
catapultata sulla parente opposta, si dissolse in una nuvola di fumo. <<Come pensavo!>> disse ad alta
voce. Ogni volta che un rettile si avvicinava, Xera lo ricacciava in dietro con
dei calci precisi e potenti, tuttavia le lucertole erano troppe e ben presto la
guerriera iniziò a stancarsi. Scrutando l’atrio, la ragazza cercò un appiglio
che le permettesse di sfuggire ai rettili, e proprio lì a pochi metri da lei,
notò una serie di rocce che avrebbe potuto raggiungere saltando. Xera iniziò a
correre senza mai voltarsi indietro e quando le lucertole le intralciavano la
strada, lei le calciava via con tutta la forza che aveva.
Raggiunta la
sporgenza, scalò la parete aggrappandosi alle insenature della roccia e toccata
la cima, fece leva sulle braccia per tirarsi su. Xera restò in ginocchio per
qualche secondo, da quando era entrata nel castello, non aveva fatto altro che
correre e gradualmente sentì le forze venirle meno. Quell’attimo di distrazione
però le costò caro. Le code appuntite delle lucertole si diramarono come
fossero rovi e attorcigliandosi attorno alle sue caviglie, la trascinarono a
terra con violenza. Per quanto provasse ad aggrapparsi alle rocce, queste erano
troppo bagnate e presto si ritrovò con le spalle a terra, ferita e immobilizzata.
I palmi e le ginocchia le pulsavano e il mento
bruciava. Xera, riparata dietro lo scudo, cercò di non farsi colpire dalle
lucertole, ma con le gambe legate divenne impossibile.
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