Con il dorso dello
scudo deviò l’attacco con successo, poi, spostando il peso del corpo sulla
gamba sinistra, riuscì a imprimere abbastanza forza al suo scatto da
permetterle di raggiungere la compagna svenuta. Quando però arrivò a pochi
passi da lei, il corpo di Elesya fu avvolto da radici robuste che sollevarono
la ragazza, ancora priva di sensi. Goreha rise dinanzi alla frustrazione di
Xera. << È inutile anche solo
provarci, non sei in grado di sconfiggermi>> dichiarò a gran voce. Senza
troppa difficoltà tuttavia, Xera evitò una serie di attacchi frontali, sferrati
dai lunghi rovi della stessa Goreha che si erano fusi con il resto delle
radici. Nonostante la barriera che la separava dal Novizio, fosse spessa e
robusta, Xera fu ancora in grado di scorgere il vero aspetto del mostro che lo
teneva prigioniero, sebbene Reilhan ne fosse inconsapevole.
<<Com’è possibile scambiare quella cosa, per
una donna attraente?>> pensò, osservando incredula il suo amico. Xera
posò gli occhi sulla regina, cercando in lei possibili punti deboli ma il
movimento imprevedibile dei suoi rovi, le concesse solo rapidi sguardi e per
giunta superficiali. Tra due attacchi laterali, infatti, che parò con scudo e
avambraccio, notò che il mostro aveva le fattezze di una rosa nera dalle
notevoli dimensioni. Quando invece si ritrovò a retrocedere per liberarsi dalla
presa di una delle sue radici, vide che dal cuore della rosa spuntava la testa
di un rettile, simile a un serpente, ma solcato da venature porpora che
trasudavano veleno. Mentre osservava sconcertata la lunga coda della regina,
spuntare dal retro dei petali che la avvolgevano, fu colta alla sprovvista da
uno dei suoi rovi che le colpì la mascella, offuscandole la vista per il
dolore. A fatica riuscì a mettersi in ginocchio e disgustata, sputò il sangue che
le aveva riempito la bocca.
Non ebbe tuttavia il tempo di riprendersi che un
nuovo attacco giunse dall'alto, ma le bastò rotolare su se stessa per evitare
le lunghe spine, che sporgevano minacciose. Durante l’impatto non aveva perso
il suo prezioso scudo e con la difesa alta, cercò il coltello che invece era
volato via. Bastarono pochi secondi per individuarlo e un istante per
rientrarne in possesso, data la grande velocità della guerriera. Scrutando
ancora una volta il suo avversario, si rese conto che la parte inferiore del
suo corpo era costituita da sole radici e rovi, gremiti di piccole spine e
foglie dai bordi seghettati. Non aveva né braccia né gambe, o almeno così
immaginò, poiché i grandi petali nascondevano buona parte del suo corpo. Ed era
proprio con quei rovi che stringeva a sé il malcapitato Novizio, ai cui occhi
dovevano sembrare le braccia di una donna seducente.