Ogni fagotto conteneva un abito finemente cucito a mano da Aldaria. Elesya
apprezzò i ricami del suo vestito azzurro come il cielo e non vide l’ora di
poterlo indossare. Xera invece ammirò la praticità del suo completo scarlatto,
che le avrebbe risaltato la capigliatura e infine Reilhan con la sua nuova
tunica verde di velluto, adornata da finiture d’argento, che indossò senza
indugio. I tre ragazzi percepirono una nuova atmosfera con indosso quelle
vesti, come se un nuovo capitolo della loro vita stesse per iniziare, anche se
questo avrebbe comportato notevoli cambiamenti. Xera appuntò la cintola che
custodiva Rhinvel alla vita e indossò Divaahr sull’anulare della mano sinistra;
Elesya impugnò Vheles e Reilhan assicurò il suo Maglio sulla schiena. Le bisacce, ormai logore, furono lasciate da parte, fatta eccezione per il
contenuto. La guerriera si accertò, infatti, di avere con sé i doni di Chundra
e lo stesso fu per i due compagni. Prima di abbandonare lo studio di Murdar
però, Reilhan chiese loro di attendere qualche altro minuto.
<<Se ci è stato chiesto di
indossare degli abiti da cerimonia, di un tessuto diverso dal solito per giunta,
vuol dire soltanto una cosa. Il nostro percorso su Horsia è concluso e così la
competizione che ci ha unito in un sol gruppo. Ammetto che in diverse occasioni
ho pensato di aver scelto delle persone totalmente pazze e a volte mi sono
altresì chiesto se sarei stato una buona guida per voi, ora però che vi osservo
accanto a me … Non voglio sprecare il fiato con inutili smancerie, tuttavia devo
confessare che non avrei potuto desiderare compagne migliori per il mio
viaggio>>.
Le due fanciulle arrossirono, ma Xera interruppe subito il
discorso schiarendosi la voce e incrociando le braccia <<Ammetto che il nostro incontro non sia stato
dei migliori; come potrei dimenticare i tuoi goffi tentativi di farti bello ai
nostri occhi. Sarei però una bugiarda se negassi quanto il tuo aiuto mi sia
stato d’esempio e credo fermamente che senza di te, adesso non sarei
qui>>. Xera voltò il capo e fissò la fidata amica negli occhi:
<<Elesya, la tua forza d’animo si è
temprata man mano che la sorte ha voluto giocare con le nostre vite e quando
infine la mia esistenza è stata sconvolta, quando pensavo che tutti mi
avrebbero abbandonato, le tue parole mi hanno incoraggiato e il tuo affetto mi
ha ridato la speranza. Non ho mai avuto molti amici, eppure sento che di
migliori al mondo non ce ne siano>>.
La giovane maga chinò il capo per nascondere gli occhi lucidi. I suoi pensieri erano confusi e il suo cuore le doleva in maniera indicibile. Sapeva, infatti, che abbandonare Horsia avrebbe significato anche allontanarsi dai suoi compagni, ormai una famiglia per lei e l'idea di tornare a essere sola, le faceva maledire l’imminente cerimonia d’addio. <<Vorrei che non ci separassimo mai. Vorrei che il tempo da vivere insieme fosse infinito. Mi piacerebbe gioire in questo momento, considerando il dolore provato sull’isola … ma non posso dimenticare la felicità che ha anche saputo donare. L’avervi incontrato mi ha cambiato la vita, in meglio naturalmente e tutto questo è stato possibile solo grazie ad Horsia e alla competizione di Murdar. Non sono contenta di abbandonare tutto, per cosa poi … frequentare un’accademia in cui tornerò ad essere sola. Non voglio!>>.
La giovane maga chinò il capo per nascondere gli occhi lucidi. I suoi pensieri erano confusi e il suo cuore le doleva in maniera indicibile. Sapeva, infatti, che abbandonare Horsia avrebbe significato anche allontanarsi dai suoi compagni, ormai una famiglia per lei e l'idea di tornare a essere sola, le faceva maledire l’imminente cerimonia d’addio. <<Vorrei che non ci separassimo mai. Vorrei che il tempo da vivere insieme fosse infinito. Mi piacerebbe gioire in questo momento, considerando il dolore provato sull’isola … ma non posso dimenticare la felicità che ha anche saputo donare. L’avervi incontrato mi ha cambiato la vita, in meglio naturalmente e tutto questo è stato possibile solo grazie ad Horsia e alla competizione di Murdar. Non sono contenta di abbandonare tutto, per cosa poi … frequentare un’accademia in cui tornerò ad essere sola. Non voglio!>>.
Le parole della ragazza colpirono i due compagni e per Xera fu naturale
circondarla con un caloroso abbraccio. <<Andiamo Ely, non mi dire che te la stai facendo sotto! Pensavo fossi
diventata una combattente>> la incitò il Novizio, <<Inoltre le nostre accademie sono vicine e per me ci vorrà davvero poco per raggiungerti, soprattutto se
consideri che la nostra formazione potrebbe incrociarsi>> aggiunse
facendole un occhiolino. Elesya però non si sentì tranquillizzata da quel
discorso e alzando lo sguardo, iniziò a fissare Xera. <<Tu invece sarai molto lontana, un intero
continente ci separerà>> lamentò, stringendosi all’amica e per un
attimo, a Xera, sembrò di essere tornata indietro nel tempo. Senza rendersene
conto allora incominciò a ridere di gusto, confondendo non poco i due amici.
<<Non temete, non sono impazzita. È
che all’improvviso la mia mente mi ha riportato indietro di un anno,
allorquando Ely si stringeva al mio braccio, piagnucolando per ogni singola
cosa>>. Elesya si distaccò dall’amica, la osservò e dopo qualche
secondo sorrise di conseguenza. <<Sono una sciocca>> ammise, asciugandosi le lacrime. <<Nulla mi terrà lontana da voi>>
disse Xera, facendosi subito seria. <<Il
nostro legame è stato forgiato dalle avventure che abbiamo vissuto insieme e
non sarà la distanza a interferire con esso. È vero saremo distanti, eppure con
il cuore non ci separeremo mai>>. <<Ben detto Testa Calda!>> la assecondò il Novizio che tendendo
una mano, le invitò a imitarlo. <<Facciamo
un patto solenne: promettiamo che niente e nessuno riuscirà a spezzare il
vincolo che ci unisce. Promettiamo che nessuna avversità offuscherà l’affetto
che ci lega. Infine, promettiamo che qualunque cosa accada, ogni anno ci
incontreremo per riconfermare il nostro voto>>.
Le due ragazze
annuirono e nel momento in cui la promessa fu pronunciata, un simbolo apparve
nella zona interna del loro polso. Sulla pelle, infatti, si era impressa
una parte di una runa, che aveva suggellato il voto espresso. <<La nostra promessa è stata benedetta dalla
magia e questo simbolo ci ricorderà che per essere completi, dobbiamo restare
uniti. Tra un anno, quando sarà quasi svanito, lo rieseguiremo e così per il
resto dei nostri giorni>> spiegò il Novizio. Elesya ammirò quel
simbolo come fosse un prezioso tesoro e finalmente il suo cuore si sentì pronto
per affrontare la separazione. <<Ora
però è il momento di andare. Se indugiassimo troppo Murdar potrebbe cambiare
idea>> le prese in giro il curatore. Il trio allora, abbandonò le
stanze del saggio e quando la porta si chiuse alle loro spalle,
ebbero la certezza che per lungo tempo non vi avrebbero più fatto ritorno.
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