martedì 19 agosto 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag. 86)

Elesya continuò a fissare il teschio per buona parte della notte, non riuscendo a prendere sonno. <<Cosa ci nascondi?>> pensò poco prima di chiudere gli occhi e arrendersi alla stanchezza. Quando li riaprì, non era più nella stanza della taverna e di Xera non vi era alcuna traccia. Il suo corpo giaceva su di un prato candido, ammantato da un’erbetta perlacea che baluginava se sfiorata dalla luce. Istintivamente la giovane maga alzò il capo, sperando forse di potersi orientare scrutando il cielo, ma così come la terra, anche quest’ultimo si tingeva di un pallido color bianco, quasi fosse avvolto da un sottile strato di nebbia. Benché fosse luminoso, non riuscì a scorgere né il primo né il secondo sole. <<Dove mi trovo?>> disse tra sé e sé. 

Nonostante avesse pronunciato quella frase solo nella sua mente, l’eco dei suoi pensieri risuonò vibrando nell’aria e si propagò a macchia d’olio per tutto quell’ambiente sconfinato. Una volta in piedi, Elesya mosse qualche passo prima in una direzione e poi nel suo esatto opposto, ma quel luogo era sempre identico, quasi il suo spostarsi fosse solo una mera illusione. Dopo solo pochi minuti, la ragazza iniziò a provare uno strano senso d’oppressione che le sembrò paradossale dinanzi a un luogo che pareva estendersi all’infinito. Eppure quella staticità le diede la sensazione di essere in trappola e nel momento in cui non riuscì più a sopportare la gabbia invisibile che pendeva sul suo capo, iniziò a correre senza meta e senza destinazione. I polmoni ardevano e a stento riuscì a respirare. Le sembrò di aver corso per ore seppur la sua mente la smentisse. <<Voglio tornare a casa!>> pensò e ancora una volta i pensieri divennero suono e il suono si fece eco. Quando infine l’eco si placò, Elesya cominciò a tremare infreddolita. 

domenica 3 agosto 2014

Buone Vacanze

Lo scrittoio si prende una breve vacanza, durante la quale il blog non pubblicherà aggiornamenti o nuovi post. Non abituatevi troppo però alla mia assenza, perché tra due settimane Xera, Elesya e Reilhan torneranno a narrarci le loro avventure. Buone Vacanze!!!  Valeria.

venerdì 1 agosto 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag. 85)

<<Riconoscerei questo tanfo ovunque>> mormorò Reilhan annusando l’aria. Xera osservò i volti contrariati dei suoi compagni ma non ne comprese il motivo fin quando non si ritrovò dinanzi a una signora di mezza età, eccessivamente truccata e dagli abiti bizzarri. <<Ce ne avete messo di tempo!>> lamentò la donna raggiungendo il gruppo a metà strada. Quando s’incamminò, tutte le decorazioni presenti sui suoi abiti iniziarono a produrre una serie di suoni che scandirono i passi della donna, quasi stesse danzando a ritmo di musica. Per primi salutò Reilhan ed Elesya che stretti nel suo abbraccio, trattennero il fiato per non soccombere a causa dell’eccessivo profumo. Dopo, scrutò Xera da capo a piedi e per un istante la guerriera notò un guizzo nei suoi occhi. Fu questione di secondi tuttavia e presto non vi fece più caso. 

<<Tu devi essere la famosa guerriera dal fiocco rosso di cui tanto si parla al villaggio!>> disse prendendole la mano sulla quale Xera sfoggiava il prezioso Divaahr in forma di anello. <<Devi essere proprio speciale se il vecchio ti ha elargito un così prezioso bottino>> aggiunse, fissando avidamente l’artefatto. Xera si sottrasse alla presa della donna delicatamente e insieme tornarono a incamminarsi nello stretto vicolo del villaggio. <<Io sono Madame Taròt!>> esclamò, presentandosi alla ragazza, <<Quando ho incontrato i tuoi compagni, tu eri impegnata altrove. Credo tuttavia che ti abbiano già parlato di me, del resto è impossibile che io passi inosservata!>> spiegò ridendo. <<In verità, nessuno ha mai accennato il suo nome!>> rispose ingenuamente e la donna s’indispettì. Giunti dinanzi alla locanda, la guerriera si separò momentaneamente dal gruppo per raggiungere Kowal. Il fabbro era nel pieno del suo lavoro e grondante di sudore, fu lieto di sapere che Xera aveva già raccolto la somma pattuita. <<Entro domani la nuova spada sarà pronta!>> le riferì prima di congedarla, poiché troppo oberato per badare a lei. 

martedì 29 luglio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag. 84)

Prima di procedere con la nuova pagina, voglio fare una piccola premessa. Oggi lo scrittoio si prende due righe del nuovo aggiornamento per augurare alla sua fan numero uno: Tanti auguri di Buon Compleanno! Ho pensato che non ci sarebbe stato modo migliore per farti una dedica, se non proprio sfruttando il racconto che - sin dalla prima pagina - hai letto con passione. Ancora tanti auguri Mamma, ti voglio bene! 


Xera osservò il teschio con circospezione. <<È forse uno scherzo?>> domandò contrariata, ma lo speziale scosse il capo e portando le mani dietro la schiena, chiuse gli occhi e sospirò. <<Voi giovani d’oggi, sempre pronti a giudicare le apparenze!>> rispose sbuffando. Elesya invece preferì esaminarlo in silenzio e se anche a prima vista poteva sembrare un comune teschio, guardandolo più da vicino notò che per tutta la pallida superficie, scorrevano delle impercettibili vene violacee – simili a capelli - che parvero addirittura pulsare. <<Non so come spiegarlo, ma sento che questo teschio è vivo!>> disse scettica, attirando così l’attenzione dei suoi compagni. Alamar raccolse un libro consunto dal retro del bancone e aprendolo a una determinata pagina, mostrò ai ragazzi l’effige di una donna che - con la mano sinistra - brandiva una falce oscura come le tenebre. 

<<Immagino non abbiate mai sentito parlare di Nephes, la custode delle porte del Regno Eterno>>. I ragazzi annuirono e l’uomo continuò a narrare. <<Durante le mie ricerche mi sono imbattuto in questo artefatto, sperando fosse la soluzione ai miei problemi>> l’uomo si schiarì la voce e imbarazzato abbassò lo sguardo. <<A Nord della regione di Timur, dove un tempo sorgeva la maestosa Candhelia, ritrovarono questo teschio sepolto tra le macerie della vecchia città. Si dice appartenesse alla potente Nephes, una donna immortale condannata a vegliare i cancelli di un regno al quale non avrebbe mai potuto accedere>>. Reilhan osservò il teschio, <<è chiaro che le voci in merito alla sua immortalità, fossero infondate>>, ma Alamar odiava essere interrotto, per cui lo fulminò con un’occhiataccia e riprese parlare. <<Non sono riuscito a scoprire molto in merito alla sua vita, al contrario ho approfondito le circostanze della sua morte>>. Xera alzò gli occhi al cielo <<Naturalmente!>> mormorò senza farsi sentire. 

sabato 26 luglio 2014

Xera, the girl with the sword (Pag. 1)

Yak, Yak and more Yak! I'm tired of these damned beasts!
Xera was reminiscing her last words to her mother before being picked, among the chosen few from the lands of Raifaelia, to take part to the contest for the new recruits on the isle of Horsia.
It felt like ages since that day for the young Paladin, it was like a long lost memory, almost as a forgotten painting in the garret.

The faint red shine of her beloved sword, Rosethorn, lit up her face as she was whetting it, while drifting away in her memories of Dalihan, always verdant and with clear skies, as if the taint could never reach and dent it.

There was a small modest hut  in those pristine lands.
A safe shelter from the cold nights and not much more. No frippery or decorations to make it more comfortable, only the Yak leather exposed on one of the walls with it's strong smell, a thropy of a past hunt.

A humble family inhabitated the small abode, without any dream that would cross the mounts of Dalihan. This life is a gift from the Goddess Raifhee, why bother with anything else?
Everything was unchanging as if the time stopped, the sun rising and setting in an endless cycle, beat every day only by hard work, at least until the young woman discovered she was pregnant.

The joy for that happy news changed the hut into a home. A child was a gift from the Goddess, to thank the family for it's devotion and hard work.
"Let it be a Boy my dear Annabell, so that he can help me in the fields!", that the wish of the young Shepherd, addressed to his beloved, as if she had a say in the matter.
But Annabell knew that the child was different than what they expected. She felt the child struggle in her womb, forcing her to sing the song of the Pillim to calm the baby down. Only those notes could make the child fall asleep, tenderly caressing her belly, hoping that her feelings were only the unfounded worries of an overanxious mother.

Translated By: Mr. F.

venerdì 25 luglio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag. 83)

L’uomo tornò a sedersi e schiarendosi la voce, continuò il suo racconto. <<La bellezza della vita umana risiede nella sua fugacità! Solo dopo aver compreso che il tempo che ci è stato dato ha una scadenza, se ne apprezza l’effettivo valore>> disse con un velo di malinconia sul volto. <<Io l'ho capito una volta scoperto che la mia vita era quasi giunta al termine>>. 
Elesya, preoccupata, portò le mani al viso mentre i suoi compagni si limitarono ad ascoltare. << Compresi che per la malattia che mi affliggeva non esisteva cura, così con il passare dei giorni smisi di cercare e iniziai piuttosto a godermi il poco tempo che mi restava>>. Reilhan provò pena per l’anziano uomo; il suo sguardo perso nel tempo, gli portò alla mente il volto del padre adottivo, al quale ripensò per un breve istante. Lo speziale sorseggiò un altro po' d’acqua e con le mani tremanti ripose il bicchiere sul bancone, interrompendo il silenzio che si era venuto a creare. 

<<Mia figlia non accettò quanto le confessai a pochi giorni dalla mia sentenza e mentre giacevo nel mio letto in preda al dolore, lei trascorse ogni momento barricata nelle sue stanze, seppur invocassi il suo nome costantemente. Quando ne uscì, il suo volto era sereno. Non potrò mai dimenticare quel sorriso e per un attimo rividi la mia bambina di nuovo felice>>. Xera si alzò. Considerare Goreha una figlia devota e non un terribile mostro, le fece sorgere dei sensi di colpa che per un simile mostro non si sarebbe mai sognata di provare. Cominciò a domandarsi se anziché prendersi la sua vita, sarebbe stato possibile riportarla al suo aspetto originario, permettendole di trascorrere il resto dei suoi giorni insieme a suo padre. La guerriera scosse il capo come a voler mescolare i tanti pensieri che affollavano la sua mente e ricordando tutti i tristi momenti vissuti in quel castello, si convinse che indugiare su supposizioni prive di fondamento non avrebbe giovato a nessuno. 

martedì 22 luglio 2014

Xera, la ragazza con la spada (pag. 82)

Non appena i tre ragazzi giunsero dinanzi alla bottega dello speziale, videro l’anziano uomo appollaiato su di una sedia di vimini che aveva visto giorni migliori. Xera iniziò a frugare nella bisaccia malconcia, pensando di sostituirla non appena ricevuto il compenso. Ne tirò fuori un fagotto di medie dimensioni al cui interno vi era un esemplare di rosa nera, colto all'entrata del castello. Nonostante il bagaglio fosse stato sottoposto a violenti strattoni, le proprietà della rosa erano rimaste inalterate. Prima però di raggiungere l’uomo, Xera si munì di numerose bende con cui avvolse diverse parti del corpo, testa compresa. Poi guardando i suoi amici dai volti sorpresi, li invitò a fare altrettanto per avvalorare la tesi della quasi morte. 

<<Non è corretto!>> replicò il Novizio osservandola severo ma Xera lo ignorò, dando loro motivazioni apparentemente convincenti, che tuttavia non influenzarono il giudizio di Reilhan. <<Come puoi affermare di aver quasi perso la vita, se poi non hai nemmeno un graffio?>> disse la guerriera con le braccia sui fianchi. <<È la prova che il vostro curatore non è niente male!>> rispose risentito il ragazzo, <<Indubbiamente! Quell’uomo però potrebbe sminuire la difficoltà della nostra missione, se dovesse vederci illesi>> aggiunse infine. Reilhan si arrese e così come Elesya, iniziò a fasciarsi i polsi, il capo e l’avambraccio sinistro. <<Non sarebbe male lacerare anche i nostri abiti>> suggerì per ultimo la ragazza ma quando provò a stappare la manica, Elesya la fermò sostenendo che se avesse disfatto il suo duro lavoro, le avrebbe aizzato contro la creatura non morta e questo servì a convincere Xera che le bende fossero più che sufficienti. 

Giunti a pochi passi dal vecchio, questi li osservò attentamente dal fondo dei suoi spessi occhiali, che sembravano piuttosto due lenti d’ingrandimento grossolanamente saldate tra loro. Subito fece per tornare nella bottega ma Xera - colto il tentativo di fuga - si fiondò sull’anziano uomo, ponendosi come un muro davanti all’ingresso dell’edificio. <<Che cosa pensavate di fare!>> domandò senza alzare la voce ma scura in volto. <<Oh ma che bella sorpresa!>> rispose invece lui, fingendo che nulla fosse accaduto. <<Non mi aspettavo una vostra visita di così buon mattino e pensare che ci sono persone che considerano i giovani solo dei buoni a nulla!>> aggiunse continuando a lusingare la ragazza, che però non ci cascò.